Maiden, Mother & Crone

The greater mysteries cannot be shown

Sì, buon 2012.
Andatelo a dire ai millenaristi:


Jesus is not amused.
Ci sono mille mila di blog che vi augureranno buone feste, perciò passiamo dritti alla ciccia intorno all'osso: il post di oggi nasce per una riflessione stimolata da certe letture e da questo articolo di Neyven: La spada e la strega: le donne nella fantasy.
Il fatto: la maggior parte delle opere fantasy hanno come protagonisti personaggi maschili, anche quando chi scrive è una donna. Pensate al Nevyn o al Rodry di Katharine Kerr, allo Sparviero di Ursula Le Guin, al Fitz di Robin Hobb, al Cyrion di Tanith Lee: tutti uomini creati da donne, e non intendo nel modo tradizionale. Come mai questo accade?
Condivido tutte le conclusioni dell'autore, quindi è inutile che stia qui a ripeterlo. In realtà ciò su cui più mi sono arrovellata è: come si fa a far sì che i personaggi dell'altro sesso non siano un riflesso di quello che crediamo di volere da loro?
Non so come funzioni in una sceneggiatura. Magari ci sono sia uomini che donne, pertanto la psiche di entrambi i sessi viene mantenuta su livelli accettabili, spesso però in racconti e romanzi non è così. A ben vedere questo accade anche nei giochi di ruolo, online o meno che sia.


Autori che odiano le donne
Alcuni autori non sono in grado di immaginare una donna normale. L'esempio più recente che ho è Mark Robson che tratta la sua eroina come un donnuomo da manuale: è ovvio che il problema sia il suo essere uno 007 al femminile, tanto che passa metà del libro travestita da uomo.
Basta vedere Boys don't cry con un'androginissima Hillary Swank per capire che una donna qualsiasi non può tenere troppo a lungo un travestimento credibile da uomo. L'autore stesso ci fa sapere che il difetto nell'imitazione dell'eroina è la camminata troppo femminile.
Senza tirare in mezzo particolari preferenze sessuali, tenere un personaggio travestito del sesso opposto per metà del libro senza un vero bisogno (Femke avrebbe potuto benissimo travestirsi da altra donna) denota una scarsa considerazione in materia, come se tutte vivessimo un'invidia del pene perenne.


In libri che ho apprezzato la situazione non migliora:

  • Andrzej Sapwoski, Il guardiano degli innocenti: Geralt di Rivia è un personaggio credibile fino a che non incontra Yennefer. Yennefer si inserisce in una delle due macro categorie di personaggi da uomini che tentano di pensare come donne: stronza, acida, opportunista ma che alla fine crolla per il gesto romantico di Geralt. Un'evidente fantasia maschile su una donna che calpesti a morte la propria virilità che, una volta che sarà conquistata, sarà raddoppiata per essere riusciti dove gli altri hanno fallito;
  • George R.R. Martin, Cronache del Ghiaccio e del Fuoco: Cersei Lannister. Stronza, incestuosa, vendicativa, convinta della superiorità della propria "razza". Anche lei rientra nella categoria di cui sopra, infatti sfida Re Robert addirittura con la famosa frase "By all rights, you ought to be in skirts and me in mail", rigira il gioco intorno al trono come più le pare e raramente paga per le sue infamate. Arya Stark è la tipica ragazzina ribelle che vuole essere un maschio, Sansa invece il contrario netto che viene usata come un bambola di creta da chiunque. Catelyn abbandona tutti i figli per imbarcarsi in una missione quasi suicida. Nessuno dei personaggi femminili di Martin ragiona come una donna reale;
  • Bernard Cornwell, Il romanzo di Excalibur: Nimue, Morgana e Ygraine, tutte donne forti e risolute che, nonostante siano nella loro nicchia sono potenti a modo loro, più spesso che non come amanti. Non ho nulla contro le donne forti, tutt'altro, ma a volte si eccede oltre i limiti del credibile in questo senso;
  • Michael Swanwick, Cuore d'Acciaio: Jane oscilla tra il machismo di Arya Stark e la debolezza di ogni ragazzina che un adolescente possa vedere nelle proprie coetanee. Non ha vie di mezzo e, soprattutto, pensa in modo naturale ben poche volte;
  • Robert E. Howard: il personaggio di Redsonja parla da solo. Vogliamo davvero discuterne?
Bikini di maglia: moda Hyboriana.

Generalmente gli autori maschi creano eroine che stimolino le proprie fantasie, creando prototipi di donne che:


  • siano forti. Invincibili persino (RedSonja) e che accettino di giacere solo con chi può batterle, ma che trattino il resto degli uomini come stupidi esseri inferiori. Questo gratifica l'eroe, fonte mitica: Bellerofonte e le amazzoni;
  • la donna che, a differenza di tutte le sue simili, è l'unica a primeggiare laddove le altre nemmeno proverebbero. Combatte come un uomo e piuttosto che generare un figlio si fa togliere le ovaie dalla bocca. Generalmente guida un popolo abituato a capi uomini, riferimento storico-mitologico: Boudicca, eroina degli Iceni;
  • una donna che sacrifica il suo essere donna e la sua possibilità di generare, cosa che, di fatto, la rende davvero diversa dall'uomo. Sono donne solitamente al limite della santità, pure e rette moralmente (la Magdalena) addestrate alla guerra, però, dagli uomini. Fonte storico-mitica: la pulzella d'Orléans;
  • la meretrice. Siamo nel prototipo in cui la femme fatale di turno, irresistibile per tutto e per tutti, può fare quello che vuole degli uomini solo e solamente perché tra le cosce ha un porto di mare (Kitiara). Fonte di ispirazione storica: Mata Hari;
  • la donna che fa quello che secondo gli uomini ha sempre dovuto fare. Angelo del focolare (Beatrice), la "donna riposo del guerriero" (brr), che nel tempo si è evoluta fino a diventare la famigerata damsel in distress (Isabella Swan, incredibilmente creata da una donna e non da un uomo).
Gli uomini non pensano come le donne, le donne non pensano come uomini. Non ci piove. Alcuni riescono a essere più verosimili (Martin), altri molto meno (Sapwoski), alcuni perdono del tutto la bussola (Robson).
Gli uomini sono attratti dalle donne d'acciaio (giusta correzione di V nei commenti: "gli uomini pensano di essere attratti da donne d'acciaio"), anche i più maschilisti infatti amano RedSonja per l'ideale di preda difficile e, soprattutto, del fatto che sia fisicamente una donna, ma si comporti in modo prettamente maschile.
Questo significa che non credo nel personaggio donna guerriera? Au contraire.
  • Licia Troisi, Cronache del Mondo Emerso: Nihal non è credibile a livello fisico o psicologico. Tuttavia c'è un disperato tentativo dell'autrice di mantenere la femminilità del personaggio a discapito di tutto e non è una tematica così semplice come la dipingono alcuni: chiunque abbia praticato uno sport da ragazza lo sa benissimo che si può essere donna e guerriero al contempo (lo so, l'ha scritto una donna, era semplificata. In compenso tutti i personaggi maschili del Mondo Emerso sono a dir poco discutibili, ma questa è un'altra storia);
  • Nei Marshall, Centurion, The Descent & Doomsday: tutti i personaggi femminili sono credibili, nonostante siano sempre donne guerriere e agguerrite, per sopravvivenza, per vendetta o semplicemente per dovere;
  • nonostante tutto Kitiara risulta più credibile del resto della categoria. Ne deduco che sia opera di Margaret Weis, perché Goldmoon, Tika e Solana invece sono sopra le righe oltremisura.
Per tutto il resto c'è Lucrezia Borgia.
    Le donne sono sfaccettate come gli uomini: alcuni sono stronzi (Jaime Lannister), alcuni sono onorevoli (Sturm Brightblade), altri ribelli (Drizzt Do'Urden), etc.
    Perché, allora, devono sempre essere ritratte come surrogati maschili o monocromatiche (quando hanno preso una via sarà quella per sempre: Angelina Jolie in Salt), senza ripensamenti, senza tentennamenti? Lineari.
    Anche Giacomo Mariani ci cade con il suo secondo racconto del Kleg (non è un modo di insultarlo: qui) in cui la psicologia femminile viene lasciata alla deriva in maniera pericolosa sia con Letis che con Cletiana, ma soprattutto con la prima.


    Come tu mi vuoi!
    Carrellata di donne fantasy approvate dal pubblico femminile (le scrittrici sono tutte donne):


    Cronache del Mondo Emerso, Licia Troisi
    Torment, Lauren Kate
    Ink Exchange, Melissa Marr
    V.M. 18, Isabella Santacroce
    Probabilmente se fossi un uomo sarei confuso. Citando gli Eurythmics: "Some of them want to use you, and some of them want to be used by you."
    Sembra proprio che le donne (nei libri) vogliano essere usate: creano personaggi femminili che assecondano le fantasie espresse dai maschietti, ma poi si meravigliano se vengono trattate come bambole.
    Pericolo che non si corre nei libri di una donna, o raramente: Edward Cullen, Sennar, sono lì per essere usati e umiliati in qualità della loro virilità violentemente castrata.
    Dipingere un uomo credibile per una donna è difficile, e lo stesso vale a parti inverse. Quindi come fare, senza fare del selvaggio fanservice o creare cartonati dello spesso di un foglio A4?

    Non è semplice, l'unica cosa che trovo efficace è far leggere i nostri lavori a qualcuno del sesso opposto che valuti la credibilità dei personaggi inseriti (non sempre funziona: le bimbe amano certi personaggi assolutamente stereotipati, probabilmente proprio perché ottengono ciò che loro vorrebbero dall'altro sesso).

    Sigla.

    9 commenti:

    1. Sono onorato di ispirare riflessioni simili. ^_^
      A pensarci bene, l'atteggiamento ambiguo delle autrici nei confronti dei personaggi femminili potrebbe essere spiegato anche con una sorta di femminismo totalmente perverso. A sentirsi ripetere fin da piccole che "donne e uomini sono uguali" (come se non avessero una biochimica troppo diversa per poterlo essere!), si finisce col crederlo veramente: ecco dunque un sacco di personaggi che non sono altro che maschi con il seno, senza ovaie, ciclo o utero. Come se essere donne fosse vergognoso. Come se bisognasse fingersi maschi a tutti i costi.
      È veramente una sporca faccenda.

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    2. Sì, diciamo che credo ci sia una credenza del tutto errata a riguardo, che porti a credere che per essere una donna combattiva si debba per forza maneggiare spadoni.
      Di donne combattive ne vediamo tutti i giorni - quasi tutte le nostre madri lo sono, visti i tempi in cui viviamo - poi ovvio: se voglio creare un'eroina guerriera perché no?

      Il problema non è neanche quello che fa, ma come pensa.
      Giusto ieri si parlava al pranzo di famiglia di come le donne siano molto più competitive degli uomini: un tratto che invece viene sempre attribuito ai cattifi, ma quasi mai agli eroi, che siano femmine o maschi.

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    3. Davvero un bel articolo. Interessantissime riflessioni. Però vorrei fare una correzione. Tu scrivi:
      "Gli uomini sono attratti dalle donne d'acciaio"
      lasciami smentire al 100% questa frase. Senza scendere nei dettagli (mi spiace, dovrai credermi sulla fiducia), modificherei in
      "Gli uomini PENSANO DI ESSERE attratti dalle donne d'acciaio", ma vale solo a parole. A fatti preferiscono le larve! ^^

      A parte questo, resta vero che ci sono donne con modi di pensare più spiccatamente "guerrieri" di molti maschi in giro. Mi offro volontaria per dimostrare questa tesi. :-)
      V

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    4. Ah, V! Quanto hai ragione.
      La tua correzione è giustissima (non che io sia del tutto una donna d'acciaio, ma sono molto più dura - e questo vale di carattere quanto di comprendonio, bisogna prendere tutto il pacchetto signori miei) e il brutal sesso non ne risulta mai troppo contento :(

      Forse devo trovare il giusto spadone! (niente doppi sensi, aw).
      Uaz, beh, magari ci mettiamo in tandem un giorno a fare un articolo sul decalogo del bravo spirito guerriero unisex ;)

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    5. Posso unirmi anche io al progetto? :D

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    6. Io ci sto, ma ad una condizione! Mi concedi di dotarmi di due spade, come la mia personaggia in D&D? :-D
      V

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    7. Baka, tu cerchi il threesome economico :O Ammettilo, ti ho smascherato!
      Scherzi a parte, facciamolo sul serio!

      No, Dungeons and Dragons non si può contare, è troppo powah, ti permette anche di sparare con due balestre!

      Baka, Platinum: appena mi attrezzo un attimo ci sentiamo via mail u.u
      Spero di trovarle sui vostri blog, che sono impedita come poche.

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    8. La mia è semplicemente il nome del blog che leggi nel banner in alto (quindi con l'articolo iniziale e senza gli spazi) seguito da @gmail.com
      :-)
      V

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