What Shall We Do with the Drunken Sailor?

Put him in the bed with the captain's daughter!


Essendo una degna bambola meccanica scribacchina di quart'ordine potevo forse astenermi da partecipare ai concorsi?
Ovviamente no.


I concorsi online sono stati una scoperta, una risorsa molto preziosa per cercare di non meritarmi il posto nel terzo girone dantesco accovacciata sotto la pioggia di fuoco per aver violentato la sacra arte letteraria.


Bene, dopo l'inutile prologo, il concorso di cui parlo è Pirati! indetto da Limana Umanità Edizioni in collaborazione con l'agenzia di consulenze editoriali Scriptorama.
Di cosa parlerà mai questo concorso?


Il bando è QUI.
Ma ormai, ahr ahr, è troppo tardi per partecipare!
In compenso ecco il mio incipit.

Ogni uomo di buonsenso l’avrebbe indicato come un pessimo giorno per morire.
Quando l’ennesima palla di cannone si schiantò contro la murata, sul ponte si riversò una pioggia di schegge. Il capitano dalla pelle scavata dalla negromanzia fissava la scena immobile, estraneo alle grida dei feriti e alle manovre degli uomini che brulicavano sulla nave; le bocche da fuoco tuonavano, l’odore della polvere bruciata impregnava l’aria. Il sibilo delle sirene infuriate che volteggiavano intorno alla nave attrasse lo sguardo del giovane uomo, che uomo non era più da un pezzo, poco prima che i lunghi tentacoli iniziassero a scivolare lungo gli ammassi di sartiame sparsi in giro.
I dardi fischiarono e si incagliarono nella carne: l’uomo alla destra del capitano si accasciò sul timone, esanime.
«… impaziente, Dentedoro. Impaziente.»
Il vecchio pirata, sospeso a qualche spanna da terra sopra il castello della nave avversaria, si profuse in un comico inchino, quasi avesse potuto sentire quelle parole. La sagoma salmodiante al fianco di Dentedoro doveva essere lo stregone di bordo; di certo era lui a guidare gli attacchi delle sirene.
Il capitano arricciò il naso e avanzò di un passo.
«Non cedete!» intimò. Rivolse uno sguardo alla strega e accennò un assenso; la donna dai boccoli dorati incrociò le braccia.
L’inferno continuava a infuriare sulla Regina Rossa: i tentacoli della creatura afferravano gli uomini e li trascinavano negli abissi, inghiottiti dai flutti ancora intenti a lottare, le sirene implacabili continuavano a picchiare contro i fianchi dello scafo. La nave stava imbarcando acqua e si inclinava sempre di più, trascinata verso il fondo dal peso dei cannoni e dell’equipaggio.
Quando i rampini si agganciarono gli uomini sguainarono le lame, senza bisogno di ordini. Il capitano alzò la voce. «Vi ho concesso la ricchezza. Vi ho ricoperti di gloria. E ora vi prometto che avrete la vittoria!»


Dato che nessuno si sprecherà a commentarlo, aumentiamo il livello del post con un'altra fanta-sgnacchera a tema piratesco:


Sì, sto barando. Pirati, no?
Se non vi piace prendetevela con Xadhoom


Quasi stavo per dimenticare la sigla:



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