The Dragon Lies Bleeding

Above the glory we'll carry on now the time has come to return back home

La bambola se ne sta per fatti suoi un paio di giorni e si scatena il putiferio nel suo mondo, che è quello virtuale non essendo fatta di carne e sangue. Non ho voglia di camminare nella Valle di Lacrime in cui gente più esperta di me si sta già avventurando, chi con buoni risultati, chi con molti meno.
Quindi decido di parlare di un argomento di cui so qualcosa e che (l'avreste mai detto?) c'entra con il blog: il genere fantasy.
Ho letto un articolo dove si diceva che l'11 settembre ha cambiato la visione ingenua che avevano i fan del fantasy. Il titolo dell'articolo, tradotto, è: la guerra al terrore ci ha portati al Trono di Spade e a Joe Abercrombie?
In pratica gli amanti del fantasy prima all'attentato alle torri gemelle dell'11 settembre amavano il fantasy epico e idilliaco con elfi e spade canterine, mentre adesso vogliamo arti amputati e tradimenti.
Parliamone... il libro Game of thrones è uscito nel 1996. Cinque anni prima.
Quindi cerchiamo di non sparare affermazioni a caso.
Dr. Jack, "L'evoluzione del fantasy, oggi"
Questo riassume tutto ciò con cui sono d'accordo dell'articolo. Il resto, invece, lo contesto in blocco.
Possibile che io non abbia letto l'articolo dello Zio Jackie con lo spirito giusto, forse mi sono buttata a testa bassa, ma ritengo che molte delle frasi dell'articolo siano troppo ambigue e pronte a essere impugnate da chi si schiera contro il fantasy come letteratura degna di dignità.
Andiamo con ordine, perché la faccenda è ingarbugliata e rischio di andare fuori tema molto facilmente.

Fantasy VS Reality
(Artista: Grypwolf)

La "maturazione" del fantasy
Il fantasy non si sta limitando a crescere, diventa anche più maturo.[...]
La mia opinione è la seguente:
Il pubblico in generale si sta svegliando, e si rende conto che la realtà è densa di porcherie e gente che segue i propri interessi. E il "bene epico" è irrealistico, poco credibile, e non affascina più come una volta.
Non posso concordare, in nessuna maniera. La maturazione di un genere letterario non credo possa esistere, anche perché significa ammettere implicitamente che il fantasy finora sia stato ingenuo, giovane e immaturo, e che solo ora apra gli occhi verso la consapevolezza.
Una frase che, scritta da qualcuno che si intende di fantasy, può essere facilmente scambiata con una difesa di un concetto esposto poco prima nell'articolo:
E molti continuano a ritenerlo roba da bambini. È un fardello che dobbiamo portarci appresso.
Non importa se qualcuno crede che il fantasy sia fatto di fatine luccicanti come le Winx o di elfi canterini, perché generalmente sono persone che del fantasy non sanno nulla. Ho visto qualcuno chiedere nei forum letterari se perché uno scritto sia fantasy debba essere ambientato in un contesto medievale.
La confusione che continua a regnare è alimentata dallo scisma attuale che si vive nel contesto della blogosfera italiana, in cui si alimenta una spaccatura tra i difensori del fantasy innovativo (come il genere new weird e la moda attuale riguardo allo steampunk e derivati) e quelli che invece invocano la continuazione del fantasy cosiddetto classico.
Personalmente io non sono molto amante del weird e ultimamente mi sono data alla rilettura dei classici, quindi potrei risultare di parte. Rimane il fatto che continuo a credere che parlare di "maturazione" nell'ambito sia un autogol notevole.

Sangue e Fantasy
In pratica gli amanti del fantasy prima all'attentato alle torri gemelle dell'11 settembre amavano il fantasy epico e idilliaco con elfi e spade canterine, mentre adesso vogliamo arti amputati e tradimenti.
Su questo sia io che Dr Jack siamo d'accordo: è una cazzata. Una grossa cazzata.
Il fantasy è sempre stato inondato di sangue: raramente ricordo scritti che non abbiano morti e carneficine. Il fatto che non venissero mostrati con la descrizione minuziose di budella e tanfo di morte dipende non dall'evoluzione del genere, ma dall'evoluzione del gusto dei lettori: gli horror anni '80 non avevano tutto lo splatter che troviamo in qualsiasi film attuale (non necessariamente dell'orrore, tra l'altro), ma questo perché la sensibilità riguardo una certa immaginazione è crollata.
Non è un'evoluzione del fantasy in sé, bensì della cultura in generale.

Credere che la disillusione della società rispetto a una crisi globale che ci sta trascinando nel fango debba guidare le tematiche della letteratura fantastica lo trovo pura follia, un po' come sostenere che il compito della letteratura fantasy sia un mezzo per l'educazione delle masse o con il compito pedagogico di esporre i problemi attuali della società.
Il fatto che tutto ciò che esiste di bello sia annientato dal mare delle guerre, della mancanza di fede, dell'ecologia in pieno declino non deve influenzare ciò che viene prodotto. Nel medioevo la situazione non era migliore, e neanche nel rinascimento: merda e spazzatura per le strade, pestilenze, povertà diffusa e generalizzata, tasso di mortalità altissimo.
E nonostante la miseria esistevano i poemi cavallereschi, perché a volte c'è anche bisogno di poter sognare, non solo di razzolare nello sterco "eredità del precedente governo" (cit.)
La bellezza non è un reato.
(Fantasy Calendar, daekazu)
Del Nuovo Antropocentrismo
L'uomo deve essere al centro dell'universo. La Terra non può girare intorno al Sole, questo abbasserebbe la levatura morale e spirituale dell'uomo. Sono passati secoli, eppure non è cambiato assolutamente nulla.
L'uomo, di qualsiasi millennio, è superbo.
E per questo è impensabile che gli elfi, dopo duemila anni di vita, possano avere denti bianchi e perfetti. Perché non è concepibile che i loro denti siano fatti di materiale diverso che non si caria e non ingiallisce.
Per questo ogni razza non umana va passata al filtro della morale umana, e gli orchetti diventano il male anche se nella loro società perseguono una loro legge.
L'uomo dev'essere sempre al centro di tutto: ogni altra creatura deve essere piegato alla sua logica. Il giudizio non basta che traspaia dal personaggio: è l'autore a condannare il diverso, a usarlo come metafora. A volte, persino, vengono incarnate in altre razze tutte le nefandezze compiute da secoli dall'umanità, in una specie di esorcizzazione inversa.
Personalmente non sono contraria ad avere protagonisti umani, ma il fatto che tutto debba essere filtrato alla stregua dell'anatomia e delle condizioni umane (a patto che non siano razze derivate da una creatura umana, come vampiri e licantropi) limita di gran lunga le possibilità che il fantasy potrebbe avere.

L'epica
Leggo che i lettori si sarebbero stancati dell'epicità e degli allineamenti ben definiti.

Il tipico buono ormai appare ipocrita. Anche lui avrà degli interessi difficili da difendere, no? Si troverà pure in situazioni in cui deve scontentare qualcuno.
Capita a chiunque pure nel mondo reale senza che ci sia il destino della terra in gioco.
Il problema è proprio questo.
Io non ho mai trovato i buoni senza macchia e senza paura che verrebbero imputati al genere fantasy. Fortunata?
Del resto non è un problema dei personaggi dei libri se si trovano con meno difetti degli uomini reali, dovrei forse infarcirli di problemi solamente perché meschinamente ci si possa identificare? Troppo semplice.
Aragorn, per quanto segua un suo codice morale, è uno sterminatore di orchi. Questo lo rende nondimeno un assassino. Se nella concezione antropocentrica questo non ha importanza, in una valutazione oggettiva non lo rende di certo Gandhi.

Sturm Brightblade?
Anche lui ha avuto le sue pecche. Conan? Un ladro e un furfante. Elric? Di chi stiamo parlando quando diciamo "il tipico buono"?
Sono sempre stati concetti fumosi ideati più dai lettori, che dagli scrittori in sé, delle categorie create a posteriori. La contrapposizione Bene contro Male c'è sempre ovunque, e che questo Male sia una Torre Nera o un serial killer non fa differenza, che sia l'indifferenza umana o un esercito avversario. Le tematiche universali sono nulla più che una schematizzazione per pigri.

Non c'è nulla di male ad amare l'epica, i personaggi al di sopra dell'umanità media, e se mi dite che la gente ha perso il gusto dell'epica io vi rispondo con una sola, semplice parola: Dovahkiin.


Ditelo a lui che non esistono più i vecchi eroi,
che tutti devono essere ridotti al minimo comun denominatore.
La fantasia è immortale.
Non può morire. I mondi fantastici sono una costante necessità dell'essere umano e della sua grigia realtà, il bisogno di credere e di sognare non ha bisogno di alcuna maturazione.
La pessima letteratura non è fantasy vecchio e la buona fantasy nuovo, il buon fantasy è il buon fantasy e basta, di qualsiasi cosa parli.
Non fate sanguinare i draghi. Potrebbero decidere di vendicarsi.



42 commenti:

  1. Anch'io avevo letto il post che ha originato tutto questo ieri e anch'io mi sono trovata in disaccordo praticamente su tutto.
    Vorrei esprimere la mia opinione: la storia è la storia, punto. E rimane tale e quale sia che sullo sfondo ci metto la guerra in Crimea, sia le astronavi, sia i maghi e gli elfi. Se la trama è bella e "sta su", allora la storia sarà avvincente, indipendentemente dai particolari di contorno e viceversa.
    Ad esempio, ho sentito parlare molto di questo Game of Thrones. Ero incuriosita, ma anche spaventata. Se devo leggere della fantapolitica, mi risparmio i soldi. In un fantasy ci voglio la magia, ci voglio i draghi e, accipuffolina!, ci voglio anche gli odiatissimi (dagli altri) elfi. Perché? Perché a me piace il fantasy.
    Che molte persone che un tempo schifavano il fantasy perché "è per bambini", vi si avvicinino ora può significare solo due cose:
    1) prima parlavano per partito preso, ora hanno visto con i loro occhi e hanno cambiato idea;
    2) in realtà non gli piace il fantasy e semplicemente hanno trovato un racconto di altro genere coi draghi sullo sfondo.
    Esperienza personale: una mia amica mi ha regalato Hyperversum. Lei odia i fantasy, le piacciono solo i romanzi storici. Mi ha regalato questo libro al grido di "hai visto? Leggo fantasy anch'io!". Quel libro mi stava spingendo al SUICIDIO. Di fantasy non ha nulla, ma ne ho parlato estensivamente da altre parti. Il fantasy è maturato? No. La mia amica ora ama il fantasy? No. Lei continua ad odiare il fantasy e amare i romanzi storici, è solo che ha trovato un romanzo storico (beh, io definirei quella roba un trattato di storiografia, piuttosto) con scritto sopra "fantasy". Ma la sostanza non cambia.

    Concludo con un'ovazione per la tua "nota sull'antropocentrismo".
    Lo so, lo so. Commenti troppo lunghi, troppo fastidiosi e poi non sono diplomatica. Son fatta così, fatevene una ragione :-P
    V


    [Ti prego, togli il secondo link che hai messo nel post. Ecco il dramma: il 90% delle persone non sa nulla di computer e internet, però glieli facciamo usare. Ci vorrebbe un patentino! Se questa mischia la chiusura di Megaupload con il fatto che la rete è arrabbiata per SOPA, ACTA e compagnia, è decisamente confusa!]

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gli amanti del fantasy leggono Games of Thrones perché Martin è indubbiamente un bravo scrittore (e ha messo l'incesto nei libri, oltre a personaggi un po' sopra le righe ma ottimamente caratterizzati, come il nano Tyrion o il compiantissimo - non da me - Ned Stark), tutti quanti guardano la serie perché stanno nudi la metà del tempo e ci sono lesbiche che si strusciano e slinguano tra loro.

      Dato di fatto.

      Per quanto riguarda il resto, lo sai che io adoro i commenti lunghi, almeno mi danno modo di poter fare un confronto: con due righine al massimo ci faccio il tè :P

      Per quanto riguarda il secondo link ce ne sarebbero di cose da dire, ma non ho voglia di farci un post, l'articolo in sé parla già da solo e come da richiesta ho evitato di insozzare le tappezzerie altrui, perché una bambola come me sa bene quanto costino, con il mio atteggiamento da rivoluzionaria fuori tempo massimo.

      Sono stata brava. Mi darò un biscottino metallico da sola.

      Elimina
  2. Trovo anche io ridicola la distinzione tra fantasy "pre-11 settembre" e "post 11 settembre". Come se da quella data fossimo diventati tutti supercinici e disincantati soprattutto nei confronti della letteratura. Guerre, massacri,carestie, ingiustizie e altre meraviglie ci sono sempre state, e non è che una volta il fantasy fosse tutto unicorni e arcobaleni,eh.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Idem.
      Sicuramente l'11 settembre ha cambiato il pensiero comune, ma in USA per lo più. E comunque, nel fantasy non mi pare sia cambiato granché.

      Elimina
  3. Partiamo da un presupposto: il fantasy senza fantasia non ha senso, la fantasia senza originalità è monca.
    Da ciò si deduce che replicare pari pari i soliti cliché (elfi, draghi, medioevo etc etc) può essere solo dannoso.
    A questo punto si hanno quattro strade:
    1. Eliminare, sostituire o rielaborare i cliché in un contesto comunque "classico" (high/epic, s&s, heroic, low medievale);
    2. Eliminare, sostituire o rielaborare i cliché in un contesto d'avanguardia (new weird, bizarro fiction, steamfantasy/dieselfantasy, il dark fantasy più innovativo, ma anche lo urban più surreale);
    3. Eliminare, sostituire o rielaborare i cliché in un contesto storico/realistico (realismo magico, low fantasy, fantasy storico, lo urban meno fantastico);
    4. Eliminare, sostituire o rielaborare i cliché senza estremizzare né il realismo né il surrealismo.

    La prima strada è quella battuta da Erikson, Jordan, Salvatore, Martin e, in parte, Moorcock.
    La seconda è quella battuta da Miéville, VanderMeer, Mellick III, Swanwick, Villaverde, Swainston, Duncan, Gilman, Pullman. In parte anche da King (La Torre Nera è proto-new weird), da Moorcock (idem) e, in parte, da Palahniuk (Dannazione).
    La terza strada è quella battuta da Murakami, Axelsson, Manni, Palazzolo, King.
    La quarta strada è quella battuta da Gaiman e, in parte, King.

    Io preferisco la seconda e la quarta strada.

    Riguardo ai discorso sulla violenza e sulla contrapposizione bene-male, concordo con te, Steamdoll.

    RispondiElimina
  4. Non è detto, Michele. Questa è una convinzione che tu (e molti altri) avete, ma non è la verità assoluta dettata da Dio su un monte :)
    Quando è stato scritto "Intervista col Vampiro" altri romanzi piuttosto famosi (Carmilla, quello di Polidori, Stoker e così via) erano già stati dati alle stampe, ma non credo che qualcuno sia sbucato davanti a casa di Anne Rice con la faccia di Roger di American Dad a urlarle in faccia "clichè" (recuperate quel momento della serie: ne vale davvero la pena).

    Questa è una regola che, strano, viene applicata rigorosamente al fantasy. E quindi? Bandiamo i viaggi spaziali dalla fantascienza? Bandiamo i fantasmi dall'horror?

    Trovo quasi inutile ribadire che se io fotocopio "Il Signore degli Anelli" e ci cambio i nomi è un conto, mentre se scrivo un'opera mia è un altro, ma il fatto che io usi un drago non dovrebbe arrivare subito a "oh, che palle, i draghi".
    Dunque, poniamo che nel prossimo anno escano tre romanzi con protagonisti dei funghi assassini. Non usiamo più i funghi?
    Un discorso che si fagocita in se stesso, in quanto prima o poi i soggetti finiranno e la ricerca di originalità a tutti i costi sta creando dei nuovi Prometeo (per intenderci).

    Le quattro strade che tu hai delineato sono delle possibilità. Un'altra possibilità è saper raccontare bene una storia, indipendentemente dal fatto che i protagonisti siano degli elfi o delle maniglie.

    La rielaborazione è un meccanismo alla base della scrittura. Basti vedere "The League of Extraordinary Gentlemen" (non ho fatto copia in colla, spero sia giusto), che riprende personaggi dalla letteratura e li cala in nuovo contesto.
    Il fatto che un libro sia noioso o sin troppo evocativo di altri non è da imputare dagli elementi usati (draghi, elfi, fate che siano), bensì dall'incapacità dell'autore di creare un buon romanzo. Nascondersi dietro scuse come "è colpa degli elfi" genera, per effetto contrario, il "ma guarda! Nel mio libro è il protagonista è un petardo! Come fai a dire che fa schifo? Lo so, tu sei uno di quello che cerca draghi ed elfi." (sorrisetto sprezzante a seguire).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Be', ovviamente io mi riferivo agli elementi fantastici, che sono la linfa del fantasy. Poi la capacità di creare una buona storia è uguale per ogni genere.

      Elimina
  5. Poi chiariamoci: a me piacciono Gaiman, Pullman, Moorcock. Non ho nulla contro il new weord e lo steampunk, più generi esistono e meglio sarà sempre, ma torno a ribadirlo: un libro fantasy spazzatura/scopiazzatura sarebbe tale anche se fosse ambientato sulla Luna con i topi che distillano tè spaziale di contrabbando.
    Le innovazioni devono esserci (sempre), le sperimentazioni e le contaminazioni anche, ma quanti oggi leggendo Beowulf direbbero "bleah, il drago d'oro, l'eroe, ma che banalità?"
    Io no.
    E neanche leggendo l'Edda o il Kalevala.

    Faccio ricorso alla mitologia perché contiene degli elementi ricorrenti, a volte simbolici a volte meramente decorativi; seguendo il ragionamento di "già visto" dovremmo epurare dalla faccia della Terra metà della letteratura e buona parte della filmografia.
    Stanotte mi sono rivista "The Descent", un film horror di Neil Marshall che mi piace moltissimo. E sapete che c'è? Non ha niente di innovativo.
    Mostri nelle caverne sotterranee + gruppo di speleologhe sperdute che faranno una pessima fine. La potenza del film dove sta? In COME tutto ciò viene mostrato e raccontato.

    Forse è tempo di tornare a rendersi conto che lo stile ha un suo grosso peso, e le tematiche, che devono assolutamente esserci ed essere valide, non hanno tutto il peso che si vorrebbe dare a credere.

    Per me "A Song of Ice and Fire" è come "Tron" senza le lucine: useless :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Su Beowulf: va be', ma quello è uno degli "originali", non una fotocopia.

      Per quanto riguarda lo stile: è un piano differente. E comunque lo stile è legato al romanzo di genere, che non è solo fantasy. Ma a distinguere il fantasy dal resto sono i contenuti. Fantasy = fantasia; fantasia = originalità; fantasy = originalità.
      Si può creare un fantasy poco originale, ma sarà di serie B per quanto riguarda i contenuti (magari per lo stile sarà perfetto, ma questo non riguarda il genere).
      Ciò non vuol dire che per forza bisogna sempre cercare soggetti nuovi: si possono anche rielaborare in modo personale soggetti vecchi. Io amo Swanwick e lui usa gli elfi, ma non hanno niente a che vedere col modello classico tolkieniano. Usa anche i draghi, ma non sono draghi classici.
      Salvatore usa gli elfi, ma sono ben diversi dalla tradizione classica (sono drow, of course).
      La Bizarro fiction spesso neppure usa creature strane: The Hanted Vagina come creatura fantastica ha un fantasma, per il resto il fantasy sta negli avvenimenti (una vagina come portale per l'aldilà).
      Poi che molti autori New Weird inventino creature nuove è un'altra storia, un'altra strada ugualmente valida.

      Sul resto: leggi il commento sotto, quello di risposta a PlatinumV.

      Elimina
    2. Sì ma quello che io mi chiedo è: visto che Salvatore è stato fortunato a essere il primo a usare i drow (sei poco attento u.u nel post dedicato agli elfi ho fatto notare come i drow siano MOLTO simili agli elfi scuri della mitologia nordica) da Forgotten Realms, chiunque li userà dopo di lui cadrà nel cliché?
      Insomma, una corsa a chi arriva prima ad accaparrarsi la creatura vince?

      Io non amo Swanwick e non amo il Bizzarro. Probabilmente tra me e te c'è una semplice discrepanza di gusti che non ci fa intendere :)

      Elimina
    3. No, semplicemente il prossimo che vorrà usare i drow dovrà personalizzarli e dare una visione nuova. Oppure li può usare per un ruolo secondario. Ma usarli per un ruolo principale seguendo quello stesso modello di Salvatore sarebbe pigrizia e mancanza di fantasia. E un fantasy con poca fantasia (fantasia e originalità vanno a braccetto) sarebbe di serie B (per i contenuti, lo stile è un altro discorso).
      Se poi si vuole mettere la fantasia su altre cose diverse dalle creature, tanto vale scrivere low fantasy o realismo magico.

      P.S la maggior parte delle creature che usa Miéville vengono dalla mitologia. Lui le rielabora, nulla di più. Di base ha inventato di sana pianta poche creatura.

      Elimina
    4. E questo che non capisco: perché?
      Perché devo reinventare i drow OPPURE ripiegare sulla razza umana? Consideri così banale la razza umana che se devi scrivere di una roba già vista tanto vale stare su quella?

      Temo che questa sia esattamente la spiegazione del paragrafo dell'antropocentrismo: se è simile a un umano, va ridotto al comun denominatore umano.
      Quindi deduco che se volessi fare un personaggio con eterocromia ma che lo faccio a fare? L'eterocromia non è fantasiosa, non è che una mutazione genetica di poco conto. Tanto vale fare semplicemente due occhi blu, giusto?

      Elimina
    5. Ah già, non ti chiedo nemmeno cosa ne pensi di quelli che utilizzano personaggi altrui nelle proprie narrazioni: pigrizia pura :P

      Tra l'altro pigrizia è sempre un concetto che arriva da una determinata scuola di pensiero. Io non ritengo pigro qualcuno che scrive ciò di cui ama senza sforzarsi a tutti i costi di essere originale. Io lo ritengo uno che ama scrivere di ciò che ama. Che può coincidere o meno con quello che piace a me, ma quello è tutt'altro discorso.

      Elimina
  6. Al solito, rispondo qui perché il tasto "rispondi" sotto alla conversazione giusta non mi funziona.
    Quindi mi stai dicendo che l'incesto e le lesbiche avrebbero fatto il successo del libro? Non che mi sorprenda, bastano i reality per incantare il grande pubblico, ma speravo in qualcosa di meglio. Scriverà anche benissimo, ma se questi sono i temi trattati, me ne tiro fuori. Mi pare un libro con target prettamente maschile, come il 95% dei programmi tv, in cui basta mettere due vallette semi-nude e sculettanti per avere audience.

    Nel nostro blog ho aggiornato il post sull'ACTA con un nuovo link. Pare che il relatore di quella roba si sia licenziato... perché dice che quella roba è una vergogna. Andiamo bene! :-D

    [attende con impazienza il fantasy in cui una compagnia di maniglie va all'assalto del castello del drago per liberare la principessa] Ok, ok, la pianto. Ciò che hai detto è sacrosanto. Se una storia è una porcata rimarrà una porcata anche se gli elfi sono pezzi di cancelleria senzienti e i draghi sono dei criceti da battaglia (chi ha detto Bò? :-P ). Oltretutto non colgo l'acredine contro il fantasy. Da domani facciamo tutti dei romanzi sci-fi senza navi spaziali, pianeti, tecnologia e computer! E romanzi storici non ambientati nel passato. E gialli senza misteri e assassini. E horror senza mostri e sangue e paura.
    Per piacere...
    A me personalmente bizzarro e new weird fanno letteralmente schifo, ma non ho nulla contro chi scrive e legge questi generi. A volte invece mi pare che i suddetti sostenitori vogliano picchiare a sangue tutti gli affezionati del fantasy "classico" (sì, elfi e draghi) come se il fatto che le persone "perdano tempo" con questo filone in qualche modo tolga risorse al loro. Giuro, mi danno esattamente questa impressione.
    Tenetevi pure gli assalti dei funghi-soldato-mutanti, ma io voglio draghi ed elfi, come un sacco di altre persone. Quindi... non rompete! :-D

    V

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fantasy = elementi fantastici non spiegati scientificamente e importanti per la trama. Ergo, io non ce l'ho col fantasy in generale (anche il new weird è fantasy), ce l'ho con i cliché. Perché? Semplice: la fantasia è l'elemento cruciale del fantasy, l'originalità è l'ossigeno della fantasia. Gli elfi nel 2012 NON sono più elementi fantastici veri e propri in quanto chiunque può immaginarli, anche chi ha pochissima immaginazione. Un fantasy con così poca fantasia è di seconda categoria.
      Inoltre, altra cosa: che senso ha ripetere sempre i soliti cliché? Io credo sia svilente per uno scrittore ripetere sempre la solita pappardella già scritta da altri. C'è stato Tolkien? Benissimo, capitolo chiuso! Continuare a ripetere la solita solfa appesta le librerie di romanzi inutili e poco originali. Letto uno letti tutti.
      A meno che non si mutino i cliché. Nulla vieta di usare draghi ed elfi, a patto di modificarli rispetto al modello classico.

      Elimina
    2. Michele, il punto è quello: la fantasia e l'originalità NON coincidono.
      Il grillo parlante è un elemento fantastico. Il grillo parlante non è più originale perché c'è nel romanzo di Collodi. Il chesire cat è un elemento fantastico. Ma ormai è percepito come un cliché perché tutti citano Alice.

      Però, vedi, io credo che tu stia estremizzando. Mettere elfi e nani NON significa scrivere come Tolkien, né più né meno che mettere un drago meccanico non significa aver riscritto The iron dragon's daughter.
      C'è differenza tra plagio e cliché. Ma c'è proprio un'autostrada. Io giuro che non so come spiegarlo in modo più semplice di così :P

      Comunque tu mi stai dicendo, e correggimi se sbaglio, che visto un film disney visti tutti? (principessa, principe, matrigna)
      Sei davvero sicuro che, magari, non parti un po' prevenuto e infervorato da una certa corrente (esasperata) di pensiero? :)

      Elimina
    3. Hai frainteso: come ho detto, l'originalità è l'aria della fantasia. Vanno a braccetto, ma non coincidono. La fantasia senza l'originalità esiste, ma è fantasia di serie B. O meglio, dato che si nutre di originalità, è fantasia anoressica xD

      Ovvio che inserire degli elfi non vuol dire plagiare Tolkien. Era un esempio per spiegare che non ha senso ripetersi, ne basta uno. Poi bisogna andare avanti anche con le creature. Se non li si vuole fare, che ci si limiti agli esseri umani e si scriva low fantasy o realismo magico.
      Si può essere originali con la storia narrata, ma quella o ha a che fare col genere fantasy in particolare. Una bella trama è tale indipendentemente dal genere. Ma la classificazione "fantasy" ha a che fare con i contenuti (elementi fantastici non spiegati scientificamente).

      E ancora: ruoli, personaggi e creature sono cose diverse. Giulio è un elfo ed è un conte. Giulio = personaggio; elfo = creatura; conte = ruolo.
      I film Disney hanno (quasi) tutti la stessa struttura nei ruoli, ma il resto no.
      E comunque, non c'entra come esempio: io parlo di romanzi. Un film non toglie spazio e visibilità ad altri film. Al massimo toglie soldi e possibilità, ma con i libri accadono tutte queste cose.
      Senza contare che i film Disney rientrano più nella fiaba (non a caso molti sono tratti da fiabe famose come quelle dei Grimm).

      Elimina
    4. "E comunque, non c'entra come esempio: io parlo di romanzi. Un film non toglie spazio e visibilità ad altri film."

      Mi permetto di dissentire: un cinepattone che esce in 2000 sale rispetto al filmettino indipendente che esce in 4 o 5 direi che sì, anche per il cinema è la stessa identica cosa.

      Perché le fiabe non rientrano nel genere fantastico?
      Non vanno conteggiate? :P
      Nelle fiabe è lecito e nei romanzi no, dunque.

      Boh, francamente possiamo tirarla per le lunghe, rimane il fatto che io considero il discorso di serie A e serie B come un tantino superbo :)
      Proprio detto con la massima sincerità. Contando, poi, che generalmente il fantasy è considerato da tutti un genere già di suo di serie B, mi fa molto riflettere questa visione anche da chi lo apprezza.
      Forse hanno ragione gli altri, allora.

      Elimina
  7. Da domani facciamo tutti dei romanzi sci-fi senza navi spaziali, pianeti, tecnologia e computer!
    *coughs*
    Dune
    *coughs*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Malachi, l'esperto sei tu, quindi magari sto dicendo delle fesserie, ma a me risulta che i pianeti ci siano in Dune :S
      E anche i viaggi spaziali, solo che vengono fatti attraverso la spezia anziché attraverso le navi. Insomma, non mi pare che manchino come affermi lì sopra :)

      Non ci sarà la tecnologia ma c'è il tema della mutazione e delle capacità inumane di determinati soggetti, umani usati al posto dei computer, quindi insomma.

      Elimina
  8. Perfettamente in linea con quanto ho detto allora. Sono coerente al 100%: a me Dune fa schifo! ^_^'
    V

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che poi, lo sci-fi ha una marea di sottogeneri. Navi spaziali e pianeti è space opera, no? Ecco, tutti gli altri sottogeneri non li consideri proprio? xD
      Il fantasy, poi, ha quasi 40 sottogeneri xD
      E per la cronaca, a me il fantasy classico (high/epic, s&s, low medievale, heroic) può anche piacere, quando esce dai cliché. Erikson scrive fantasy classico eppure è lontano anni luce dai cliché del genere. Martin scrive low medievale e mi piace (anche se la sua saga è più una soap opera, ma ok xD). Ash di Mary Gentle è un mix di fantasy storico e low fantasy medievale, eppure la adoro.
      Si può scrivere fantasy classico pur essendo originali. È difficilissimo, ma fattibile. Il problema del fantasy classico è che pone troppi paletti alla fantasia, che così non può scorrere libera.
      Ma il fantasy deve essere fantasia allo stato puro, anche se razionalizzata da norme di verosimiglianza e coerenza. Ma non si dovrebbero porre altri paletti, se non la fantasia stessa (che vive di originalità).

      Elimina
    2. Esattamente.
      Ma consideriamo lo space opera: dopo Star Wars e Star Trek mi chiami Firefly un ricettacolo di cliché solo perché ci sono le navi spaziali? :)

      Il concetto di nave spaziale in sé non cambia. Cambia il modo in cui viaggia (iperspazio, curvatura, etc), cambiano i personaggi che ci sono sopra, ma la nave come concetto sempre quella è, magari di forma diversa.

      Quindi vale anche per il drago: che io lo faccia rosso, di bronzo, metallico o di stoffa, sempre un drago rimane. Chiaro che se io metto un occhio su una torre che casualmente sta cercando un anello siamo in un'altra dimensione.

      Mi viene sempre in mente la (purtroppo già usata) metafora della torta: con uova, latte e farina si possono fare tantissime combinazioni diverse, magari aggiungendo la cioccolata invece dei mirtilli.
      Non per forza bisogna escludere gli ingredienti classici per sostituirli con zenzero, cannella o guano.

      Io non vedo quali paletti metta il fantasy classico. Non più di altri generi letterari (bizzarro a parte, lì puoi fare credo come vuoi. Ed è proprio l'anarchia di fondo di quella corrente che non mi piace).

      Elimina
    3. Tutto dipende da dove poni l'accento. Se poni l'accento sulla psicologia dei personaggi, tanto vale scrivere un romanzo psicologico. Poi fare un mix tra fantasy e psicologico, ma se non ci sono elementi fantastici veri e propri, non avrebbe senso (come ho detto, i cliché sono sì elementi fantastici, ma di serie B). Se poni l'accento sulla trama in sé o sul rapporto tra i personaggi SENZA accompagnare il tutto con una forte attenzione per creature e ambientazione, tanto vale limitarsi al low fantasy o al realismo magico.
      Ovvio che la trama deve essere SEMPRE il perno a cui ruota tutto (se no non sarebbe un romanzo), ma se al secondo posto in ordine di rilevanza poni le creature e/o l'ambientazione, allora ripetere i soliti cliché ti pone in serie B. Se il protagonista del tuo romanzo è un elfo che segue il solito cliché, tanto vale usare un essere umano. Tanto il livello di fantasia di un elfo classico è quasi uguale a quello di un umano. Vero, il primo è irreale, ma è così banale che non ci vuole nessuno sforzo di fantasia a scriverci su qualcosa. Almeno sul fronte della creatura, la trama è tutt'altra faccenda.

      Elimina
    4. Io ti giuro faccio una gran fatica a seguirti. Per esemplificare: mi stai dicendo che Batman potrebbe anche essere un uomo-zanzara per quanto ti riguarda perché tanto farebbe le stesse identiche cose?
      Il fatto che sia Batman non è una nota di colore, è cruciale per la realizzazione del personaggio. Se faccio un elfo non è un umano, è un elfo.

      Facciamo prima: dimmi tre personaggi elfo di romanzi fantasy che ritieni di serie B per farmi capire di cosa stiamo parlando.

      Elimina
  9. @Michele: ritorniamo al discorso di gialli senza omicidi e misteri, horror senza mostri e sangue, fantascienza senza tecnologia avveniristica. Sarebbe, parole tue, "Continuare a ripetere la solita solfa appesta le librerie di romanzi inutili e poco originali. Letto uno letti tutti."
    Mi spiace, continuo a trovare il tuo punto di vista assurdo. In ogni caso, ti basta evitare i romanzi con draghi ed elfi. Dal momento che nessuno ti costringe a leggerli, francamente non mi spiego perché dovresti prendertela così se io e altri li troviamo belli e fantasiosi. Come dicevo prima: pare che gli appassionati di weird e bizzarro si sentano defraudati da libri che non abbracciano il loro genere. Mah! Mi pare che a volte si scivoli nella guerra di religione...
    Dalla tua definizione, un elemento fantastico è qualcosa che non c'è nella realtà, qualcosa che va immaginato. Draghi ed elfi non esistono in realtà, quindi rientrano nel dominio del fantastico. Alias, in 15 righe di commento sei pure riuscito a incartarti da solo. Rimango perplessa.
    Se poi mi dici che le storie trite e ritrite sono noiose, posso essere d'accordo. Ma la colpa non è che nella storia ci sono gli elfi, quanto che la storia fa schifo ;-)
    V

    PS: "Nulla vieta di usare draghi ed elfi, a patto di modificarli rispetto al modello classico." a questo punto potrei dirti "La Meyer ha modificato il vampiro dal canone classico". Sì, ed è uscita una porcata e tutti gli estimatori dei vampiri SI SONO LAMENTATI. Non sempre "revisionato=migliore"!

    PPS: il captcha per questo messaggio è welfi, leggibile come "W elfi" :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo spazio nelle librerie è limitato. Un romanzo brutto danneggia tutti i romanzi qualitativamente almeno decenti (se non belli) perché toglie loro spazio. Non solo: i soldi della case editrici sono limitati, non possono investire su tutti.

      E comunque, ha frainteso: ovvio che gli elfi sono elementi fantastici, ma sono poco fantastici in quanto non ci vuole molta fantasia per immaginarli. Un fantasy classico con tutti i cliché del genere è un fantasy, solo che è un fantasy di serie B.

      La Meyer ha scritto una porcata perché non sa scrivere. I romanzi della Meyer non sono brutti fantasy (o rosa), sono proprio brutti romanzi indipendentemente dal genere. Leggiti Vampire Kisses: stessa cosa di Twilight, ma scritto bene. Toh, Vampire Kisses è apprezzato pure da una mia amica fissata con i vampiri tradizionali.
      Poi è ovvio che revisionato non vuol dire necessariamente migliore. Tutto dipende da come la si fa una cosa.
      E per carità, la Meyer è anni luce lontana dalla fantasia e dall'originalità. In primis ha scopiazzato Vampire Kisses che è uscito anni prima e ha riscosso pure un discreto successo (anche se non al livello di Twilight), e poi basti pensare a Buffy e a The Vampire Diaries. La Meyer non ha rivoluzionato un bel nulla.
      Il nipote di Stoker, invece, ha modificato la figura di Dracula in modo convincente. Anche se ha agito più sulla psicologia del vampiro. Nel primo numero della rivista letteraria "Fralerighe", per cui io scrivo, trovi un'analisi Stoker contro Stoker fatta da quella mia amica fissata coi vampiri ;)

      Elimina
    2. Dimenticavo: i vampiri della Mayer sono pure costruiti male, non sono verosimili. A 100 anni ancora al liceo? -.-''
      La Meyer voleva solo scrivere un romanzo rosa (pure brutto, perché privo di sentimenti veri e tutto accade "perché sì, perché lo ha deciso l'autrice"). Poi ha inserito i vampiri intuendo che sarebbe stata una futura moda (i presupposti c'erano: Vampire Kisses, Vampire Diaries, Buffy) e ha scelto dei vampiri innocui e sbrilluccicosi solo perché adatti a un target tipicamente rosa.
      Stessa cosa fatta dalla Schriber, solo che lei i "Vampire Kisses" ha creato un modello di vampiro verosimile. E ha pure messo sentimenti veri! E scrive pure bene! Però è più rosa che fantasy (almeno il primo: gli altri della serie pare siano più fantastici, ma io ho letto solo il primo).

      Elimina
    3. "Lo spazio nelle librerie è limitato. Un romanzo brutto danneggia tutti i romanzi qualitativamente almeno decenti (se non belli) perché toglie loro spazio. Non solo: i soldi della case editrici sono limitati, non possono investire su tutti."

      Perdonami se ti dico che questo però mi sembra proprio un discorso gamberettiano. In effetti certo, un libro brutto stampato in duecentomilioni di copie danneggia la visibilità di libri più meritevoli.
      Quindi? Cosa c'entra libro brutto con libro che sfrutta tematiche già usate? Quindi tu mi stai dicendo che se un libro usa draghi ed elfi è brutto di partenza (sì lo so, a patto di non rielaborare, etc.)

      "ovvio che gli elfi sono elementi fantastici, ma sono poco fantastici in quanto non ci vuole molta fantasia per immaginarli."

      No perdonami, ma questa me la devi spiegare: cosa vorrebbe dire questa frase?
      Non è difficile da immaginare una volta che ti è stato scritto/detto. Ma neanche una vagina-portale è difficile da immaginare O_O L'immaginazione umana è in grado, grazie a Dio, di riprodurre molto bene ciò che comprende.

      La Meyer sa scrivere.
      Se dici che non lo sai fare non hai nemmeno provato a leggere una pagina di quello che scrive; la storia fa schifo, i protagonisti sono terribili, ma la Meyer non scrive affatto male.

      Vampire Kisses io non l'ho letto (non mi piace il genere, per chi fosse interessato qui http://fantasy.gamberi.org/2008/12/30/vampire-kisses/).

      Ma è questo il punto sai? Forse ho trovato il bandolo della matassa: ma che, ogni scrittore deve rivoluzionare tutto? Ti aspetti una generazione di scribacchini Copernico?
      Mi sa che si sta un po' esagerando: mi stai chiedendo in pratica di pubblicare solo i premi Nobel e schifare tutti gli altri solo perché a te non piacciono, giusto?
      In fondo, a moltissimi piace Harry Potter, ad altri non piace, non credo che la Rowling abbia rivoluzionato niente, né ha usato quella "tensione creativa" di cui mi pare tu parli (ha preso tutta roba da mitologia e classici, a piene mani, e l'ha amalgamata in una serie di romanzi nati per un pubblico molto giovane) però non me la sentire di dire che vada tolta dalle librerie perché toglie spazio agli altri.
      Questo mi sembra sempre il solito integralismo.

      Alla fine in tv i documenti me li devo pagare con Sky se voglio vederli e no, non mi piace il Grande Fratello che invece danno a spron battuto, ma non me la sentirei di dire che quella tv spazzatura toglie spazio alla cultura. Non mi piace?
      Pace. Ho internet o altri canali tv per recuperare. Se non mi piace quello che esce in libreria fino a prova contraria è un problema mio, non dell'editore, che non è un mecenate (ci terrei a sottolinearlo) ma un imprenditore.
      A lui spetta vendere, il panorama culturale mondiale non è nelle loro mani.

      Elimina
    4. Ma se vieni educato a leggere brutti romanzi difficilmente ne cercherai di migliori ;) E il genitore che compra un libro al figlio giovanissimo spesso si lascia consigliare o prende ciò che trova per primo; e il figlio che si approccia per le prime volte alla lettura prende ciò che il mercato gli propone. Gli editori hanno delle responsabilità.
      I romanzi, purtroppo, non vendono quasi mai (salvo eccezioni rare) per la qualità. Vendono per la visibilità, per la la distribuzione, per la pubblicità o perché trattano tematiche alla moda o in grado di far discutere.
      Le prime tre cose le decidono gli editori, quindi sì, i brutti romanzi tolgono spazio/soldi/visibilità/opportunità ai bei romanzi. Un bel romanzo, senza il supporto dell'editoria, difficilmente venderà. Se ne deduce un danno anche a livello sociale.

      Riguardo alla frase sull'immaginazione: non parlavo di "visualizzazione". Parlavo di creazione. Chiunque è in grado di parlare di elfi, fanno parte di una cultura molto diffusa. Ma uno scrittore fantasy dovrebbe avere più fantasia degli altri, più immaginazione. Uno scrittore fantasy bravo dovrebbe fare di meglio rispetto a... a chiunque. Perché chiunque può immaginare gli elfi, così come chiunque può immaginare gli umani. Se tu, scrittore fantasy, non vuoi usare la fantasia con le creature, fallo con altro e limitati agli esseri umani. <

      Riguardo alla Meyer: Twilight l'ho letto tutto, non amo criticare senza conoscere l'argomento. Per i miei canoni scrive male. O meglio, stilisticamente è bravina (a parte per i dialoghi orridi degni dell'asilo), non brava perché fa vari errori qui e lì. Ma non sa andare oltre, non ci sono sentimenti. È un libro freddo, dove i sentimenti sono raccontati perché così vuole l'autrice, ma non vengono spiegati e mostrati in concreto. È tutto forzato, tutto accade perché sì. Poi la Meyer non sa costruire trame decenti, ma questo è un discorso che esula dallo "scrivere bene". Certo che il confronto con Vampire Kisses non reggere niente, sono lontani anni luce.

      Comunque, i gusti son gusti, per carità. Io sto solo esperimento le mie personalissime opinioni. Mica ti costringo a leggere ciò che piace a me xD

      Elimina
    5. "E il genitore che compra un libro al figlio giovanissimo spesso si lascia consigliare o prende ciò che trova per primo"

      Capirai, quindi, che il problema è del genitore, non della libreria.
      Se mi dicessero di mettere mio figlio nel tritacarne per farlo dimagrire non è che lo farei così senza colpo ferire. Se ai genitori interessa che i figli abbiano una cultura, si interesseranno loro per primi di cosa guardano/leggono/soprattutto gli regalano. Sempre ammesso, poi, che davvero a quel punto si possa parlare di buona e cattiva letteratura. Fight Club è un libro che adoro e che ritengo uno dei migliori mai scritti, ma educativo non tanto.


      "Se ne deduce un danno anche a livello sociale."

      Non lo so, continuo a vederci un'inutile crociata in questo contesto. Con tutto il rispetto: chi siamo io o te per decidere cosa sia buona o cattiva letteratura? Non ritieni un po' presuntuoso poter dire da noi cosa sia o non sia un buon/cattivo libro?
      A me I Malavoglia non piace, dicono che sia un capolavoro. Per carità: continuerò a non leggerlo, ma per quanto mi riguarda non mi va di sconfermarlo sulla base del mio gusto personale.

      "Se tu, scrittore fantasy, non vuoi usare la fantasia con le creature, fallo con altro e limitati agli esseri umani."

      Quindi una vagina-portale è meglio degli elfi semplicemente perché nessuno ci ha pensato prima. Ed è meglio che non dica che se a volte nessuno ci ha pensato prima c'è anche un motivo :P

      "È un libro freddo, dove i sentimenti sono raccontati perché così vuole l'autrice, ma non vengono spiegati e mostrati in concreto. È tutto forzato, tutto accade perché sì."

      Non vedo come possa coincidere con scrivere male.
      Come ti ho detto trovo il libro di scarsa qualità, questo non implica però che lei scriva male. e per questo io intendo stile, non contenuto.
      Il mio "problema" è che mi pare che le tue opinioni si basino su qualcosa di traballante :)
      Mi fa piacere il confronto, non pensare che me la prenda a male eh (non è così) ma tutto questo astio verso il fantasy classico perché è trito e ritrito... d'accordo, poniamo che tu abbia ragione e io torto.
      Niente più film d'azione (hanno spesso trame molto, troppo simili. E non essendoci immaginazione potrai immaginare come ripetano tutti gli stereotipi del genere).
      Niente più vampiri, ormai su di loro è stato inventato di tutto.
      Niente più fate, elfi.

      Il mio grosso dilemma in tutto questo è: ma sei sicuro che a te piaccia il fantasy? :)
      Perché uno è libero di amare Picasso e Mondrian e schifare Leonardo da Vinci, ma se qualcuno oggi mi dipingesse un quadro con quella tecnica non è che lo guarderei storto, anzi.
      Quello che temo, per te e per molti altri, è che con questa crociata alle tematiche finiate per perdervi dei gran bei libri semplicemente perché a primo impatto possano sembrarvi poco originali. Per quanto mi riguarda credo che metà del lavoro debba farlo il lettore, che non è del tutto passivo e pronto a ingoiare ogni parola e concetto che gli venga detto per poi ripeterlo a pappagallo o bearsene come squarcio del Nirvana. La storia può essere bellissima, ma se il lettore non è abbastanza umile e volenteroso di sentirla quella storia, allora possiamo anche smettere di scriverli i libri.
      Inoltre tu parli in fondo di gusti, ma non mi sembra proprio che tu prima parlassi di tuo gusto personale: tu parlavi di buona narrativa e cattiva narrativa. E non per te, ma oggettivamente. Forse ho capito male io, ma mi sembrano cose molto diverse.

      Elimina
  10. PARTE 2

    Non so se ti rendi conto di ciò che hai scritto fino ad ora ma, sempre dal tuo profilo, scopro che non hai 12 anni, quindi dovresti già esserti reso conto che al mondo non ci sei solo tu con i tuoi gusti. (oltretutto ti definisci "antiproibizionista" e qui c'è qualcosa che non mi torna...) E no, non è che perché sono i tuoi gusti e le tue opinioni sono giusti a priori e li puoi imporre agli altri.

    "Vendono per la visibilità, per la la distribuzione, per la pubblicità o perché trattano tematiche alla moda o in grado di far discutere" benvenuto al mondo. E' lo stesso motivo per cui la Apple, al posto di fallire, è la società "informatica" con più liquidità di cassa. Ma dovrei uccidere tutti i mac-user perché non ne capiscono nulla di computer e comprano quella roba? E si può applicare ad un sacco di ambiti. Il mercato è regolato da "domanda e offerta fanno il prezzo". Vale anche per i libri e, come diceva Steamdoll, una casa editrice non è una onlus, quindi il loro obiettivo rimane vendere.

    Seriamente, trovo la tua opinione assai sconclusionata, assolutista e, non me ne volere, presa parola per parola da ciò che dice Gamberetta. Avrà un buon "reparto marketing" anche lei, ma no, neppure lei è Dio.
    V

    RispondiElimina
  11. Sorry, in qualche modo mi ha perso la prima parte, la ricopio. In caso di doppioni, Steamdoll, cancella pure!

    PARTE 1
    "Lo spazio nelle librerie è limitato. [...]" ottimo. Io penso che i romanzi new weird e bizzarro siano osceni. E dunque? E' giusto eliminarli?
    Penso che i libri BEN SCRITTI, alias quelli con uno stile decente e una bella trama meritino di stare lì sullo scaffale e che vinca il migliore, indipendentemente dal genere. Sennò dovrei andare in giro a bruciare un sacco di libri! Non è che perché parlano di elfi allora sono necessariamente brutti: a te magari non piacciono, ma molte cose che piacciono a te non piaceranno ad altri. Non hai diritto di leggerle perché a loro non piacciono?

    "Un fantasy classico con tutti i cliché del genere è un fantasy, solo che è un fantasy di serie B" tua opinione. Un fantasy coi funghi ninja secondo me, passami il termine, è una cagata paurosa. Eppure c'è a chi piace. Chi sono io per ergermi a giudice assoluto? Non siamo in una dittatura, ma (teoricamente) in un libero mercato.

    "La Meyer ha scritto una porcata perché non sa scrivere. I romanzi della Meyer non sono brutti fantasy (o rosa), sono proprio brutti romanzi indipendentemente dal genere." esattamente ciò che sto cercando di dirti da 4 commenti. Il problema non sono gli elfi, i draghi, i vampiri o chi per loro. Il problema è che la storia è scritta male ed è patetica!

    Vampire Kisses li ho già letti tutti pure io e li trovo molto simpatici ^^

    Intendiamoci, io considero la cosa che ha scritto la Meyer spazzatura (pure se garantisco che il suo stile è scorrevole e scrive miliardi di volte meglio dell'autore fantasy italiano medio), il mio era solo un esempio per dire che l'originalità a tutti i costi non è per forza una cosa positiva!

    "Ma se vieni educato a leggere brutti romanzi difficilmente ne cercherai di migliori"
    dannazione, mi sto irritando. Chi diamine sei TU per decidere ciò che è giusto o sbagliato per gli altri? Dio? Ho dei dubbi. Quella che tu invochi si chiama DITTATURA e fino a prova contraria nel mondo ha fatto più male che bene.

    Dal mio punto di vista è ridicolo che nelle scuole si facciano più ore di italiano+latino+letteratura italiana+storia dell'arte che matematica. Perché nella vita ti servirà SEMPRE la matematica (sai, tenere i conti di casa...), perché la scienza è ciò che ci rende competitivi nel mercato e nel mondo, perché il progresso è scienza (e in Italia stiamo tutti a guardarci i piedi e a rileggere le opere di Pascoli -_-' ), invece difficilmente la letteratura serve nella vita di tutti i giorni per il 99% delle persone. Fosse per me, i programmi scolastici sarebbero molto diversi. Da ciò che leggo nel profilo del tuo blog, l'unico fra i tuoi interessi che a parer mio si salva è la musica. Il resto lo annovero alla voce "perdita di tempo". E quindi? Devo chiuderti in una cella 4x4 fintantoché non smetterai di "perdere tempo" con cose che a me non piacciono o devo eliminarti direttamente perché "sprechi spazio nel mondo"?

    SEGUE SECONDA PARTE

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non te l'aveva proprio presa prima. Se vuoi cancellare la seconda per metterla sotto tolgo il doppione, altrimenti lascia così: siamo pochi intimi e ci capiamo benissimo comunque :P
      Ora leggo XD

      Elimina
  12. Hmmm meglio di no, al momento non mi fido. Ho qualche problema con la connessione e non vorrei perdere tutto :-s Si sa mai! Scusa per aver lasciato in disordine (blush). Se riesci tu a spostare, ben venga!
    V

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nah, macché figurati.
      Come vedi io non riesco neanche fargli mettere l'orario giusto, per dire gh :P

      Elimina
  13. "Non vedo come possa coincidere con scrivere male.
    Come ti ho detto trovo il libro di scarsa qualità, questo non implica però che lei scriva male. e per questo io intendo stile, non contenuto."

    No, si tratta di stile. I sentimenti vanno mostrati tramite le azioni, i gesti, i pensieri, le parole. Pure con l'atmosfera, pure scegliendo una parola al posto di un'altra. E i sentimenti vanno creati gradualmente, tranne in casi particolari (colpo di fulmine, filtri, magie, interventi divini etc etc).
    Bella non ha emozioni vere e proprie perché queste non traspaiono dai gesti, delle parole, dai pensieri, dall'atmosfera. Tutto accade perché sì, perché lo decide l'autrice, senza verosimiglianza. Il risultato è forzato e poco naturale, e questo per colpa dello stile, del modo in cui si scrive, non tanto dei contenuti.

    "La storia può essere bellissima, ma se il lettore non è abbastanza umile e volenteroso di sentirla quella storia, allora possiamo anche smettere di scriverli i libri."
    Non metto in dubbio che ci siano romanzi fantasy banali e pieni di cliché, ma scritti benissimo e con trame avvincenti e interessanti. Ma trama, stile e contenuti sono cose separate. In questo momento sto analizzando i contenuti, in particolar modo creature e ambientazione.
    Il fantasy è tale per i contenuti (elementi fantastici non spiegati scientificamente), non per la trama. Una bella trama è bella e basta, ma è un altro discorso. Un romanzo di serie B per i contenuti può essere di serie A per la trama e/o lo stile.
    La trama è indipendente dal genere, tranne per alcuni condizionamenti (es: i gialli devono avere crimini, il resto lo gestisce l'autore).

    Riguardo al resto: non devo mica ripetere sempre "secondo me" per far capire che è un discorso soggettivo.
    Se si parla di norme o regole o assiomi, si parla di consigli, norme accettate, strade migliori e più efficaci per raggiungere un obiettivo.
    Se si parla di scienza, si parla di cose oggettive fino a prova contraria.
    Ma qui stiamo parlando di opinioni, di idee personali. È ovvio, scontato, implicito che siamo nel campo della soggettività. Non ci sono esperimenti che danno ragione all'una o all'altra posizione, né regole, né norme, né assiomi. Si tratta solo di pensieri personali, di idee, di opinioni.
    E non si tratta mica di dittatura. Ovvio che ognuno, se potesse, cambierebbe il mondo secondo ciò che reputa migliore. Ovvio che io credo nelle mie idee e penso che migliorerebbero la situazione, si chiama coerenza. Ma non possiamo. E no, non solo perché non siamo dittatori, ma per fare un vero cambiamento bisognerebbe fare il lavaggio del cervello a tutti. oppure tornare indietro nel tempo e mutare la storia. Per cui il problema non si pone.
    Accetto che ognuno abbia i suoi gusti e accetto che ognuno possa avere idee differenti. Ma appunto, siamo nel campo delle opinioni, non certo dell'oggettività. Ma neppure nel "fare in questo modo è la via più efficace". Siamo proprio nel campo della soggettività, ed è implicito. Non ha senso dire mille volte "secondo me", sarebbe pleonastico e sciocco.
    Si discute per esporre le proprie idee, non certo per imporle. Se poi l'altro cambia opinione e segue la tua strada è un altro discorso, ma non deve essere l'obiettivo primario.

    P.S. come ho già detto, per certi versi sono all'opposto di Gamberetta (non a caso c'ho pure litigato una volta). Ma su altre cose concordo. Non sono un suo fan, ma neppure un suo antagonista a tutti i costi. Valuto caso per caso. Riguardo al discorso sull'editoria, concordo con lei.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vorrai perdonarmi, ma anche io trovo che le tue argomentazioni spesso siano molto, troppo identiche alle sue. Per questo anche io ti ho identificato subito come un "fedele" del suo pensiero :)

      Per il resto siccome stiamo davvero sforando qui farò un altro articolo, in quanto preferisco affrontare direttamente la tematica, dato che ho anche molto altro da dire.

      Elimina
    2. ahahahah lo so, tranquilla :) Come ho detto, su questo specifico argomento concordo con lei.
      Dove non concordo con lei è sulla sua eccessiva rigidità riguardo alle regole (nella mia recensione del suo Assault Fairies ho criticato proprio questo: alcune descrizioni troppo complicate era meglio raccontarle che mostrale. L'eccezione che conferma la regola, ma bastava seguire il buon senso per capirlo). E soprattutto non concordo con lei sul modo di recensire e di trattare gli autori: è troppo violenta, talvolta maleducata. Non credo si ottengano risultati nell'attaccare così gli autori. Meglio avere un tono più distaccato e neutrale, limitandosi ad argomentare le proprie tesi. Poi va be', il blog è suo è può scrivere come vuole e ciò che vuole. Solo che non concordo per niente con lei su quelle cose, ma davvero zero.

      Elimina
  14. Signori, lascio questa allegra festicciola per andarmene a letto, che domattina la sveglia suona alle 6.20. Continuate pure senza di me :-D
    'Notte
    V

    RispondiElimina