Elvenpath

It's the honesty of these worlds ruled by magic and mighty swords

Gli elfi sono un po' il bersaglio preferito di tutti.
Sono troppo alti, sono troppo bassi, orecchie troppo appuntite, sono troppo femminei... non c'è nulla che abbiano di buono.
In definitiva, sono anche un cliché.

Half Elf Girl, kerembeyit
Non ho ancora capito perché tutti ce l'abbiano con gli elfi.
Sono sicuramente meno caricaturali di quanto abbiano sempre dipinto i nani, così come non sono insopportabili quanto gli hobbit o gli halfling.

La parola deriva probabilmente dal norreno "alf(a)r" e indicava originariamente uno spirito-genio della mitologia norrena simbolo delle forze dell'aria, del fuoco, della terra, dell'acqua e dei fenomeni atmosferici in generale.

Ricostruiamo la loro mitologia per capire se sono davvero così propedeutici all'orticaria come ci vogliono far credere o se, invece, possano essere un valido spunto da cui trarre dei personaggi accettabili:
  • secondo la mitologia norrena gli elfi nacquero dai vermi che divorarono il cadavere di Ymir, gigante del ghiaccio alla base di cosmogonia e cosmologia nordica. Si dividono in Døkkálfar, "elfi delle tenebre", e Liósálfar, "elfi della luce";
  • nella mitologia scozzese gli elfi invece si dividono in Corte Maledetta e Corte Benedetta, un gruppo di faeries "buoni" che, secondo alcune leggende, è il popolo della mitologia celtica dei Tuatha de Danann;
  • nella mitologia celtica i Tuatha de Danann sono un popolo di esseri divini  molto simili agli elfi, alti, affascinanti, abili nella caccia, nella poesia e nella magia. Secondo alcune leggende vennero cacciati dal Paradiso a causa della loro vasta conoscenza. Conquistarono l'Irlanda, patria dei Fomoriani, e quando venne invasa dai Milesi si rifugiarono nelle viscere della Terra. Da quel momento furono conosciuti come Daoine Sidhe;
  • nella mitologia scandinava si identificano con gli Ellefolk, creature alte circa un metro. Hanno un rapporto privilegiato con la natura e possono passare attraverso i quattro elementi fondamentali: aria, acqua, fuoco e  terra. Sono esperti di erbe magiche e medicamentose e hanno un particolare fiuto per i tesori nascosti, le loro donne sono di una bellezza travolgente e sono abili seduttrici. Un umano però non può avvicinarsi perché basta un solo respiro degli Ellefolk perché l'umano divenga preda di una terribile malattia.
Elf, asuka111
Elfi della Terra di Mezzo

Non si può parlare di elfi senza nominare Tolkien, perché gran parte della produzione del professore di Oxford dedica ampio spazio alla razza elfica. "Il Silmarillion" in particolare narra le gesta degli elfi nella creazione della Terra di Mezzo, mentre ne "Il signore degli anelli" la razza è in declino e pronta a partire dai Porti Grigi perché si possa dare inizio all'Era degli Uomini.
L'abilità di Tolkien sta chiaramente nell'aver creato un mondo così vasto, dettagliato da risultare così credibile che molti si sono innamorati negli anni della Terra di Mezzo e delle sue creature.
Esistono due linguaggi, in gran parte ricostruiti dagli appassionati, il Sindarin e il Quenya, con tanto di regole grammaticali e dizionario. Sono stati scritti svariati saggi sull'argomento, ma io rimando al sito Eldalie, uno dei più completi in Italia.

Gli elfi di Tolkien sono alti, aggraziati e saggi e sono quello che viene comunemente definito come lo stereotipo elfico della nostra generazione per gli strascichi che ha comportato sulla cultura fantasy successiva, ingombranti e imprescindibili al contempo.

Per quanto riguarda il resto dell'impiego nella letteratura fantasy mi affido al riassunto, sicuramente incompleto, della pagina italiana di Wikipedia, riservando più spazio a come gli elfi potrebbero essere utilizzati nella letteratura e perché.
Gli elfi continuano ad apparire in molti romanzi fantasy. Terry Brooks ne sceglie uno come protagonista del suo libro La spada di Shannara, descrivendolo come di struttura esile e di statura medio bassa, ma dotato di grande agilità.
Alla fine del XX secolo l'immagine dell'elfo viene profondamente cambiata dai libri di J.K. Rowling, che li descrive come domestici al servizio dei maghi, piccoli, esili e dotati di innati poteri magici, quindi molto lontani dalle loro precedenti descrizioni.
In alcuni romanzi gli elfi vengono descritti anche come esseri simili alle fate.
Nel XXI secolo, Christopher Paolini, nei suoi romanzi, riprende l'immagine dell'elfo come un essere di aspetto gradevole, ma fisicamente molto più forte di un uomo e con poteri magici straordinari. Paolini descrive gli elfi anche come esseri intriganti e affascinanti, ma talvolta ambigui.
Nel Mondo Emerso di Licia Troisi gli elfi sono creature presenti solo nei ricordi delle persone. Essi sono emigrati nelle Terre Ignote e, a differenza degli elfi di Paolini e di Tolkien, sono scontrosi e rigidi. Inoltre saranno proprio loro ad attaccare le razze del Mondo Emerso per porre la loro fine e l'inizio della loro Era.
Leggendo i nomi del riassunto di Wiki inizio a capire da dove derivi l'odio per gli elfi (e dire che la Strazzulla non è stata nemmeno nominata!)
Non c'è bisogno di specificare che gli elfi di Licia Troisi e Christopher Paolini siano stereotipati. O forse sì?

Originalità a tutti i costi
Questo è uno dei miei cavalli di battaglia. Perché mai i draghi possono essere sempre uguali mentre gli elfi devono cambiare?
Nessuno si è mai lamentato che il drago sia rimasto immutato nei secoli. Nessuno credo si lamenti quando c'è un drago in un romanzo fantasy, invece gli elfi hanno rotto, per un giudizio arbitrario senza alcun argomento di supporto.
Spero saremo tutti d'accordo nell'affermare che creare una creatura alta, slanciata e aggraziata per poi chiamarla "razza X" non abbia senso se esiste già la parola elfo ed è adatta allo scopo.
L'elfo non dev'essere necessariamente come quello della mitologia o come quello di Tolkien, ma non deve per forza neanche essere una cosa mai vista. Non sono una di quelle che viene rassicurata dalla ricorrenza degli elementi fantasy in serie, tuttavia non mi disturbano affatto e, anzi, se sono elementi di una buona storia non ho nulla in contrario al fatto che si usi qualcosa di conosciuto.
In fondo, John Milton cos'avrebbe dovuto usare per il suo "Paradise Lost"? Creature nuove e sconosciute solo perché, "che barba gli angeli caduti"?
Si sono già sentiti.
Anche diversi videogiochi utilizzano varianti elfiche come World of Warcraft con i suoi Elfi della Notte ed Elfi del Sangue, o Lineage.

Elfi del Sangue, WoW: Burning Crusade
Bene e male
Più spesso che non gli elfi incarnano una delle estremità della bilancia morale tra bene e male. Così come accadeva nella mitologia, in cui Elfi Chiari ed Elfi Oscuri abitavano due dei diversi mondi creati dall'Albero della Vita (Yggdrasill) incarnando la simbologia della vita contrapposta alla morte, spesso anche nei romanzi e nei giochi ciò accade.
Non c'è nulla di male a rendere un personaggio, o una razza intera, come simbolo di un concetto: è quello che accade anche con gli angeli e i demoni nella concezione cristiana.
Gli elfi chiari rappresentano la bontà, la saggezza, la luce e la vita, mentre gli elfi scuri incarnano i concetti diametralmente opposti.
Da questo hanno avuto origine i drow, bellissimi ma malvagi elfi dai capelli bianchi e dalla pelle nera, organizzati in una società matriarcale e sottomessi al culto delle terribili dee dell'Underdark, il Sottosuolo.
Condividono molte caratteristiche con i loro ispiratori, i Døkkálfar della mitologia nordica: entrambi vivono sottoterra, ripudiano la luce e adorano il male. Come si può notare in narrativa raramente qualcosa si crea e si distrugge, tutto viene mutato dal tempo e dalle mani che utilizzano gli antichi concetti, trasformandoli in qualcosa di nuovo.

I drow, come i mezzelfi, meritano certamente un articolo a parte, quello che è importante capire è che ciò che è conosciuto non è necessariamente noioso. Come potrebbe ciò che amiamo annoiarci?
Mangiare la pizza tutti i giorni non fa bene e ce la farà venire a nausea se non ci sono mai alternative, per godersela appieno va sempre consumata quando se ne ha voglia e soprattutto va presa dove la fanno buona.
Ma mica qualcuno vi ha detto di sorbirvi tutto ciò in cui ci siano elfi no?
Probabile che l'odio verso queste creature nasca dal loro essere belle e perfette, ma la mancanza di ambiguità e tridimensionalità dei personaggi elfi non va imputata alla loro natura, bensì alla capacità o meno dell'autore di tratteggiarne una personalità: in fondo Galadriel cade nella tentazione dell'anello come tutti gli altri tranne Aragorn.
Gli elfi di Tolkien quindi non erano affatto perfetti (non dimentichiamo che Elrond sceglie di abbandonare gli umani al loro destino).
Spetta all'autore donare un senso alle creature che maneggia: un pessimo libro con gli elfi rimarrà un pessimo libro, un ottimo libro con gli elfi sarà sempre un ottimo libro.

Drizzt Do'Urden, il famoso drow ribelle
(Exile, Todd Lockwood)
Sigla.


15 commenti:

  1. Mi inchino di fronte alle tue vaste conoscenze mitologiche. Molti poveracci credono che gli elfi li abbia creati Tolkien. Se dovessi fare una Top 5 elfica, chi sceglieresti? :)

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    1. Amo la mitologia, quella norrena in particolare in effetti, ma apprezzo molto anche quella indiana e celtica.
      A volte basterebbe approfondire l'origine anche su Wikipedia per capire che le cose non sono come si è sempre pensato ma il genere umano difetta di curiosità ;)

      Uh, top 5 elfica!
      Mischio mitologia e letteratura, così facciamo un'analisi comparata :P

      1. Nuada Airgetlám (Tuatha Dé Danann), indubbiamente, visto che, riprendendo un vecchio post, ha anche una spada importante che è una dei quattro tesori dei Tuatha. Inoltre regna, si fa da parte e quando gli tira regna di nuovo. The best of;

      2. Drizzt Do'Urden (Trilogia degli Elfi Scuri). Lo so, lo odiano tutti, invece io lo amo: ribelle, buono, assassino ma incapace di rassegnarsi alla dannazione in cui è nato in mezzo. La sua "fibra morale" (cit.) mi ha conquistato subito;

      3. Wayland "Principe degli Elfi" (Beowulf), fabbro e artigiano leggendario. Marito di una Valchiria, è così vendicativo che quando viene fatto prigioniero dal re uccide i suoi due figli e ne usa i teschi per farne delle coppe ingioiellate, oltre a violentargli la figlia (generando un eroe). Impagabile.

      4. Lúthien Tinúviel (Arda), che si innamora di un mortale e ha circa gli stessi drammi che saranno poi di Arwen e Aragorn. Lei soffre indubbiamente di più e la rinuncia all'immortalità ha sempre avuto un grande effetto su di me;

      5. Illidan Stormrage (Warcraft), il casinista per eccellenza. Spacca i pozzi dell'eternità, si fa incatenare da suo fratello, vuole farsi la sua donna e si allea pure con i naga. Win, win, win.

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  2. A me gli elfi piacciono. Punto. Alla facciaccia dei detrattori.
    V
    (wow, una volta tanto un commento corto ^^ miglioro!)

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  3. Conosco tutti a parte Illidan. Ahimè, non ho mai giocato a WoW.

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  4. E fai male, Giobbin, malissimo!
    Warcraft III e relativa espansione Frozen Throne sono le basi.

    Se ti riesce, recupera (non WoW, ma Warcraft semplicemente).

    V., non mi piace la versione sintetica.
    Faster, pussycat: rant, rant!

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    1. Aah, allora si! Ho giocato a Warcraft 3... però solo in versione demo. Sigh. Poi sono tornato ad Age of Mythology, e ho dimenticato tutto. Ero giovane e stolto.

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  5. [ma perché diamine il "rispondi" a me non funziona??? (sbatte la testa sul muro)]

    V., non mi piace la versione sintetica.
    Vedrò di impegnarmi di più! (annuisce)
    Comunque a WoW non ho mai giocato manco io. A Warcraft fino al 2, sì. Ma il mio cuore rimane su BG2 e NWN2, mi spiace! Ho DA:O da provare, me l'hanno regalato un anno e mezzo fa ma l'ho giusto installato per vedere che funzioni. Ho troppo poco tempo per giocare :-D
    V

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    1. Tesoro, probabilmente perché devi schiacciare sul rispondi del messaggio originario, non su quello a cui vorresti rispondere :)
      Altrimenti ti fa un nuovo messaggio.

      Beh, Age of Mithology meritava comunque, Giobbin non ha torto, Baldur's Gate non è il primo tra le mie preferenze ma ammetto che Neverwinter ha le sue colpe per avermi fatto perdere intere giornate di studio.

      Dragon Age (Origins, il primo) è fantastico, il secondo un po' meno, consigliatissimo.
      E ci sono gli elfi anche lì!

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    2. Di Dragon Age (e pure in The Witcher) mi è piaciuta soprattutto la condizione elfica: un popolo sconfitto relegato nei ghetti delle città o nelle riserve. Una curiosa "virata" dagli elfi classici, superiori agli esseri umani.

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  6. Ahem, io SCHIACCIO sul rispondi del messaggio originario, ma mi dà un errore java void e col picchio che l'azione mi fa alcun ché. Se resetto l'abilitazione agli script, mi ricarica la pag all'infinito e non posso più accedere al blog. Quindi direi che non mi funziona :-(
    Comunque che gli elfi versione schifezza sono proprio l'elemento che NON mi piace di DA:O. :-(
    V

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    1. Ma come "elfi schifezza"? E' stato proprio un elfo a sconfiggere l'Arcidemone! (in uno dei miei salvataggi :p)

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  7. Ahem, elfi schifezza nel senso che sono trattati abbastanza ai limiti della società. Comunque, visto che, come scrivevo sopra, NON HO ANCORA INIZIATO IL GIOCO, grazie dello spoiler -_-'
    V

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    1. Tranquilla, non è uno spoiler rilevante e non ti rovina certo l'esperienza. Il boss finale viene sconfitto, ma il "come" e il "da chi" sono a completa discrezione del giocatore. Nel mio caso, il mio PG elfo ha sconfitto il boss, tutto qui :)

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  8. Innanzitutto buongiorno e ciao! :D

    Imho non sono gli elfi in sè a dare sui nervi, ma piuttosto il clichè del personaggio bello-alto-biondo-occhiazzurri-bravospadaccino-bravomago-immortale-fiko... che spesso corrisponde all'elfo di turno. E che poi da origine a cose improbabili, tipo...tipo quella tizia nella prima immagine che hai postato, in tenuta da guerra con un tacco 12. XD

    Ammettiamolo: spesso gli Elfi nel fantasy sono puro fanservice. A me non disturbavano neanche gli Elfi di Tolkien, finchè i romanzi fantasy non ne sono stati strapieni! Anche perchè, come hai giustamente citato nella top5, la storia di Beren e Luthien è un capolavoro.

    E per finire... Io personalmente ne ho piene le palle anche dei nani forzuti, barbuti, rosci, bevitori di birra e forgiatori di metallo. Cioè, non è che vorrei vedere un nano "originale"... vorrei vedere proprio un fantasy originale! :D Dalla mitologia nordica si è preso veramente di tutto... mo basta! :D

    P.S. bel blog!

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    1. Benvenuto Gherardo!
      Con un po' di ritardo.

      Sì infatti, anche io immagino che sia per la loro perfezione totale, che si riscontra sopratutto negli imitatori di Tolkien. Non lo so: cioè, non so quanto potrebbe interessarmi del fantasy "originale". Non amo particolarmente la deriva dello urban fantasy, per esempio.
      Probabilmente sono, senza accorgermene, una di coloro che ancora apprezza il classico fantasy (possibilmente non ruminato e risputato uguale a quello fatto da qualcun altro), però apprezzo steampunk e gli altri punk (cyber compreso. Ma temo che così si apra una deriva verso la fantascienza).

      Quello che dico io è che se non ci siamo stufati di parlare degli umani da secoli e secoli, delle loro paure (perché nei fantasy originali, come dici tu, solitamente non si fa alla Mondo Disco o Flatlandia, ma ci sono ancora e sempre gli umani) non so quanto possa disturbare un'altra creatura molto abusata.
      Perché loro sì e gli umani no?

      Ti ringrazio per i complimenti.
      Quando non sei impegnato con la Repubblica passa a trovare la bambola :P
      Sempre contenta di nuovi amichetti, specie se traghettano i morti.

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