Sympathy For The Devil

Ah, what's puzzling you is the nature of my game

Segnalazioni sul gioco diabolico dell'editoria!


La prima segnalazione avviene grazie al mio collega Redrum: sono venuta infatti a conoscenza di "un breve pamphlet sull'editoria italiana, un saggio sull’editoria, che passa in rassegna e illustra con cognizione di causa i temi, i personaggi, le dinamiche, le contraddizioni e i risvolti surreali dell’editoria italiana, globalmente intesa" (è la sinossi).
L'autore è Aldo Moscatelli e il titolo Le invio un manoscritto. Attendo contratto, frase che, come lui stesso spiega all'interno dello scritto, gli fu rivolta da uno scrittore esordiente particolarmente "fiducioso".
Giuro sul mio onore, e sulle Sacre Scritture (ovvero l’antologia coi racconti di Edgar Allan Poe che serbo gelosamente), che tutto quel che leggerete all’interno di questo piccolo opuscolo è tristemente vero.
Non ha pretese esaustive, ma offre uno spaccato di vita editoriale vissuta. 
Il contesto è quello della piccola editoria, ragion per cui qui non si parlerà di scrittori famosi, grandi investimenti, ricerche di mercato e quant’altro.
Si parlerà invece di scrittori esordienti, acrobazie ed escamotage volti a garantire la sopravvivenza quotidiana, battaglie – spesso perse in partenza – contro l’indifferenza e l’anonimato.
Concordo in pieno con la recensione di Redrum (QUI) e ho ben poco da aggiungere, perciò vi invito a leggere la sua.
Nel caso foste interessati a scaricare il testo è possibile farlo da QUI gratuitamente, con la possibilità di donazioni in caso apprezzaste e voleste ripagare l'impegno profuso nel realizzarlo.

Sgnacchera vampira generica di Victoria Frances

La seconda invece riguarda proprio i vampiri, e autrici che ne parlino.
Da che parte si pone questo? Specchietto per le allodole con "grossi" (argh) nomi del fantasy nostrano, o valida raccolta che sfrutta un tema ormai morente oltre il tempo massimo, manifestando curiose tendenze editoriali?


Si tratta di un'antologia di racconti della Edizioni Domino, precisamente I vampiri? Non esistono, di cui sono venuta a conoscenza stavolta grazie a Zwei.
Al di là che io trovi del tutto indecente la presentazione sul sito della casa editrice (non viene presentata nessuna quarta di copertina. Sempre che non siano quelle quattro frasi buttate lì), e quel "A NATALE IN LIBRERIA!!!" che sembra la pubblicità del prossimo cinepanettone, ci sono diverse considerazioni che mi fanno storcere il naso.
Tutte derivanti da questa recensione.


Nel caso in cui decidessi di procurarmi l'antologia e sacrificarmi leggerla, allora farò dei commenti più precisi, per il momento mi limito a prendere atto della sua esistenza, essendo questa solo una segnalazione.


Sigla.



8 commenti:

  1. Posso commentare random? Dunque:
    1) non mi piace la copertina dell'ultimo libro linkato. Già non ne posso più di vedere donne nude a profusione in tv (e io guardo la tv solo se costretta), ma ora pure nelle copertine dei libri dobbiamo mettere una con le tette di fuori? Sono anni che applico un personalissimo boicottaggio in questi casi. Pubblicizzi il tuo prodotto con donne nude (pure se vendi funghi porcini) (giuro)? E io non compro! (scusate lo sfogo personale) [oltretutto, essendo il pubblico al 60% femminile, gradirei qualche maschietto gnocco semi-nudo, una volta tanto...]
    2) Veniamo all'argomento principe. Gli scrittori esordienti sono TROPPO pieni di sé e TROPPO POCO desiderosi di imparare a scrivere. Verissimo. Tante volte mi sono chiesta come mai, dato il numero altissimo di aspiranti scrittori, blog come il nostro ricevano poche visite e ancor meno commenti, mentre blog dove 15enni frustrate parlano di come litigano con le compagne di banco sfoggino più di 30 commenti al giorno. Ci sono più liceali che scrittori? Sicuramente, ma non penso sia questo il problema. Infatti, siti in cui chi sottomette un racconto viene incensato fioriscono di utenti. Addirittura alcune persone ci avevano contattate per chiedere un editing (a pagamento, eh!) dicendo "A me non importa di migliorare, basta mi pubblichino il libro. Se mi fai l'editing ti pago!" (NON abbiamo accettato. Abbiamo una deontologia). Ma dico io, va bene l'editing, ma almeno MIGLIORA! No, non gliene frega proprio nulla di migliorare, pensano tutti di essere bravissimi. Ci sono poi chili di persone che si aprono un sito per postare il loro racconto a puntate, partendo dal presupposto di essere bravi e che ciò che scrivono sia interessante. Almeno gli venisse IL DUBBIO che una trama del genere non sta in piedi o che uno stile simile sia pessimo. Ma ovviamente gli utenti gli fanno un sacco di complimenti... aspettando di riceverne altrettanti in cambio sul proprio sito ;-)

    Che ti devo dire? Ho caro se gli editori li prendono a calci. Chi piange il suo mal...
    V

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  2. Sì, direi che sia più che evidente come gli esordienti spesso e volentieri tendano a sopravvalutare le proprie capacità.
    O come scrivi tu, che è anche peggio, non siano interessati ad affinarle in alcun modo.

    Purtroppo ci sono diversi problemi alla base:
    1. ritengono di potersi paragonare ai grandi autori ("ma se Verga faceva così, allora perché non posso io?")
    2. ritengono che scrivere sia come starnutire (immagino che sia inutile spiegarla, questa. L'atteggiamento generico è "a che serve studiare? In fondo, non siamo stati tutti a scuola? Per saper scrivere basta essere usciti dalle scuole dell'obbligo")
    3. la teoria complottistica dell'editoria marcia al midollo. Come scritto nel pamphlet ci sono gli editori marci, certo, né più né meno come ovunque si trova la sspazzatura. MA se nessun editore mai, grande, medio o piccolo che sia (e non a pagamento, ovvio) ha manifestato il benché minimo interesse nella tua opera ecco forse c'è qualcosa che non va davvero.

    Sulla copertina dell'antologia direi che abbiano puntato sul classico: in fondo col vampiro vorrai mica metteri una verginella? :P
    La mercificazione del corpo femminile è una tematica complessa (e sacrosanta) e che qui sia gratuita, battute a parte, è piuttosto fuori di dubbio, ma a qualcosa per avere prospettive di vendere dovevano appigliarsi.
    Non che discuta il valore in sé delle scrittrici in questione (forse sì), non tutte almeno, però le trame sono lì sotto gli occhi di tutti e direi che se si rivelasse un successo di vendite (che sia per i racconti o sia per le bocce dipinte in copertina è irrilevante) allora mi aspetto una fine come quella di Melancholia entro il compiersi del nuovo anno.

    La cosa forse più preoccupane è che, certo si sa, le autrici non possono scegliere la copertina, ma la curatrice è una donna. Passa il messaggio, quindi, che le donne avvallino tutto ciò. Senza calcare sulla piaga del vampiro seduttore e la donna agnello, ma qui si fa notte.

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  3. Sono quasi certo che non spetti al curatore decidere la copertina, però. :uhm:

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  4. Sì può essere pure quello, allora diciamo che l'editore è stato particolarmente indelicato con tutte quante :P
    Poi è anche vero che probabilmente a loro non disturba per niente la cosa (non sono tenute, del resto: ci becchiamo ben di peggio), questo era un appunto a margine che ha ben poco a che fare sia con la qualità dell'antologia che con la professionalità di Pia Ferrara, ci mancherebbe.

    Non mi disturba nemmeno più di tanto, ma volendo sì, si poteva evitare (ma chi lo va a dire a tutti quei bei libretti anni '80 che la donnina nuda che abbraccia uno stinco dell'eroe non va bene? Probabilmente nella letteratura di genere certe categorie sono quasi un obbligo).

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  5. 1) beh, il libro penso sia rivolto ad un pubblico prevalentemente femminile (vedi moda di Twilight e co.) quindi ci stava "lei normale e vestita e lui uno gnocco da paura coi pettorali al vento"! In ogni caso, non ricordo in che trasmissione, regista donna, produttrice donna, vallette mezze nude. Una donna vede un uomo nudo e RAGIONA. Un uomo vede una donna nuda e non capisce più niente. Ergo quelli più facilmente accalappiabili con questi mezzucci sono i maschietti (non capisco come facciano a non sentirsi insultati nel vedersi trattare come degli idioti, ndV). E il marketing se ne approfitta. Resta il fatto che se il 60% degli acquirenti è femmina, si può scegliere di boicottare! Io lo faccio già per taaaaaaaaaaante marche!
    PS: almeno nei romance anni '80 pure l'eroe era uno gnocco mezzo nudo. C'era par condicio :-D

    2) per parafrasare quanto diceva Gamberetta (e che io sostengo da anni), "i cosiddetti grandi autori scrivono da cani". Quindi paragonarsi a loro non è una bella cosa :-P Quella dello starnuto non la commento neppure (e purtroppo so a chi si riferisce). La storia degli editori... penso che i grandi editori ricevano talmente tanti manoscritti (di cui il 99% spazzatura) che nemmeno leggono più ciò che gli arriva. Per i medi e i piccoli non mi pronuncio.
    Resta il fatto che ho letto racconti anche di gente che è convinta di essere un guru della scrittura e mi sono cadute le braccia. Ho avuto modo di discuterne con loro. Alcuni la prendono bene, altri meno.
    Penso sia tutta questione di atteggiamento. Non penso di essere infallibile, cerco di migliorare il mio stile e di raffinare la tecnica e tanto mi basta. Ma io non parto dal presupposto di essere una regina della scrittura, né il mio obiettivo è pubblicare. Invece nella città di "pubblicare è il mio scopo" ci sono da un lato gli ignoranti totali, convinti di essere onnipotenti senza neppure saper coniugare un congiuntivo, assieme ai super-acculturati, convinti pure loro di essere onnipotenti, che sapranno anche sciorinarti le regole a memoria, ma ciò che scrivono genera noia e istinti suicidi dopo le prime 3 pagine.
    Il denominatore comune è il delirio di onnipotenza. Tutti sono convinti di valere. Mi spiace, non è così. Le persone che veramente valgono, in un campo come in un altro, sono un'esile percentuale. Ti (il "tu" è in generale) piace scrivere? Continua a farlo, è un gran bel passatempo. Ma non pretendere che qualcuno, sulla faccia di 'sta Terra, per forza vorrà leggere le vaccate che scrivi! Anche se su internet hai 30 commenti che dicono "E' belliximo!!!1!!"
    Il talento (che va comunque affiancato alla tecnica) è raro. Bisogna partire dal presupposto di NON averlo. Fosse solo per salvare la dignità :-P

    V (scusa la lunghezza, è il rant-mode)

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  6. Grazie per la citazione al mio articolo. :) Spero che la lettura del pamphlet ti abbia divertito, a me aveva strappato in più punti alcune risate. Amare, certo, ma pur sempre risate. :)

    Ciao,
    Gianluca

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  7. Figurati, Gianluca. Grazie a te dell'illuminante segnalazione; confermo che sia molto divertente e scritto in maniera coinvolgente.
    Vi basteranno un paio d'orette per finirlo.

    V. indubbiamente la tematica che sollevi riguardo alle copertine è vera (com'è che le eroine sono sempre succinte nelle copertine dei fantasy? Con i maschietti accade di rado).
    Considerando che il pubblico è fatto di adolescenti, per lo più: i maschi hanno certe fantasie, le femmine invece rivedono nelle copertine quello che potrebbero vedere anche sulle copertine di Elle. In un momento della vita di esplorazione sessuale e d'identità ritrovarsi nella familiarità della perfezione, photoshoppata o disegnata che sia, aiuta).

    Condivido sulla parcondicio dei vecchi fantasy, con i barbari con il gonnellino :P

    Che scrivano o meno da cani imitare grandi autori di un altro secolo è una scelta discutibile. Nonostante Tolkien ambisse all'epica non ha scritto in antico inglese o scimmiottato il Beowulf.
    Se ci si ispira ai grandi autori del nostro tempo (solitamente l'oggetto d'idolatria è Stephen King, sempre e comunque) occorre comunque rendersi conto che al massimo si può imitare S.K., non certo diventarlo.
    E non so quanto la letteratura attuale abbia bisogno di un altro circolo alla miti di Cthulhu, con tutti gli scrittori con un unico punto di riferimento.

    Se i grandi editori non leggono ciò che viene spedito viene da chiedersi come mai accettino i manoscritti. Per loro, comunque, è sempre meglio partecipare ai tornei letterari che indicono.

    "Il talento (che va comunque affiancato alla tecnica) è raro. Bisogna partire dal presupposto di NON averlo."
    Concordo, anche perché dubito che si stiano cerando nuovi Mozart. Spesso basta essere un Salieri.

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  8. Ti dirò, a me lo stile di King non fa impazzire. Per carità, corretto e fluido, ma preferisco Tad Williams come "canone" cui ispirarmi :-P
    Che dici, facciamo una petizione per farci ridare i bei maschioni muscolosi e semi-nudi nelle copertine? :-D
    V

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