Fear of the Dark


"La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell'ignoto."
 Howard Phillips Lovecraft, L'orrore soprannaturale in letteratura

Ultimamente mi sono data alla visione di film quali La cosa, originale e remake, ma la bambola è da sempre appassionata di film horror più o meno splatter che siano. Il genere horror generalmente prevede un'oscillazione tra la presenza di un eroe, quale Ashley "Ash" J. Williams, o antieroe, che abbia la prontezza o le abilità per salvare tutta la baracca, e la mandria di imbecilli urlanti che si limitano a correre da una parte all'altra dello scenario in attesa di una morte atroce largamente meritata (qualsiasi Paranormal Activity).

Nel genere horror, al di là delle capacità dei personaggi, la paura è l'emozione che dovrebbe regnare sovrana, lungo tutte le pagine del libro o in ogni minuto della pellicola. I protagonisti devono avere paura, e trovare la forza per contrastarla, o quantomeno provarci quando l'orrore cosmico è troppo grande e finisce per sovrastarli, come in qualsiasi racconto di H.P. Lovecraft.

Questo mi ha spinto a riflettere su quante volte nel genere fantasy l'eroe provi davvero paura. Succede mai? Nonostante i Villain siano estremamente potenti e spaventosi, come Sauron, Voldemort e così via, il più delle volte l'idea della paura viene largamente sottovalutata, con la conseguenza ovvia e naturale a far sembrare gli eroi come delle action figures semoventi.

Pensiamo a Nihal. Lei è il primo esempio che mi viene in mente: Nihal affronta i fammin quando ancora è una bambina e non ha fatto altro che giocare al guerriero con la spadina di legno. Proviamo a identificarci: mettiamo che qualcuno domani venga nel nostro giardino, e noi non siamo più bambini. Davvero avremmo la prontezza di reagire in quel modo?
Nihal non ha quasi mai paura: frigna, soffre, ama, si scioglie in lacrime, ma paura... arriva persino ad accarezzare il suo drago alla prima volta che lo vede! Questo la rende fatta di plastica.

Si potrebbe obiettare che è normale che un eroe non sia comune e debba quindi essere pronto a reagire in qualsiasi situazione; più penso alla soluzione offerta da Tolkien, più non mi convince. Sapete: ritengo che l'idea meno riuscita della Terra di Mezzo siano proprio gli hobbit partiti per una missione improbabile. Sto pensando di calarlo in un contesto diverso: mi immagino se al posto di Tom Cruise in Mission Impossible avessero inserito Michael Cera.
Ci vuole un genio per capire che non funziona?
O se l'antagonista di un mostro come Predator passa dalle mani di un Arnold Schwarzenegger a un Adrien Brody. Indovinate? Non funziona.

Non fate piangere i Predator.
PREDATOR BABY, artista: ~ekoputeh

Questo è il motivo principale per cui, secondo me, non funziona Eragon. Ma a far compagnia al masterpiece del maestro Paolini c'è una lunga lista di protagonisti che trovo sbagliati nella calibrazione tra possibilità del personaggio e quello che alla fine compie. L'atto di eroismo perde del tutto di significato se viene fatto da qualcuno che non ha mai dimostrato paura o difficoltà. O generalmente qualcuno che non esterna il benché minimo difetto, che non sia l'isteria. Lo sappiamo tutti come veniva curata l'isteria quando la bambola era ancora solo un mucchio di giovani ingranaggi, no?

Tornando al punto.
I personaggi del fantasy non provano sufficiente paura, spesso non soffrono abbastanza, filano dritti lungo il loro percorso senza avere mai dubbi. Accademia dei Draghi in cui non vogliono ammetterti? Perché farsi domande?
Una profezia millenaria vaga che potrebbe riguardare te come il 90% della popolazione mondiale? Perché avere dubbi?

Spesso si ha l'impressione che i protagonisti dei fantasy siano marionette di cartapesta che si muovono su uno sfondo colorato. Siamo proprio sicuri che sia questo che ci piace?

Color, more color!
Artist: Paolo Barbieri
La domanda è: è sempre stato così?
Non esattamente. L'emancipazione femminile nel fantasy è un argomento piuttosto recente; anche nella storia del cinema le vere eroine si contano sulle dita di una mano. La prima che viene in mente a tutti è Ripley, mitica antagonista di Alien. Ripley non ha le caratteristiche delle eroine fantasy a cui ormai siamo abituati: non è una donna dalle sembianze di fotomodella, non ha doti balistiche fuori dal comune né cammina sui muri come Milla Jovovich in qualsiasi suo film. Ripley è una donna comune che tira fuori tutto il suo istinto di conservazione quando uno xenomorfo tenta a tutti i costi di ammazzare lei e il suo gatto (!).
Non lotta per i grandi ideali, lotta per la sua vita. E vince. La vittoria dell'uomo sulla bestia, sul pericolo, sulla morte. La soddisfazione di aver avuto fino all'ultimo momento l'incertezza sul fatto che potesse o meno farcela, non la certezza di afferrare un libro e sapere già che la copertina mi ha reso lo spoiler di chi arriverà sano, salvo e tutto intero in fondo al libro perché l'editore ha inchiodato lo scrittore per almeno tre libri.

La paura quindi. Uno dei sentimenti più facili da provare quotidianamente, ma che gli eroi non conoscono. Non conoscono la paura dell'ignoto, della notte, quando si ritrovano davanti un drago fanno gruppo per contrastarlo. Del resto, non è anche ciò che un buon gdr ci insegna?

Avete casi eclatanti di eroi che si ritrovino a provare vera paura prima dello scontro? Illuminatemi.

Sigla.


2 commenti:

  1. Eowyn: quando si trova con lo scudino e la spadina davanti al Nazgul, praticamente le cedono gli sfinteri e secondo me le balena nella testa la fatidica frase 'Chi me l'ha fatto fare?' eppure, vedendo Theoden non arretra, non scappa, rimane. E se non c'era anche Merry, non le andava tanto di lusso.
    Alla prima lettura, pensai che era morta o spirava fra le braccia del fratello, per dire.

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  2. Mi sembra che questo articolo centri perfettamente il punto. Corretto, sono daccordo. E basta con tutti queste donnine che già da infanti, magicamente, sanno come menar di spada e fare quadrupli salti mortali all'indietro, basta Arya Stark e basta Nihal. Vogliamo più Jane Eyre!

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