The Times They Are A-Changin


Your old road is rapidly agin'.

La bambola generalmente non si fa buttare giù dalla società malata in cui si trova; ogni volta che si rende conto che qualcosa non va, quello che fa è stringere i denti e ripetersi come un mantra la massima "Viviamo nel migliore dei mondi possibili" di Gottfried Wilhelm von Leibniz.
Mentre mi trovo al pc mi capita sin troppo spesso di trovarmi a guardare i vari talent e reality show di ultima generazione, come Project Runway o Hell's Kitchen (come tutti ho un debole per vedere Gordon Ramsey che malmena i poveri malcapitati di turno, o che ingoia roba disgustosa per poi lamentarsi con chiunque), arrivando persino a sciropparmi programmi televisivi di seconda mano come Case da Incubo o tutti quei programmi in cui si fanno dei dolci che io non riuscirò mai neanche a concepire.

Ma ieri, quando acceso il televisore mi sono scontrata con Work of Art - Pezzo d'Artista, ho dovuto contare fino a dieci e poi costringermi ad andare a riposare nella mia scatola, anziché accedere al blog per sputare una vasca intera di veleno.

Da sinistra a destra: Andy Wathole, Umberto Boccioni, Salvador Dalí‎...
ah, non funziona così? Strano.
Immagino che guardare Michael Kors e Heidi Klum che sentenziano su vestiti, a loro detta, creati in un paio di giorni da dei poveri disgraziati che sperano di arrivare a sfilare alla settimana della moda di New York sia una questione di gusti: può piacere o non piacere. Altrettanto godersi uno dei magnati della cucina mondiale che continua a chiedere a ripetizione pettini di mare a dei poveracci che sono lì lì per darsi fuoco come dei bonzi tibetani, ma la sola idea della standardizzazione a catena di montaggio dell'arte mi fa imbestialire.
Che l'arte in sé sia una disciplina creativa in caduta libera da un paio di secoli con intervalli di assestamento come quello dell'Avanguardia Russa, non è una novità per nessuno. Che tutti si sentano in diritto e dovere di giudicare opere d'arte in virtù del fatto che tutti abbiamo cuore e occhi e proviamo emozioni (Allibis si starà leccando i baffi) un po' come il fatto che tutti possano scrivere fantasy perché le regole non sono importanti e anzi rendono tutti gli scritti uguali, rabbrividisco al solo pensiero di queste castronerie uscite da un essere umano pensante, anche questo è un dato di fatto.

Ma che si possa arrivare a concepire un talent show per scegliere chi è più artista è totalmente fuori da ogni logica, specie se si costringe qualcuno a produrre un'opera d'arte o presunta tale in due giorni.
Ho assistito con orrore alla parte finale della puntata: i commenti dei sedicenti critici erano puro delirio, gli atteggiamenti dei vari artisti non stavano né in cielo né in terra: ad esempio, uno di loro era evidentemente un'artista. Perché? Perché da bravo stramboide si metteva in posizione fetale su ogni superficie disponibile, camminava a spalle curve in avanti e aveva quel taglio un po' genio un po' ingenuo che ogni film sui geni sponsorizza.

Questa creatura inutile qui.
Ovviamente la conclusione da trarre è semplice e prevedibile: il programma è l'ennesimo, forzato Freak Show del nuovo millennio.
Chiariamoci: già vedere dei bambini che distinguono salmone dal vitello di mare mi fa capire che siamo in un mondo che qualsiasi dio ha abbandonato da un pezzo, assistere a una rediviva Natasha Stefanenko che mette in imbarazzo tutta la nazione creando delle perfette sconosciute che sono meno popolari di una Gemma del Sud qualsiasi (aprite il link solo se davvero forti di stomaco) mi spinge sull'orlo del mal di vivere, vedere persone che si sottopongono a un procedimento imbarazzante in nome di qualcosa che è tramontato ormai da qualche anno mi fa comprendere che siamo un paese sull'orlo del tracollo, culturale e non.

Alice Taticchi... chi?
Tornando al punto: non credo proprio che sia possibile dare due giorni e una discarica a qualcuno e dirgli "tirane fuori un pezzo d'arte". Semplicemente: è ridicolo. L'idea che qualcuno possa apprezzare e trovare l'idea concettualmente stimolante mi fa ribaltare lo stomaco e gli ingranaggi che contiene. Questo è l'ultimo stadio prima della cancrena evolutiva: se alcuni programmi ti spingono alla conclusione che gli americani siano in grado di vivere in letamai indicibili pieni di escherichia coli e frequentino ristoranti in cui Gordon Ramsey tira fuori topi dalle dispense, altri ti mettono di fronte alla nuda realtà che le nuove generazioni, rintronate da Justin Bieber e discutibili programmazioni di Disney Channel, non hanno neanche la più pallida idea delle radici culturali che la civiltà umana ha consolidato nel tempo.

Sono amareggiata. Molto.
Per quanto possa scrivere, o costringermi a non scrivere, il deserto educativo in cui viviamo mi lascia senza parole. Non posso chiedermi come mai arrivino vagonate di spazzatura nelle librerie se queste sono le condizioni di coloro che poi quella spazzatura la accumula in casa.
Sono ormai convinta che la situazione sia irreversibile: sentire i presunti critici d'arte parlare di sfinteri come trovate originali mi ha tolto ogni speranza nel genere umano, e vi auguro di soccombere presto sotto l'ascesa delle Macchine.
Non c'è altra soluzione.

Sigla, versione Watchmen, perché si salvi qualcosa in questo post.


3 commenti:

  1. Quotone, quotone, quotone! Ora non posso aggiungere altro perché sono di fretta, ma l'argomento è molto interessante e appena possibile vedrò di dire la mia ;)

    P.S. Project Runway a me non dispiace, ma perché ogni tanto qualche abito bellino lo fanno. Ogni tanto.

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  2. o.O Ma... tutti 'sti programmi esistono? Wow! Il massimo del trash che ho visto io è stato "Ma come ti vesti?"! Pupa, fai come me: smetti di guardare la tv. Sul serio! :-s
    È tutto vero ciò che hai detto, però sono molto più preoccupata dallo stato mondiale della cultura scientifica. Insomma, l'artista, quello che ha il dono, anche senza andare in un reality riuscirà ad emergere. Ma molte buone menti scientifiche, senza l'istruzione di base, non potranno mai aspirare a raggiungere vette utili per il genere umano. E, si sa, la "cultura" è solo umanistica, almeno qui in Italia ¬_¬
    V

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  3. Tutto giusto e condividibile. Però...
    Se dopo anni e anni di critiche questi programmi/libri/canzoni/ecc. vengono ancora prodotti significa che c'è un pubblico interessato a questa melma.
    Chiunque può smontare Transformers 3, tuttavia ha ottenuto uno dei maggiori incassi cinematografici degli ultimi anni.
    Il sistema capitalista che ormai punta tutto sul profitto a tutti i costi, ignorando qualsiasi considerazione secondaria come la qualità del prodotto, ha certamente ridotto i media alla patturmiera che adesso vediamo e sentiamo.
    Ma non è che stiamo sbagliando qualcosa e/o un dettaglio ci sfugge?

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