Disillusion's Reel

Losing what when there is nothing much to gain?

I guerrieri sono stanchi.
Cosa avranno mai pensato nel bel mezzo della guerra dei Trent'anni?
Perché sto ancora combattendo? Per chi?

I loro nomi non rimarranno nella storia, ci saranno i nomi di Re e uomini che probabilmente non avranno versato neanche una goccia del proprio sangue.
Eppure, a soffrire e morire sono loro. Loro, che saranno divorati dalla storia.

La disillusione che serpeggia nella blogosfera italiana ormai è un dato di fatto.
Questi due blogger si sono decisi a passare a espatriare o passare a versioni multilingue dei loro blog, perché l'Italia è piena di troll e clueless:
Altri, invece, manifestano la loro disillusione in un canto del cigno, come M.G. Prometheus.
Io sono una bambola meccanica, senza illusioni da disilludere e senza cuore organico. Il mio cuore si può fermare, ma riparte con un giro di molla.
Non mi aspetto che la situazione italiana migliori, ho visto il web masticar ee risputare Gamberetta senza alcuna pietà, tanto che, a causa dei troll, ha dovuto inserire la moderazione dei commenti.
Tanto che, nel suo articolo Nascita del Marciume, dichiarava:

Ho deciso di non occuparmi più di narrativa fantastica italiana. Settimana prossima recensirò Il Silenzio di Lenth (EDIT: recensito), e sarà l’ultima recensione in ambito italiano. Ci ho pensato a lungo e non vale la pena che ci perda altro tempo, così tanto tempo.
Il livello medio del fantasy italiano è spazzatura. E negli ultimi due anni è andata sempre peggio. Oggi, un romanzo orribile quale Nihal della Terra del Vento è a tutti gli effetti uno dei migliori fantasy italiani in circolazione. Senza ironia. Licia Troisi che tanto sbeffeggiavo è tra gli autori più bravi. Questo può dare un’idea di come siamo caduti in basso.
Non si può darle torto.
Io e lei abbiamo opinioni contrastanti in alcuni punti, sicuramente poco apprezzo il modo in cui sia stata accolta come un Messia a suo tempo ma questo non è colpa sua, e non è invidia: è la dimostrazione pratica che sviluppare un senso critico negli altri è difficile.
Molto più facile aderire acriticamente a un personaggio carismatico come il suo, o al contrario sbeffeggiarla e dileggiarla sulla base di chi possa essere lei, anziché affrontare apertamente le sue idee.
Ho ammirazione per Gamberetta e la sua opera, per la sua convinzione e il suo coraggio, al di là che poi nei contenuti siamo o meno in accordo.
E condivido anche quanto segue il trafiletto di cui sopra:
Tuttavia…
Tuttavia a me non piace neanche l’altro atteggiamento, quello di alzare le spalle, dire: “Siamo in Italia” e lasciar correre. Io sono orgogliosa di essere nata in Italia e non farei cambio con nessun’altra nazione. Mi fa enorme rabbia vedere come siamo ridotti male, almeno nell’ambito che io conosco e che mi interessa. Questo sito è nato proprio in risposta a una situazione di ignoranza e disonestà divenuta intollerabile.
Quando il Premio Urania – forse il più prestigioso premio per la narrativa fantastica in Italia – viene assegnato a un romanzo che più che un libro è una pila di cacca è inutile voltarsi dall’altra parte: la puzza ti raggiunge lo stesso.
E questa è anche la mia posizione.
Io non sono un tentativo di emulazione di Chiara/Gamberetta, né di nessun altro, non sono un suo malriuscito clone né un'aderente alla sua setta, ma, per quanto con le mie limitate capacità, voglio continuare a provare.
Qui, in Italia, dove sono stata creata.

Dove ci sono dei veri talenti, anche se si affannano a nasconderli bene sotto le pile di merda.

L'Italia di oggi
Un paese in cui Edizioni XII è stato costretto a chiudere, così come tempo prima la Asengard, entrambe santificate perché pubblicano nuovi autori (ed essendo il blog PIENO di autori emergenti, è chiaro il motivo per cui venga tanto celebrata).
Un paese in cui, anche volendo, non si può ignorare la spesa di risorse per Unika, la Saga di Amon e quant'altro. Si può giustificare, FORSE, l'uscita di un libro come La Viaggiatrice di O, ma non si può assolutamente pensare, su qualsiasi livello, che Unika possa essere più che un rigurgito di pattumiera satura.
Senza citare il sempreverde Re Nero di Menozzi.
La prima storia fantasy che ha come protagonista assoluto un eroe di colore.
Sito di Mark Menozzi
All'estero non ce l'hanno la merda? Sicuramente. Tra le tante pubblicazioni ci sono anche la saga della Meyer, importata in Italia dalla Fazi (che ha pubblicato anche l'aborto di cui sopra, a voi le debite conclusioni), diciamo che in una metafora biblica l'Italia di oggi è sia Sodoma che Gomorra; nessuno nega che la coprofagia letteraria sia un morbo diffuso. Nessuno nega che chiunque possa avere il giusto successo, con un marketing adeguato.
Quello che si imputa all'editoria italiana è di elevare a scrittori meritevoli e di qualità chi non lo è. Facciamo un paragone con la situazione mondiale e parliamo ancora una volta della Regina incontrastata del Fantasy Italiano. Quanti premi di rilevanza internazionale ha vinto? Eppure, i suoi libri sono stati tradotti in molte lingue.
Andrzej Sapkwoski non ha vinto premi di prima grandezza ma:
Sapkowski ha vinto nel 2003 due premi spagnoli Ignotus: il premio per la miglior antologia con la raccolta Il guardiano degli innocenti (Ostatnie życzenie), mentre Muzykanci (I musicanti) ha vinto il premio per il miglior racconto di letteratura straniera.
Wikipedia 
Dai suoi testi sono stati tratti un videogioco, The Witcher, che ne ha permesso la diffusione internazionale, un telefilm e quant'altro. Anche ammesso che il Mondo Emerso faccia schifo (in realtà non è così: è inaccurato, senza logica, stereotipato, ma non è peggiore di tutto il resto del panorama come sostiene anche Gamberetta) perché mai in Italia ancora non abbiamo avuto delle proposte serie di questo tipo?
Eppure, stando alle dichiarazioni ufficiali le saghe del Mondo Emerso hanno un seguito senza precedenti, il che motiva ristampe ed edizioni in volumi unici di notevoli dimensioni. Sicuramente con un gioco o un telefilm ben fatto dovrebbe avere il suo successo assicurato, no?
L'unico pallido tentativo, il fumetto, è stato un disastro.

Fail
E questa non è che la punta dell'iceberg. Quanti dei lettori italiani che non siano invischiati nella blogosfera hanno mai sentito nominare Wu Ming?
Quanti conoscono Altieri per le sue opere e quanti invece lo usano come bersaglio delle freccette per l'unicorno aggiunto all'epopea martiniana?
A dispetto del divertimento pubblico su web, quanti conoscono G.L. D'Andrea?
Quanti conoscono Gianluigi Zuddas o Andrea D'Angelo?
La Troisi ha poco di che piangere. In fondo, è una delle poche che viene nazionalmente riconosciuta come scrittrice, nel bene o nel male che sia, rimane la punta di diamante del fantasy made in Mondadori, se poi ha attirato i fan che non voleva - e ne dubito - allora non ci sarà mai fine alle lacrime.
Ne ho avuto l'esempio questo Natale: un ragazzo, che legge molti fumetti e gioca parecchio ai giochi di ruolo, nel momento di dover regalare un romanzo fantasy ha scelto I Regni di Nashira perché "non avrebbe saputo cos'altro scegliere". Questo è stato il colpo di grazia per la mia fiducia nell'umanità: nonostante non fosse affatto estraneo al genere, nonostante sapesse che Licia Troisi pubblica narrativa sotto la sufficienza, ha scelto quello "perché non sapeva che altro scegliere".
Quindi, se ne deduce che l'editoria italiana si autoalimenta sulla circonvenzione di incapaci e sfruttando l'ignoranza altrui, anziché dedicarsi agli appassionati, cosa che non farà MAI aumentare gli appassionati, lasciando la vera letteratura fantasy in un limbo e generando vagonate di sporcizia che continuerà a insudiciare sempre di più il nostro di mondo emerso.

Come potrebbe qualcuno non perdere la speranza?
A che serve studiare, documentarsi, leggere, recensire, discutere, se questi sono i risultati? A che serve la lotta contro la disinformazione e la cattiva narrativa?

Siamo tutti stanchi.


Every time I try to understand
The meaning hiddendep into my heart
I crumble down the taste of losing all
Is always bitter when I sip from my cold blood
 
Losing what when there is nothing much to gain?
Stop yourself and have a thought
Watch your life
 
Mother Earth is there, emotionless to your eyes
You can love her sons, but at the end you´re all alone
Come and dance this reel, disillusion´s for real
Stop yourself for god´s sake, try to
take a look at yourself
 
How can you pretend of having my faith
Of gaining all the respect and
the love that I can give
I even hardly believe in myself
Where is the tunnel white, they told me of?
 
Losing what when there is nothing much to gain?
Stop yourself and have a thought
Watch your life
 
Mother earth is there, emotionless to your eyes
You can love her sons, but at the end you´re all alone
Come and dance this reel, disillusion´s for real
Stop yourself for god´s sake, try to
take a look at yourself

3 commenti:

  1. Comprendo lo sconforto. Io stesso ho pensato di aprire un nuovo blog in inglese o di rendere bilingue quello attuale, e ho deciso che, se mai scriverò qualcosa di pubblicabile, lo farò tradurre per tentare la fortuna sul mercato internazionale; la soddisfazione ottenuta finora nell'ambito italiano è poca e andare avanti a faticare per nulla difficile.

    Ciò detto, degli autori che hai nominato conosco perlomeno Zuddas, di cui ho letto quasi tutto (sarà perché il suo Ciclo delle Amazzoni parla di donne bisessuali, che al baka piacciono quasi quanto le caramelle gommose). Ma ormai, nemmeno io leggo più autori italiani: la consapevolezza che l'opera che mi trovo davanti ha il 99% di probabilità di essere una schifezza mi frena.

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    1. Sto pensando anche io di far tradurre il mio romanzo, solo che costa un botto.

      Anyway, la situazione è sconfortante. Gli autori bravi passano inosservati (vedi Giulia Besa: ha pubblicato con Einaudi ed è bravissima, ma non ha mica fatto il botto) e spesso vendono molto di più gli autori scadenti (per cui vengono spesi un sacco di soldi in pubblicità, promozione e distribuzione). E poi anche chi vende tanto (non solo la Troisi, ma anche Falconi e la Strazzula) non riesce comunque a fare numeri stratosferici. Vivere di scrittura qui in Italia è quasi impossibile, a meno di non avere un culo che manco Nicki Minaj. Penso che la "rivoluzione ebook" migliorerà la situazione, ma neppure di tanto.

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    2. "Dal momento che molti parlano e comprendono l'inglese come seconda lingua, si potrebbe ragionevolmente concludere che le traduzioni dall'inglese in altre lingue siano piuttosto superflue. Le cose tuttavia non stanno così. Secondo un autorevole sito dedicato alle traduzioni, il 50% di tutti i libri in traduzione pubblicati oggi nel mondo è tradotto dall'inglese, mentre il 6% è tradotto in inglese. Combinata con la distribuzione del bilinguismo attivo, questa struttura globale di attività di traduzione implica che, al di là dell'inglese, il mondo come spazio di attività intellettuale resta opaco, non solo agli anglofoni nativi ma anche a tutti gli altri."

      Ulf Hannerz, "Il mondo dell'antropologia", ed. 2012.

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