Fade To Black

Getting lost within myself, nothing matters no one else


Ci sono interventi che a posteriori si possono apprezzare anche di più.
Girovagando per la rete mi sono imbattuta in qualcosa che ha ridefinito le sfumature della parola "Lol".


Essendo incappata nella copertina simil-Wunderkind giusto qualche giorno fa, può sembrare che io abbia accanimento contro un autore di cui non si sente ormai parlare da un pezzo, così come, chissà come mai, è caduta nel dimenticatoio Lara Manni.
A ogni buon conto, non mi interessa granché di criticare i loro scritti (che non ho letto e non intendo leggere), ma sono alcune affermazioni che, alla luce delle vicende editoriali del terzo libro di D'Andrea uscito solo in e-book che scatenò un putiferio, assumono una sfumatura di notevole ironia.

Preciso che la persona, o personaggio che sia, di D'Andrea mi è sempre stata antipatica per il suo modo di porsi, tanto altezzoso e arrogante, atteggiamenti che non ho mai riscontrato in suoi colleghi come Licia Troisi.
E povera Tenger, bollata come troll quando osava porre delle argomentazioni sensate.


Copertina del primo libro della trilogia, "Una lucida moneta d'argento".

Estratti meravigliosi:
Samy: paradossalmente quella è stata la cosa meno difficile. Quando il W era solo un manoscritto e un progetto si sono fatte avanti parecchie case editrici, tutte grosse (strano a dirsi, ma non più di tanto se uno ci riflette bene). La cosa realmente difficile è stato eliminare il superfluo. Da me, non dalla storia. L'invidia nei confronti di chi "ce l'ha fatta", le stronzate da manuale di scrittura creativa, quelle "risate preregistrate" che ogni aspirante ha nelle orecchie quando prova a scrivere e invece di scrivere per se stesso, scrive pensando ad un ipotetico pubblico.
Oppure:
A tutti: mi pare evidente che Selerian Tenger e compagnia siano i miei troll preferiti. Ora, visto che sono in un forum di "aspiranti pubblicatori" (ed è il motivo per cui ho accettato di venire qui, cercare di dare qualche dritta o, se non altro, mostrare con la mia presenza che "si può fare") come dice Sandrone, lasciatemi dire una cosa, cerchiamo di trarne un, minuscolo, insegnamento. Se arriverete (come vi auguro) a vedere il vostro sudore e sangue e carta nelle librerie, preparatevi, fanno parte del gioco. Ma, attenti, MAI farsi inghiottire da queste dinamiche, non hanno senso. Invece di perdere tempo a cercare errori nei lavori altrui (che si trovano, figurati, pensate che c'è chi trova profezie Maya anche nei libri di cucina!) pensate a scrivere la VOSTRA cosa.
Il suo amico Sandrone. Io trarrei un minuscolo insegnamento da questo: forse cercare con umiltà e trovare gli errori nel proprio libro non avrebbe portato a una situazione simile.
Manua: penso che sia chiaro che Tenger e compagnia siano degli abituali disturbatori del mio blog. Motivo per cui non ho voluto dargli corda. Si deve sempre migliorare, mi pare abbastanza ovvio, quasi banale. Il problema è che bisogna imparare a chi dare ascolto. E non intendo dire che bisogna ascoltare solo chi parla bene di ciò che fai, anzi. Semplicemente bisogna imparare a saper scegliere. Meglio la tua editor o un tizio che si diverte a trovare le incongruenze negli ingredienti dei succhi di frutta? meglio chi sai che non ha nulla da perdere/guadagnare a confrontarsi con te o uno che pensa di aver scoperto l'acqua calda solo perché ha girato la manopola rossa del lavandino? Poi, guarda, se uno vuole pensare che D'Andrea G.L. sia un borioso pieno di sè, liberissimo. Mica è obbligatorio essere simpatici, giusto?
Solo io trovo insensata questa precisazione? L'editor direi che abbia molto da guadagnare e perdere, molto più del blogger che fa le pulci al tuo romanzo.


Grazie a Tapiro.
Per completezza, riporto però anche il pensiero del Duca di Baionette (che ho intravisto tra i mille sentieri del Lucca Comics, tra le altre cose) a riguardo dell'autore:
Come dicevo spesso a Gamberetta e ad Angra e a tanti altri, vedendo nuovi romanzacci fantasy che abbassavano il minimo storico di un’ulteriore tacca, “in futuro ripenseremo con rimpianto all’autore X”. Qualcosa di simile con GL. Nella sua pagliaccesca serietà, con tutti i suoi amichetti e i suoi appoggi più o meno ininfluenti, GL era migliore e superiore ai suoi eredi attuali. Eredi che vengono dalla, ahimé, fogna indistinta delle primissime autopubblicazioni dell’era eBook. E io lo avevo detto, subito, già nel 2010: un giorno rimpiangeremo GL.
Gente come MillantMan e il suo amichetto. MillantMan perlomeno è placido, flemmatico, e questo attenua il fastidio della sua supponente ignoranza e la sua smania di dare lezioncine morali a gente che eticamente e intellettualmente sta chilometri sopra di lui (ricordate i commenti di pochi giorni fa). L’amichetto, che non posso nominare perché ha chiarito nel suo blog che denuncerà chiunque osi dire meno che bene di lui (non perché prenda sul serio la minaccia, ma perché è così ridicola da meritare che la rispetti), ha una boria e un’aggressività pari a quelle del GL dei tempi migliori. Ma senza nessuno degli aspetti positivi di GL: ha meno fantasia di lui, meno cultura, meno capacità di produrre ragionamenti un minimo interessanti (seppur sballati), una piattezza di fondo che stimola lo sbadiglio e scrive peggio.
Io credo che una seconda possibilità non debba essere negata a nessuno, e credo fermamente che le esperienze vissute a fronte della sua prima, e unica, trilogia lo avranno portato a riflettere.
Avrei potuto mettere Nothing Else Matters come titolo, in onore del suo racconto per l'antologia "Autori del il Giappone", ma sarebbe stato oltremodo drammatico.
Pur cercando sue notizie sulla rete non si trova nulla che non risalga a molti mesi fa. Considerando che Andrea d'Angelo è tornato dopo una pausa, credo proprio che anche d'Andrea non potrà esimersi dal richiamo della rete.
E a proposito dei due.

Vedremo. Sigla.

1 commento:

  1. La profezia di D'Angelo ancora mi fa ridere un botto. xD Detto ciò, concordo su tutto il resto.

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