Into Darkness

No, non sto parlando di questo, ma lo preferirei di gran lunga.
Quello a cui mi riferisco è un buio diverso, un'oscurità che assume il sinonimo di oblio.


Climax o haiku?
Perché disseppellire il cadavere di una trilogia scomparsa dalle memorie dei più? Perché per un aspirante scrittore è molto meglio non dimenticare questo genere di eventi. O per meglio dire, di operazioni commerciali.
Non sono una di quelle pazze che vorrebbe portarsi a letto Adam Kadmon e che gira con la stagnola nella borsa, non parlo di complotti, parlo di tentativi di incursione nei generi più venduti da parte di scrittori che quei generi non li abbiano neanche mai sfiorati prima (tornando, per altro, sul giallo di Falconi "Gray" nominato ieri).
Buio è il primo libro della trilogia My Land (?) di Elena P. Melodia.
Riprendendo dall'articolo di Booksblog:
Buio, di Elena P. Melodia, è il primo volume della trilogia per ragazzi My Land. L’editore descrive My Land come un ciclo urban fantasy. A me, a dir la verità, leggendo la sintesi di Buio, viene più da pensare ad un thriller soprannaturale che a un romanzo urban fantasy. Comunque sia, Fazi sembra puntare molto su questo lavoro (l’interessante sito interattivo dedicato alla trilogia ne è senz’altro una prova)… ed io mi sono incuriosita…
C’è da dire che Buio non è soltanto un volume di inizio saga; è anche l’opera di quasi-esordio di un’autrice che, dopo aver lavorato per anni nel settore narrativa per ragazzi di una grossa casa editrice, ha deciso di intraprendere la carriera di scrittrice in prima persona. Questa è la storia che ci racconta: Alma è una diciassettenne bella ed intelligente. Va a scuola e conduce una vita apparentemente normale, con amiche e problemi tipici dell’adolescenza.
Elena P. Melodia, infatti, non è un'esordiente, ma lo pseudonimo di Elena Peduzzi. Io non ho niente generalmente contro gli pseudonimi e il motivo per cui in questo caso è stato utilizzato risulta più che evidente, ovvero il tentativo di non far associare quei testi al resto delle sue opere così come tornare al proprio campo dopo un eventuale, probabile fallimento.
Inutile dire che è quello che si è prontamente verificato.
Opere
Pesci volanti (con Pierdomenico Baccalario, Fanucci 2007)
Amaro dolce amore (con Pierdomenico Baccalario, Fanucci 2008)
Fino alla fine dei tuoi sogni (con pseudonimo Arianna Principe, Mondadori 2009)
My Land – Buio (con pseudonimo Elena P. Melodia, Fazi, 2009)
My Land – Ombra (con pseudonimo Elena P. Melodia, Fazi, 2010)
My Land – Luce (con pseudonimo Elena P. Melodia, Fazi, 2011)
Senso Zero (Einaudi Ragazzi, 2011)
Rachele la rossa (Einaudi Ragazzi, 2011)
Le Libellule – Quattro amiche in pedana (Tea, 2012)
Le Libellule – Cuori con le ali (Tea, 2012)
Le Libellule – Missione: vittoria! (Tea, 2012)
Milly Merletti. Sogni di moda - Ballando a New York (De Agostini, 2012)
Milly Merletti. Sogni di moda – Minigonna rock (De Agostini, 2012)
Milly Merletti. Sogni di moda – Principessa in jeans (De Agostini, 2012)
Milly Merletti. Sogni di moda – Il sogno di Romeo e Giulietta (De Agostini, 2013)
Milly Merletti. Sogni di moda – Il tesoro di seta (De Agostini, 2013)
Le Libellule - Quattro palle e un nastro (Tea, 2013)
Milly Merletti. Sogni di moda – Pizzi e sciabole (De Agostini, 2013)
Milly Merletti. Sogni di moda – Il ricamo di ghiaccio (De Agostini, 2013)
Come potete notare da soli le uniche quatto opere con pseudonimo sono la trilogia di My Land e il libro pubblicato con Mondadori. Segreto di Pulcinella? Sicuramente. Ma perché cambiare il nome se non il discostarsi nettamente da (sic) "Milly Merletti. Sogni di Moda"?
Operazione riuscita, dato che Gamberetta scrive il 7 dicembre 2009:
Autore: Elena P. Melodia, al suo esordio.
Perché parto prevenuta: la signorina Melodia sarà sicuramente un’ottima scrittrice – altrimenti come potrebbe essere stata pubblicata da una prestigiosa casa editrice? – ma non è capace di mettere assieme una descrizione decente.
Dato quanto la Gambera si documenta generalmente, mi fa pensare che all'epoca non fosse così chiaro e trasparente com'è invece oggi chi fosse la vera identità dietro lo pseudonimo.
Non ho nulla neanche verso chi scrive libri per bambini (tranne quando plagia), tutt'altro. Ma perché il signor Pierdomenico Baccalario ha pensato che una scrittrice di libri per bambini avrebbe potuto competere nel young adult?
Tra i commenti nella segnalazione di Booksblog di cui sopra compare questo commento a un certo punto:
Ciao Ayesha, ti faro' sapere… come urban fantasy c'e' anche Esbat di Lara manni, della Feltrinelli, uscito a Luglio. Ho mandato una segnalazione alla redazione, sperando ne parlino anche qui, e le facciano magari un'intervista#8 - Scritto il venerdì 2 ottobre 2009 23:50
Ovvero il prodotto di un'operazione identica da parte di Fazi Editore, il famigerato caso Lippamanni. Quanto è difficile credere che questo intervento sia davvero di una fan di Esbat e risulti invece, appunto, qualcuno che ha il dovere (lavoro) di fare promozione?
Il resto dei commenti non è certo lusinghiero. Parlano di un libro noioso, pesante, che ricorda Twilight e Death Note... un successone. Con queste premesse, però è stata stampata comunque la trilogia. Cosa che a G.L. fu negata, mentre Bryan di Boscoquieto dovette cambiare editore per pubblicare il terzo libro. Dubbi sulle analogie con Twilight?
Renesmee Carlie Cullen
Troppo bello buio!!!io spero ke ombra esca presto!!!se no finirò x imparare buio a memoria!!l'ho letto 5 volte in una settimana!!!!ma sapete almeno se esce prima dell'estate???please!!!!ciao kiss88 (bellissimo sito!!!)
Sempre ammesso che sia un vero commento, il nickname non lascia adito a dubbi su quale pubblico si puntasse per vendere questi romanzi. Quindi risulta evidente che la trilogia di MyLand sia stata costruita a tavolino per le tossiche lasciate in astinenza dalla Meyer. Considerando che persino il fenomeno Twilight si è sgonfiato, che fine doveva fare Elena P.Melodia, se non sparire dai radar, consapevole che nessun altro avrebbe comprato una cosa del genere?
Il rasoio di Occam, a questo punto, suggerisce che tutto questo sia stato fatto con premeditazione. L'esordiente Melodia avrebbe dovuto essere solamente una parentesi atta a battere il ferro finché è caldo, non certo un fenomeno duraturo.
La domanda è: al netto della crisi, come fa uno scrittore che si definisca tale ad accettare un fenomeno di ghost writing alla luce del sole?
Sicuramente è un caso raro. Giusto?

Forse no
E infatti:
Emma Romero è uno pseudonimo nato dalla passione per i romanzi di Philip K. Dick e i film dell'orrore. Dopo aver tentato inutilmente di diventare una musicista professionista, Emma ha appeso la chitarra al chiodo e ha iniziato a scrivere questo libro, che è il suo primo romanzo. Vive e lavora in Italia, a Milano.
Stando alle recensioni, Garden è un Divergent (Hunger Games del discount) del discount. Quindi la copia della copia, ovviamente all'interno della trama troviamo la musica perché Emma Romero è una musicista fallita e che quindi scrive di quello che sa. Giusto? Questo lo sapremo tra qualche anno.
Il motivo di tutta questa macchinazione editoriale?
Semplice. Se da una parte abbiamo i radical chic che escludono qualsiasi cosa perché nostrano, dall'altra abbiamo chi invece si prende di tutto solo perché italiano.
Nel caso della Melodia:
Ciao a tutti… Sinceramente devo ancora leggerlo……. Spero che mi piaccia anche perchè anche io l'ho comprato per dare una chance ad un'autrice italiana!!!! #28 - Scritto il martedì 29 dicembre 2009 16:43
Nel caso di Emma Romero, dal suo twitter:
Maestro Picollo ?@picollo_sandro  24 feb@maitemma io lo spero perché mi ha proprio appassionato!!! E poi è la prima distopia in Italia!!!
Questa è la fetta del mercato a cui è dedicato questo genere di operazioni. Se lo facciano perché così sperano che un giorno anche il loro manoscritto distopico finisca nelle mani giuste o meno (anche se è largamente probabile, e spiega il fenomeno Lara Manni: comprate, sostenete la vostra amyketta di Efp!). Del resto anche Fantasy Magazine conferma che:
Elena P. Melodia è la prima italiana che si cimenta in un genere normalmente appannaggio di scrittori anglosassoni.
Quindi autrice creata ad hoc, libro creato in laboratorio con l'equazione matematica "bait per bimbeminkia" e infine, cosa manca? Ovvio: il fattore "diventerà un film"!
Se qualcuno si prende la briga di comprare i diritti cinematografici di un'opera dev'essere per forza bellissima, no?
Ehm...
Nota: prossimamente, l’originale saga diventerà anche un film. L’intenzione è quella di farne un prodotto internazionale. D’altronde, i diritti editoriali per la trilogia (My Land, NdS) sono già stati acquisiti in molti paesi del mondo. Il potenziale, quindi… senz’altro c’è.
Parola di Booksblog, mica cazzi
E non solo sua. Affari Italiani dedica questo articolo alla faccenda (vi prego di notare la risposta all'ultima domanda posta dall'intervistatore. Evidentemente scrivere di "Gira la Moda" è solo sperimentazione).
Rovistando nel torbido si scopre che non è la prima volta che la tecnica venne utilizzata dal mondo editoriale:
Lo sceneggiatore Gianni Romoli torna all’horror con un soggetto tratto dal romanzo di Chiara Palazzolo Non mi uccidere (Piemme), i cui diritti cinematografici sono stati appena acquistati dalla R&C Produzioni, di Tilde Corsi e Gianni Romoli. Non mi uccidere, nel giro di poche settimane dall’uscita, è già diventato un piccolo cult, non solo tra gli appassionati del genere.
Horror Magazine
L'autrice è deceduta nel 2012, senza aver avuto la possibilità di vedere il film realizzato. Non esiste alcun "Non mi uccidere" su IMBD e Gianni Romoli nel frattempo ha prodotto e sceneggiato ben altro, stando alla sua filmografia.
Quindi cosa dobbiamo pensare di questa nota nella biografia di Falconi sul sito di Mondadori?
Francesco Falconi è nato a Grosseto nel 1976. Da sempre amante del fantasy, dal 2006 a oggi ha pubblicato quattordici libri.Vive a Roma. La saga di Muses, di cui sono stati acquisiti i diritti cinematografici, è edita da Mondadori.
Probabilmente che non lo vedremo mai.
Del resto Licia sta ancora aspettando il videogioco del Mondo Emerso, da cinque anni. Così come sta ancora aspettando di essere tradotta verso il mercato anglosassone; ho assistito in diretta alle spiegazioni sui motivi al Lucca Comics 2013. Pare che sia molto difficile farsi tradurre i libri in inglese, così come è difficile farsi realizzare un videogioco o un film.
Meanwhile in Poland...
E quindi?
La morale della favola di oggi è che un conto sono le parole, un altro i fatti. Diventerà un film/videogioco è una tecnica come le altre, per convincervi che effettivamente un libro abbia avuto successo.
Una tecnica hollywoodiana nonostante la consapevolezza diffusa che in Italia non ci siano premesse per questo genere di cose. Per avere un vostro film dovete scrivere una cosa come questa, ve lo dicono anche i giurati di quell'ammasso di concime che prende il nome di Masterpiece. Inoltre, anche la traduzione in mille paesi vuol dire tutto e nulla, visto che il "fallimento" di Dazieri (d'ora in poi lo chiamerò solo così) è approdato in Francia e Germania, con i risultati che il Duca sottolinea nel primo articolo citato.
Elena P. Melodia è tornata nel nulla da cui era emersa e, probabilmente, ha assolto al suo compito come stabilito, la sua trilogia è finita nel dimenticatoio e forse dovremmo metterci tutti a scrivere libri per bambini.

Non è una brutta idea. Lo fa anche Clive Barker.

Sigla.

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