The Cage

The dream is alive, I can run up the hills every night, go around and see another side of the tree.


Non lo nascondo. Quando questo blog nacque fu sulla scia dell'entusiasmo della blogosfera fèntasi italiana; avevo scoperto da un annetto, forse due, la Gambera che divenne una sorta di guru di tutti gli ipercritici lettori di letteratura di genere, nonché degli aspiranti scrittori con intenti seri.
Non sto insinuando niente: se non che la bambola meccanica ha un cuore che cigola per fantasy, sci-fi e horror, rigorosamente in quest'ordine, da quando fu creata dai folli esperimenti di qualcuno troppo sfiduciato dall'umanità e dalle sue debolezze.

Non avevo la pretesa di raccogliere proseliti e discepoli, non ho la simpatia di Zwei, non ho le capacità critiche di Gamberetta, non ho il fascino del Duca. Né sono esperta quanto loro nei rispettivi campi, tanto che il mio intento è sempre stato quello di imparare da loro primariamente. Lo facevo anni fa e lo faccio tutt'ora.

Perché torno dopo quasi un anno su queste pagine? E soprattutto: ho la pretesa che qualcuno se ne accorga? Direi di no. Non stimo di avere lettori affezionati che tornino a vedere di quando in quando se qualcosa si muove o se una mano spunti dal terreno, né ho la pretesa che qualcuno davvero si ricordi di questo angolino di rete.

Quello che mi spinge a tornare qui è la considerazione che, forse, non ho così poco da dire, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno qualcuno interessato a leggerlo.
Precisamente: la carrida bambola infernale è cresciuta.
O almeno così mi illudo che sia.

È stato un anno impegnativo, in cui ho lavorato molto su diversi aspetti. Alcuni risultati sono stati soddisfacenti, altri meno. Sono riuscita finalmente a fondare un mio gioco di ruolo (che poi ha anche chiuso, ma queste sono altre storie) un obiettivo che mi ero posta diverse volte in vita mia negli ultimi anni. Ce l'ho fatta. Questo è quello che veramente conta.
Ho imparato dal tovarish Stanlio il suo motto: "No matter. Try again. Fail again. Fail better."
O più precisamente:
All of old. Nothing else ever. Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better.
Worstward Ho, Samuel Beckett
Ho fatto mio questo motto.
Sono migliorata sotto molti aspetti: sono una cosplayer più esperta e ho capito che è davvero la comunità di gruppo ciò che rende interessante un'esperienza del genere (non date retta alla brutta gente) nonostante in molti continuino a considerarci con la compassione che si riserverebbe a dei poveri minorati mentali, sono un'aspirante scrittrice più consapevole dei suoi limiti e dei propri mezzi che ha capito che davvero il suo interesse non è la pubblicazione ma cosa venga pubblicato, mastico un po' di linguaggi di programmazione.
Non ho solo creato, però. Ho anche distrutto.
A causa mia (la vicenda è documentata nelle puntate precedenti del blog) il forum di Massacri Fantasy ha dovuto spostarsi. Perché? Perché l'autorevole, bravissima scrittrice Chiara Stivala nel frattempo ha mosso mari e monti perché era stato detto che il suo libro fosse poco più che una tegola da tirare in testa a poveri spagnoli ignari del pericolo.

In molti consideravano Chiara "Kya" Stivala come un fenomeno di costume molto divertente, ma la realtà è che Chiara Stivala non era altro che la punta dell'iceberg. In un anno ho avuto modo di vedere e leggere cose che gli umani possono perfettamente capire, ma di cui io ancora non mi do una spiegazione.
Ovviamente il resto che sto per dire mi farà passare per la solita rosicona invidiosa perché io non ho pubblicato un capolavoro come il loro ™.
Pace: ho imparato da tempo che non posso scansare questa etichetta se non facendo la simpaticona della cumpa che non sono e non ho mai imparato a essere.

Il Mondo Letterario

Ritengo che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana a mettere in correlazione tutti i suoi contenuti. Viviamo su una placida isola di ignoranza nel mezzo del nero mare dell'infinito, e non era destino che navigassimo lontano. Le scienze, ciascuna tesa nella propria direzione, ci hanno finora nuociuto ben poco; ma, un giorno, la connessione di conoscenze disgiunte aprirà visioni talmente terrificanti della realtà, e della nostra spaventosa posizione in essa che, o diventeremo pazzi per la rivelazione, o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di un nuovo Medioevo.
Il richiamo di Cthulhu, H.P. Lovecraft
Sante parole.

I testi degli esordienti scrittori, fantasy e non
Alla fine, come tentavo di fare da due anni, sono riuscita a partecipare al torneo letterario IoScrittore. Sono quindi riuscita a terminare la bozza di un romanzo, un obiettivo che mi ero posta tante volte ma che non ero mai riuscita a portare a termine; ci è voluto il pungolo di una scadenza per farmi dannare il creato. Se sia un buon scritto o meno non è rilevante: l'ho portato a termine.

E ho avuto modo di leggere gli incipit inviati di quindici aspiranti scrittori quanto me, maschi e femmine, di età diverse probabilmente. I generi erano quelli da me scelti, fantascienza e fantasy, con due o tre testi noiosissimi di narrativa generale. Noiosi per me in quanto non mi interessa quel genere di narrativa, ma indubbiamente scritti con un livello superiore a qualsiasi fantatrash Zwei si sia letto negli ultimi anni.

Allora cosa c'è che non va?

Cosa mi ha fatto sprofondare nel nichilismo più buio?

Questo.


Una delle due è "la nuova stella del fantasy italiano"

Elena Cabiati partecipò al torneo di IoScrittore due anni fa. Il suo testo, La Viaggiatrice di O, ricevette dei commenti abbastanza buoni da portarla tra i trenta finalisti, anche se non è risultata tra i dieci testi vincitori; la Mauri Spagnol ha notato la sua storia e ha deciso di pubblicarla in edizione cartacea con la casa editrice Nord.

A rileggere l'articolo che avevo dedicato al suo romanzo, potrebbe sembrare che io ce l'abbia con la signora Cabiati. Non è così. Ritengo che abbia ideato dei personaggi stereotipati e, senza giri di parole, stupidi, così come penso che la trama scelta sia il modo peggiore di veicolare il preciso messaggio che stando a illustri interviste si era posta, ma il problema in tutto questo continua a non essere lei. Quello che io mi chiedo è cosa ci possa essere stato di tanto interessante ne "La Viaggiatrice di O" da aver spinto qualcuno a pubblicarlo ed esporlo nelle librerie.

Se Sandrone Dazieri ammise il suo fallimento con Wunderkind, credo che la Nord potrebbe tranquillamente dover fare altrettanto con questo libro. Gli articoli e le recensioni su internet si contano sulle dita di una mano, non c'è alcuna traccia di fandom, non si è più sentito nominare questo testo dal 2012. Sembra che me lo ricordi solamente io.



• Che cosa è andato storto?

È semplice: La Viaggiatrice di O non ha nessuna caratteristica per essere memorabile. Non lo è la storia, non lo sono i personaggi e non c'è nessun mondo alternativo da ricordare, visto che si tratta piuttosto di uno urban fantasy sui generis.

La vera domanda da porsi è: davvero non c'era alcun testo migliore di questo da pubblicare nel genere fantasy in più di mille scritti? O ancora: chi e perché ha pensato che questo libro fosse non dico bello, ma almeno commerciale?


• Davvero questo libro non interessa a nessuno?
Su IBS ha tre recensioni abbastanza irrilevanti (una è 5/5 da qualcuno che lascia praticamente il pieno a qualunque libro capiti sotto mano, un altro 4/5 elargito in undici parole di cui una anche grammaticalmente sbagliata e un 4/5 che inizia così: "Come al solito mi sono fatto invogliare dalla copertina del bravissimo Paola Barbieri nell'acquisto del libro...").
Ha poche recensioni e nessuna di loro entusiasta. Una la accosta a Muses e direi che a questo punto sia evidente l'influsso dell'intervista doppia di MarieClaire da cui è tratta l'immagine sopra, senza considerare che sotto alla recensione si trova un'altra intervista all'autrice il che lascia molto ben sperare sull'oggettività. Altre recensioni più veritiere sono quelle dei blog L'Inchiostro di Alice e La Biblioteca di Eliza, entrambi deduco tenuti da due lettrici target di riferimento dell'opera di Elena Cabiati.

Dunque, Galatea è la nostra protagonista e non mi è piaciuta particolarmente. Ho trovato ben poca originalità sia nella sua descrizione fisica sia nel suo carattere, mi sa di già visto. I suoi genitori sono spariti chissà dove nello spazio-tempo e si ritrova da sola: un classico. Il suo potere è gigantesco, ancor più di quello che lei stessa pensa: strano. E ovviamente non è una ragazzina che si piega alle regole, brava e buona ma è una testa calda, fa solo quello che ha voglia di fare e quando vuole, per lei le regole non esistono e si sente superiore a tutti: un altro classico. Mi è sembrato che il suo carattere ricalchi molto quello di Nihal della trilogia delle Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi. Anche lei allergica alle regole, crede solo in se stessa, non si fida di nessuno e mette sempre a repentaglio la sua stessa vita pur di non seguire nessuno. Non ho trovato una particolarità all'interno della sfera emozionale di Gala, mi è sembrata solo una copia di altri eroi di cui ho già letto. Assomiglia molto a Nihal e a Harry Potter: da entrambi prende chiaramente l'enorme potere, la lotta soli contro il mondo e il ruolo di predestinati. Ha molta rabbia dentro di sé e moltissima arroganza: in generale non amo i personaggi arroganti e troppo spavaldi, li trovo ridicoli.
Il tutor di Gala è Kundo, un tempo molto amico dei suoi genitori, che è una via di mezzo tra il nano di Ido (sempre delle Cronache della Troisi) e il Gran Maestro Yoda di Guerre Stellari. Riluttante all'insegnamento come il primo e saggio e potente come il secondo. Kundo non ha un gran spessore psicologico e di lui si conosce ben poco, a parte qualche fatto che viene raccontato. Non ho trovato coinvolgente nemmeno lui e tanto meno il ragazzino della bottega di Melchiorre che, a quanto pare, avrà un suo ruolo della battaglia. Per adesso è messo lì un po' a caso, con pochissimo bagaglio.
La trama è buona ma, come tutto il resto, è poco originale. Ho trovato alcuni spunti interessanti ma non sono stati sviluppati a dovere. Lotta tra il bene e il male, personaggi che dovrebbero essere buoni hanno cattive intenzioni e personaggi che sono stati cattivi per anni diventano buoni per amore (Piton?), sacrificio estremo del protagonista, solite cose.
Il lettore si trova subito in mezzo alle vicende senza quasi nessuna spiegazione e il retroscena dei personaggi si dipana mentre la storia prosegue. Ammetto che un po' di curiosità viene creata soprattutto perché il background si confonde sempre, a volte sembra una cosa e altre volte sembra il contrario.
Non un disastro completo quindi. Per motivi risibili Elena Cabiati è stata intervistata con Francesco Falconi, in quanto entrambi i romanzi "si svolgono in buona parte all'interno di scenari che ci sono familiari, in Italia", ma il libro della Nord non ha minimamente la fama di Muses. È davvero colpa del marketing diverso, delle capacità artistiche straordinarie di Francesco Falconi o c'è qualcosa di ancora più complicato alla base sulla disparità?
Per puro masochismo ho controllato la parabola ascendente di Francesco Falconi nel mondo dell'editoria. Come tutti sappiamo ha iniziato con la trilogia di Estasia edita da Armando Curcio Editore, poi è passato alla trilogia di Prodigium per la Asengard Edizioni e dopo Nemesis è finito tra le braccia di Piemme con dei romanzi per ragazzi e Muses per la Mondadori.
Che differenza c'è tra Muses e La Viaggiatrice di O? È molto semplice.
Il sottogenere.

Muses è infatti un paranormal romance.

Shaiya, italian edition
Non è una mia invenzione: è la Mondadori stessa che lo categorizza così nel catalogo della collana di appartenenza dei due libri, Chrysalide, in cui vi prego di notare la quantità incredibile di paranormal romance rispetto agli altri.
Amore, emozioni, emozione, sentimenti: sono parole che dovrebbero essere tassate per legge e sono certa che un simile provvedimento risolverebbe tutti i problemi economici della nostra gloriosa patria. È inutile negarlo: il mercato è letteralmente invaso da questo genere, declinato in ogni salsa possibile. Chiunque non apprezzi la fiumana di melassa che esce dalle fottute pareti è morto dentro. Essendo io una cigolante bambola meccanica, me lo posso anche permettere.
Da un'intervista alla Cabiati:
Come mai non hai inserito, come fanno molti, una storia sentimentale intrecciata alla storia? 
A dire il vero non lo so. Non penso mi interessasse e neppure a Gala, per ora. Desideravo scrivere una storia dove le protagoniste fossero la fantasia, l’avventura e la magia. I grandi modelli a cui mi ispiro sono La storia infinita, Il signore degli anelli e La bussola d’oro. Inoltre devo ammettere che non apprezzo molto questa commistione tra narrativa fantastica e romanzo rosa, trovo che sposti completamente l’attenzione e che abbassi il tono generale dei romanzi. Per di più la mia protagonista ha quattordici anni e l’amore a quell'età è “il primo”, grande e indimenticabile, ma fatto di piccoli gesti, di sguardi e di cose non dette, molto difficile da tratteggiare con la giusta dose di poesia. Forse le capiterà di innamorarsi, ma qualsiasi cosa accadrà sarà un filone secondario allo svolgersi di un’avventura più grande.
Quindi Muses ha venduto solo perché è paranormal romance, ha copertine acchiappa bimbe con i capelli antigravità degne di un Sayan ed evoca il sacro spirito dell'arteH?
Io questo non lo so. Forse però bisognerebbe chiedersi come ci sia finito Falconi a scrivere paranormal romance partendo da Estasia e Prodigium. Una folgorazione sulla via di Damasco? Una maturazione interiore? O una precisa "spinta"?
Dio non voglia che Francesco, un amante del fantasy quanto noi, si sia tramutato da sognatore a mercenario, chi mai oserebbe insinuare una cosa del genere? Anche Multiversum di Patrignani è stato categorizzato sotto paranormal romance. Sapete chi non c'è lì?
Ursula K. Le Guin, Suzanne Collins e persino, sì, la Liciona nazionale. Rimasta coerente con se stessa, o al personaggio costruitole addosso a suo tempo, non ha mutato maschera dagli esordi.
Del resto quella di Falconi potrebbe essere solo una deviazione dal percorso di uno scrittore che ha voglia di sperimentare. Come prova il suo Gray(?). Quando un libro smette di essere un horcrux del proprio autore e si ritrova con un cuore di plastica?

Mondadori è una catena di montaggio, può piacere o meno. Una macchina efficiente, che spiana la concorrenza sia in ambito nazionale che internazionale. Se altre case editrici sono costrette ad ancorarsi al colpo di fortuna, così fanno la Fazi con Stephenie Meyer e la Nord con Andrzej Sapkwoski, la Mondadori può permettersi di raccogliere qualcuno dal fango, ripulirlo e muovere l'ennesimo giocattolo di stagno.

Sto parlando anche di questo
Ricordo Barbara Baraldi ai tempi in cui rispose sul forum di Massacri Fantasy; da allora di strada ne ha fatta. Scrive per Mondadori per cui ha pubblicato due volumi di una trilogia su Scarlett e altri due di Striges. Non apprezzo quello che la signorina Baraldi scrive, non scrive del genere che debba piacere a me, ma ha un seguito. Ha recensioni, fans, twilighters proprie.

Attenzione agli spoiler seguenti
La saga di Scarlett, in cui un'umana si innamora di un mezzo demone, un testo che ho trovato atroce per la melensaggine nero di seppia che emana da ogni pagina del volume, è stata interrotta per Striges, un'altra probabile trilogia in cui una strega si innamora di un inquisitore. No, non voglio saperne nulla di più, grazie.
Ma esistono altre cose per cui sarei disposta a far(mi)e del male.
Il mondo degli esordienti è più genuino di questo? Probabilmente.

Non apprezzo chi si apre una Casa Editrice in cui poi espone anche i propri testi (bravi tutti, direi), non apprezzo pubblicazioni di cui non capisco il senso, e attenzione: non parlo di complotti governativi come l'inspiegabile uscita della trilogia di Unika che può essere giustificata solo dal fatto che i rettiliani volessero che Allibis ci parlasse di Agharti, ma di testi che mancano completamente il bersaglio nonostante una buona casa editrice, tuttavia preferisco libri scritti e pubblicati con case editrici minori a fenomeni che, a volte, sembrano creati a tavolino per fare cassa. Come le Spice Girls.
Se la domanda del giorno è: quale grande CE ti ha ignorato o rifiutato la risposta è "nessuna" e al torneo non ho idea se il mio testo passerà alla semifinale o meno; quello che ho realizzato è il fatto che finire in libreria accanto a nomi sconosciuti ai più come Warrior di Antonio Lanzetta non mi darebbe alcuna soddisfazione.
Non è quello che cerco, non è quello che voglio.

Se poi dovessi finirci e fossi soddisfatta di quello che ho scritto, tutto di guadagnato. Tuttavia sì, me lo sono chiesto: e se fossi al posto di Elena Cabiati come mi sentirei?
Non tutti possiamo seguire le orme di Licia Troisi. Perché ammettiamolo: nessuno di noi vorrebbe aver scritto i suoi libri, ma il suo destino non è dei più infami e non sto parlando a livello economico. Come qualcuno di più autorevole di me ha sottolineato:
Può piacere o non piacere, ma Nihal è ormai parte della Storia del Fantasy italiano. Le sue avventure insensate a base di catapulte che seguono la traiettoria del volo dei draghi per abbatterli (quasi meglio dell’artiglieria contraerea della Seconda Guerra Mondiale), foreste pietrificate piene di frutti commestibili, draghi che si comportano come cavalli selvaggi in attesa dell’eletto del momento a cui permettere di cavalcarli  e tante, tante, TANTE lacrime sono entrate nella storia.
Tutti gli aspiranti scrittori del web hanno voglia di migliorarsi. Tutti sanno di non essere il nuovo Barker o il nuovo Gaiman (cit.), né è augurabile un giorno essere paragonati a qualcuno, dato che non c'è nulla di più fastidioso. Nessuno di noi ha l'illusione che un giorno vivrà di rendita di diritti d'autore e potrà permettersi di fare quello che vuole impunemente (dite pure ciò che volete, ma non esisterà mai colore sufficiente a sottolineare quel "Aiutato da un gatto capace di prevedere il futuro"), avere la possibilità di scrivere ed essere davvero apprezzati per questo, indipendentemente che sia un vasto o un ristretto pubblico è però l'aspirazione di tutti quanti.
C'è chi ci riesce, chi no.

C'è chi sfonda a diciotto anni e scompare, chi è benedetto da una lunga carriera, chi ancora riesce a pubblicare in tarda età quando chiunque avrebbe perso le speranze.
Ma le chiacchiere stanno a zero. Dov'è Chiara Kya Stivala oggi?
Dov'era un anno fa, suppongo. Non ha pubblicato più nulla, ha cambiato nickname in ƒrëëmönt, la pagina del libro non viene aggiornata da più di un anno e rimane impegnata nelle lottery dei vari forum che segue, nonché in contest poetici di gusto discutibile.

Dove sono io? Sono sempre qui. Eppure fisso gli scaffali della libreria con lo sguardo disincantato di chi ha sbirciato verso i bastioni di Orione. Non è un punto di arrivo, è un punto di inizio.
Pensate di dover mangiare caramelle tutti i giorni. Possono essere anche le vostre caramelle preferite ma, oltre alle conseguenze per la salute, prima o poi vi verrebbe la nausea; ogni lavoro è così, quello dello scrittore non fa eccezione. Allora perché così tanta gente vuole scrivere e pubblicare in Italia, al punto da arrivare a pagare cifre non certo irrisorie?

Risposta: in alto a destra, proprio vicino a Salvatore
Priva della rabbia giovanile e dell'acredine che rischia di corrodere i miei meccanismi, posso dire di non credere tutti gli editori parte degli Illuminati che complottano per boicottare i bravi scrittori, così come al contrario non credo che chi esprime una critica motivata lo faccia per invidia. Credo di aver trovato quel sano equilibrio che c'è tra illusione e Mistero. Perché gli esordienti non vengono pubblicati? Perché non scrivono abbastanza bene, perché ciò che scrivono ha difetti. Ciò che è in commercio ne è privo allora? Tutt'altro.
Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco mi piacciono? No.
G.R.R. Martin scrive meglio di me? .
Certo, è il "grazie al cazzo" moment. Ma così come Martin scrive meglio di me, probabilmente lo fa anche Elena Cabiati. È una buona motivazione per arrendersi? Manco per sogno.
Sono disposta a migliorare, studiare come ho fatto negli ultimi anni. Leggere, scrivere e rileggere ancora, accettare i consigli e le critiche. Sono pronta a mettermi in discussione imparando da chi è venuto prima di me, ma sarò pronta a scrivere un paranormal romance di quelli che piacciono tanto alle regazzine, in cui una sirena si innamora di un demone del fuoco?

Ne dubito fortemente.
Prima di saper creare la meraviglia negli altri, si deve ancora essere in grado di meravigliarsi da soli. Di credere in ciò che si scrive; i miei reni metallici stanno bene dove sono, non li baratterò per un nome in mezzo agli altri.
E dopo questa inutile incursione nel mio cuore a manovella, magari nei prossimi giorni sarà il caso di parlare di qualcosa di più interessante, come i libri veri, i trailer interessanti e riportare in auge la tradizione promessa tempo addietro.
Chissà quanto durerà questo mio ritorno al blog e se riuscirò a fare tripletta e tenere anche questo impegno con costanza. Per oggi il sermone è finito, potete andare in pace.

Ah già.
L'assassino è il maggiordormo. E la Lipperini è Lara Manni.
Avevo ragione io. Non è Miss Veronica Ciccone, dopotutto.¹

¹ Questa la capirà solo chi ha assistito allo scannatoio con L.M. all'epoca delle insensate crociate contro Massacri Fantasy.

Sigla.


8 commenti:

  1. 1) Se ti può consolare, io ho controllato periodicamente questo blog in cerca di aggiornamenti. ;)
    2) Concordo sul Paranormal "Ansia" Romance.
    3) Concordo anche sull'ultima parte. E mi raccomando: non arrenderti, continua a studiare e continua a provare. ;) Se vuoi studiare seriamente le tecniche narrative, ti consiglio il corso del Duca.

    P.S. potresti cambiare il link del mio blog? Credo non ti aggiorni più l'ultimo articolo pubblicato. Il link giusto è questo:
    http://www.mgprometheus.com/

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    1. Prometheus ♥
      Sì, mi consola molto devo dire. Una ruota dentata non troppo consumata per te. Per quanto riguarda il link, ho provveduto a sostituirlo ma il mio blog va quando gli pare. Giustamente.
      Vediamo se riesce a sistemarsi o proverò di nuovo.

      Per quanto riguarda il corso del Duca non dubito affatto della sua professionalità, purtroppo non posso permettermi alcun genere di pagamento ora e mi rendo conto di come sia giusto che per il suo tempo richieda un compenso.

      Magari un giorno, con i soldi stampati sulle copie invendute di qualche capolavoro incompreso, mi rifarò.

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    2. Tranquilla, aggiorna con calma. :)

      So che il Duca ha intenzione di pubblicare un manuale di scrittura. Non so quando, però, dato che a noi del corso ci ha mandato la versione beta. Comunque ci sono anche tanti altri manuali in commercio, anche se contenutisticamente non hanno la stessa completezza. Meglio di niente, l'importante è continuare ad allenarsi. ^_^

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  2. Ciao! Mi chiamo Daniele e ho scoperto il tuo blog da poco (grazie ai link sulla vicenda della Stivala, quindi non tutti i mali vengono per nuocere, almeno dal mio punto di vista :-)
    Sono contento di vedere che sei tornata ad aggiornare il tuo blog - nel frattempo, ho letto quasi tutti i vecchi post.

    Sui manuali di scrittura, ne ho trovato molti interessanti di una casa editrice chiamata Dino Audino - ha sia manuali di scrittura che di sceneggiatura, di canto, di recitazione etc. I prezzi dei vari manuali vanno tra i 10 (raro, manuali molto sottili ma utili come Elementi di dtile nella scrittura di Shrunk) e i 18 o piu' (come Il viaggiodell'eroe di Vogler, sulla struttura del mito nel racconto moderno.

    A ogni modo, aspetto di leggere nuovi pezzi, quando avrai il tempo di scriverli :-)

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    1. Benvenuto allora Daniel :)
      Ti ringrazio molto delle segnalazioni e del tempo dedicato a leggere i post precedenti; credo di essere anche migliorata nell'esposizione in un annetto quindi non possiamo che rallegrarcene tutti :P
      Aggiungo i tuoi consigli a quelli che ho già accumulato e vedrò di fare un topic in merito il prima possibile!

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  3. Vergognati! Ce l'hai sì una lettrice affezionata, che ogni tot capita da queste parti per vedere se sei ancora viva. :-s
    Comunque il post linkato sul cosplay è di un'idiozia rara. Praticamente il cosplay è buono se sono gnocche seminude per ispirare le fantasie dell'autore, ma se sono persone normali, no? E i cosplay dei maschietti? Seriamente, è di un sessismo agghiacciante, mi chiedo come certa gente abbia il coraggio di scrivere cose simili in pubblico, senza la consapevolezza della figura da chiodi che ci fa (spero ovviamente che, per amor di coerenza, lui sia Hugh Jackman con 20 anni di meno).
    Quanto all'argomento centrale del post, resto comunque dell'idea che certe perle non vengono pubblicate perché tizio o caio sono più bravi a scrivere di te. Mi spiace, su questo proprio non concordo. Tanta roba (roba) viene pubblicata per tanti altri motivi. Anche ieri stavo piangendo leggendo dei brani pubblicati on line. Nemmeno il minimo sindacale di grammatica italiana. No.
    V

    PS: evviva, sei tornata ^^

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    1. Plati ♥
      Mi dispiace tantissimo non averti neanche risposto via email (ci pensavo giusto in questi giorni) ma ho avuto tantissimo da fare nello scrivere, riscrivere, modificare quel romanzo di cui ti avevo accennato. Ti scrivo ora proprio in merito a quello che sai bene quanto io tenga in considerazione il tuo parere.

      Non ho una buona opinione del Doc Manhattan ed evito di seguirlo il più possibile, sono finita lì per caso e ha confermato la mia assoluta indisposizione verso ciò che scrive. Peccato, sono sicura che ricambierebbe pienamente quindi amen, è di quelli che finisce nella mia lista dei nemici di sheldoniana memoria.

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  4. Ciao Steamdoll, sono la mente diabolica dietro a L'inchiostro di Alice. Volevo ringraziarti per avermi citato nel tuo approfondimento e volevo chiarire che non sono esattamente nel target di riferimento del libro della Cabiati. Ormai ho quasi 27 anni ma molto fantasy che leggo è dedicato a un range di età molto più basso (amo Riordan e la Collins di Gregor) perciò non sono un brillante esempio ed è probabile che il mio trascorso di lettrice mi faccia scrivere parallelismi che una ragazzina di 13 anni non noterebbe nemmeno :D In ogni caso grazie ancora
    Ali

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