Number One

We are sending you a challenge it's very clear, we came to win that is why we are here

Qui nel maniero ottocentesco in cui si trova il laboratorio del Dottore stiamo cercando di sopravvivere alla lettura di Assault Fairies (non è facile, dovreste apprezzare lo sforzo) ma vi assicuro che qualche iniezione di adrenalina dritta nel cuore è riuscita a riportare dalla morte il mio creatore.
In attesa dei seguaci della Gambera con torce e forconi, però, meglio ricordare sempre la validità dei suoi manuali di scrittura, così come è meglio ricordare che non sono dogmi. Sono consigli.
Non siate troppo rigidi con voi stessi, altrimenti finirete per scrivere anche voi qualcosa di simile a lei. Se è nelle vostre aspirazioni avanti tutta, altrimenti ricordatevi che esistono molti altri manuali e autori a cui ispirarsi.

Non sono qui per fare l'ennesimo topic con consigli di scrittura (c'è chi sa farlo meglio di me), ma per lamentarmi invece del mondo degli scrittori; la visione romantica per cui lo scrittore esordiente è migliore dello scribacchino affermato perché ci mette più cuore per me è sparita dai radar da tempo.
Così come ci sono effettivamente esordienti appassionati di scrittura e letteratura, c'è anche una marea di persone che invece scrive per altre motivazioni. Per affrontare questo viaggio nella palude di IoScrittore avrò bisogno di un supporto felino.



Gli Otto Motivi per cui mi dissocio da certi Esordienti

I. Molti scrittori esordienti sono (o si ritengono?) geni incompresi
Così, a una frase come questa cosa rispondiamo?
Fabiana Vesco Ciao,adesso posso uscire allo scoperto sono TECLY WENDER,l'autrice di LEGAMI D'AMORE. mi rivolgo a voi che mi avete valutato e giudicato senza capire e porsi per attimo un perchè. ho letto tutti i vostri commenti e posso dirvi con molto orgoglio che non avete letto una storia scritta per partecipare a un concorso, ma una storia vera,vissuta,amata,odiata e finita ma che poteva vivere diventando uno fra i tanti. sono ugualmente fiera di me,perchè ho avuto coraggio e la forza di scrivere senza riserve. LEGAMI D'AMORE è stata la mia vita,non era un romanzo.F.V.



Al di là che non comprendo perché una scrittrice debba smettere di utilizzare la giusta digitazione di "perché" solo per via del fatto di trovarsi su Facebook, visto che teoricamente dovrebbe amare la lingua italiana secondo lo stereotipo romantico dell'esordiente, in ogni caso questa è la risposta al non essere nella rosa dei trecento semifinalisti.
La domanda sorge spontanea: se non è una storia adatta a un concorso, perché inviarcela? E perché essere orgogliosi di avere il coraggio (?) e la forza (?) di scrivere un'autobiografia?
Non trovo alcun senso logico, ma forse voi umani avete un senso dell'umorismo che non comprendo ancora appieno. Sono sicura che sia uno scherzo; non può essere realtà. Anche se continua con...
Fabiana Vesco prima o poi ne sentirete parlare,ma questa volta con il mio nome,grazie cmq!:)
Insomma, è proprio un capolavoro, sono gli altri che non hanno capito nulla.
La risposta però è degna di menzione:
Pier Felice Ercoli Ciao Fabiana, io sono uno di quelli che ha commentato il tuo incipit. Gabriel Shine. E' stato il più "doloroso" tra quelli che mi hanno assegnato. Mi spiace che pensi che non ci siamo posti per un attimo un perché. Io l'ho fatto ma credo anche di aver fatto il mio dovere: giudicare quello che doveva essere l'incipit di un romanzo. L'ho fatto al meglio delle mie (limitate) possibilità. Ciò che ti auguro, a questo punto, è che la tua vita sia più serena possibile. Detto questo mi pongo la domanda: tornassi indietro riformulerei lo stesso giudizio? Sì, senza dubbio; soprattutto se l'elaborato è inviato per un concorso di scrittura creativa. E' la location che a volte fa la differenza. Se tu avessi narrato la storia della tua vita in un blog, la valutazione sarebbe stata differente. Con deferenza, Piero.
Scritto in un italiano corretto, con rispetto e con notevole delicatezza. Se questi sono i lettori che Fabiana ha avuto, a mio parere dovrebbe esserne grata, da quanto si intuisce non sono tutti così educati ed è ovvio che sia così visto che i partecipanti al torneo sono una parte di ciò che compone la nostra realtà quotidiana. Non sono tutti simpatici, dopotutto, no? Né obiettivi, giusti e sinceri. La risposta? Prego:
Fabiana Vesco il tuo dovere...mi hanno assegnato....se tornassi indietro...ma chi ti credi di essere??non siamo ne in un aula da tribunale ne al banco degli imputati. se è stato doloroso,allora qualcosa ti è rimasto,ed è quello che volevo!colpire il lettore con una storia e non con una favola!!! la vita mi ha insegnato a vivere e non a sognare!
II. Molti scrittori esordienti sostengono il buonismo di Lara Manni
La Dottoressa Lipperini e Miss Manni ci ha dato già prova delle sue strategie. Citando il Duca:
Lara Manni, oltre a detestare l’ironia, criticava le recensioni e i commenti che non cercassero di tirare fuori in tutti i modi anche aspetti positivi, anzi, meglio tacere su quelli negativi o nel caso dire in modo chiaro che non erano errori, ma limiti del proprio gusto… e altre stupidaggini simili, il tutto in nome di un presunto scambio di opinioni utile a entrambi.
Insomma, se non si ha qualcosa di buono da dire, meglio tacere. Inoltre, in una scala da 1 a 10 non si deve considerare di andare sotto il voto 5, per non offendere la "sensibilità" degli aspiranti scrittori, poverini. A casa mia, se si esclude qualsiasi voto sotto il 5 non si va neanche sopra il 7. Invece no: gli 8 e i 10, anche se regalati, sono un'ottima cosa, le stroncature sono un'espressione di frustrazione e quant'altro. I soliti discorsi, ma posti nella maniera peggiore possibile:
Stefania Intelisano Salve a tutti!Premesso che so' de coccio e per la seconda volta mi imbatto in questa corrida simile alla trasmissione del nostro Corrado, mancano i fischi e le campanelle per mandare a f. c. i concorrenti. E passi che il mio romanzo non sia piaciuto perché non va a genio il mio argomento considerato banale, volendo addirittura cambiarlo in toto. MA NON POSSO ACCETTARE GIUDIZI GRATUITI ED OFFENSIVI LUNGI DALL' ESSERE CONSIGLI DI SCRITTURA DA PARTE DI CHI SI ERGE DA SAPUTELLO E PROFONDO CONOSCITORE DELLA LETTERATURA ITALIANA, USANDO IL VOTO COME ARMA DISTRUTTIVA. ACCANIMENTO DA PARTE DI GENTE INCOMPETENTE CHE SI ERGE A SCRITTORE, MENTRE IO HO VOLUTO SEMPLICEMENTE SPERIMENTARE LA MIA VOGLIA DI METTERMI ALLA PROVA . NEL DARE I MIEI GIUDIZI, NON MI SONO PERMESSA COMUNQUE DI METTERE VOTI AL DI SOTTO DEL CINQUE, PERCHE' VA PREMIATO L'IMPEGNO DI OGNUNO DI NOI. SE DEVO RIPARTECIPARE PER FARMI SPUTTANARE NUOVAMENTE, ALLORA MI RIVOLGO DIRETTAMENTE AD UN CORRETTORE DI BOZZE CHE FA IL SUO LAVORO CON ONESTA' E DISINTERESSATAMENTE. ORA HO CAPITO COSA VUOL DIRE QUESTO PSEUDO CONCORSO, UN'EMERITA PRESA PER I FONDELLI. Ci tengo però a ringraziare coloro che mi hanno dato giudizi sensati e positivi, non posso fare di tutta l'erba un fascio, me ne riguarderei. Grazie.

Accanimento, democrazia letteraria, concetto spesso propugnato dalla casa editrice a pagamento Albatros Il Filo per giustificare il fatto che pubblichino chiunque elargisca loro gentilmente qualche migliaio di euro, concetto per cui tutti devono essere premiati se scrivono (l'importante è partecipare, dopotutto, no? Anche nelle Olimpiadi dovremmo informare i giudici di non andare sotto determinati voti, l'impegno degli atleti non lo calcolano? Retrogradi!), offese varie al concorso perché non è tra i semifinalisti.
Un chiaro esempio di come prenderla sportivamente.
Mi sono permessa di rispondere, ma non l'avessi mai fatto:
Maddalena De Medici (Steamdoll) Non sono d'accordo. Si deve essere obiettivi: né buonisti, né distruttivi. Come in tutte le cose ci vuole equilibrio e se un testo merita meno di 5, si deve dare il voto che si ritiene più giusto. Così come non è obiettivo chi lo dà per partito preso, non lo è nemmeno chi dà il 6 politico per premiare "la voglia di partecipare". È pur sempre un concorso. Tra l'altro, non c'è bisogno del caps lock, riusciamo a leggere tranquillamente anche senza. Secondo la netiquette di internet, equivale a gridare.
Esther Pellegrini Concordo con Maddalena: i voti argomentati seriamente, hanno un senso. I voti bassi dati per cattiveria, sono un'altra cosa. E comunque non si "premia" col 5 uno scrittore perché ha scritto "Cipolle argute". Se il testo è scritto male e non ha trama, l'autore deve anche aprire gli occhi e crescere. Si chiama "critica".
Elise Phelps Si deve essere oggettivi nei giudizi ed evitare critiche personali del tipo "cambia mestiere"(me lo sono beccato tra i giudizi) , una storia può non piacere ad alcuni, ma altri potranno apprezzarla in seguito. Non mollare! Io continuo a provarci.
Stefania Intelisano Ascolta bella Maddalena dei miei stivali, se si è in un concorso non siamo alla corrida dove ci si deve necessariamente scannare. In quanto al caps lock, bella de mamma IO SONO LIBERA di scrivere come mi aggrata!!!!! Evidentemente TU sei una di quelli che si ergono a saputelli sentendosi importanti se si dà un giudiuzio anzi una pseudo cazziata-critica !! Tesoro della zia, le critiche NON sono incoraggianti o forse ti senti una maestruncola miss sotuttoioenessuno lo sa? Dai, vinci il torneo autrice di best seller.
Maddalena De Medici Ed evidentemente tu sei una persona che tiene dei toni che nessuno ha tenuto con te. Non c'è bisogno che io commenti, direi che la tua risposta si commenti da sola. Greetings.
La signora (o signorina) ha poi corretto il tiro chiedendomi se la vedessi arrabbiata e dicendomi che l'avevo scambiata per un'esaltata. No, io la considero semplicemente una persona poco abituata a utilizzare internet per il confronto, più con ingenuità che con rabbia. Quando si partecipa a qualsiasi concorso si deve mettere in conto che si potrebbero ottenere soddisfazioni quanto delusioni, buoni riscontri come anche pessimi.
La discussione è poi scemata quando l'alzata di scudi è stata ritratta, nel momento in cui sono riuscita a far capire che non ero lì in cosplay di Hermione Granger.

III. Molti scrittori (esordienti e non) fanno quadrato
Ieri sera ero a godermi l'Eurovision, in particolare la pessima figura dei francesi (saputelli e falsi alleati) in streaming dal sito della Rai; più volte gli speaker hanno ribadito come le nazioni nordiche e quelle sovietiche stessero votandosi tra loro. Che sia vero o meno, è un'impressione che mi danno anche gli scrittori. Se abbiamo gli affermati che si scambiano blurb tra loro (questo), spesso anche tra i blogger si ha quell'impressione dello scambio di favori, per cui se tu parli bene di me io parlo bene di te.
Una politica che, manco a dirlo, non seguo, un po' perché non ho molti amicici, e il Dottore è troppo stanco per costruirmene qualcuno in questo periodo, un po' perché credo in quella favola chiamata "onestà intellettuale". Si tratta di quella merce molto rara, importata di contrabbando e che può essere facilmente vanificata dalla prematura crescita dell'ego personale.
Così come la nostra mascotte Kya spalleggiata da amiche e amichette di fanfiction che poi pubblica a pagamento pentendosene sulla via di Damasco, ogni scrittore ha bisogno di sentirsi dire che è bravo. A volte per eccessiva autocritica, a volte invece per semplice vanità.
Una pratica incoraggiata dal recente 20lines, che invita gli esordienti a ricambiarsi i commentini come se fossero in una lottery qualsiasi di un forum sul circuito forumfree.
Così in un blog dedicato a un torneo letterario leggi di gente che parla di scambiarsi e-mail, che chiede dove sia finito qualcuno come se fossero su Rai3, che parlano solo con alcuni nickname, che si rammaricano che testi che probabilmente non hanno neanche letto non siano passati basandosi unicamente sul nickname di chi li ha scritti.
È brutto, non c'è altro modo di dirlo.
Dà l'impressione di essere finiti in quei licei dei telefilm americani in cui ci sono i popolari, i nerd, i giocatori di football e le cheerleaders. Risulta difficile integrarsi in un mondo del genere e passa anche la voglia di farlo. La prossima volta che guardate la fascetta gialla di cartoncino su un libro con aria di sufficienza, ripensate alle e-mail e agli indirizzi del vostro blogroll e con quanti di loro siete stati sinceri fino in fondo.
Le critiche, se ben fatte, motivate, aiutano molto di più di un sorriso di circostanza.

IV. Qualche scrittore esordiente non si vergogna a usare il "lei non sa chi sono io"
Non ci credete? Eppure:
Leonardo Sani Non siamo fra i trecento? Ce ne faremo una ragione. Ringrazio chi mi ha premiato con diversi 8, chi mi ha criticato costruttivamente con i 7, non comprendo chi mi ha affibbiato i 5 perché il genere è inflazionato (Valerio Massimo Manfredi e Dan Brown dovrebbero passare ai romanzi rosa?). Ho enormi problemi ad accettare un 3,56 motivato come segue: Mi chiedo semplicemente perché l’autore non legga almeno una decina di romanzi prima di cimentarsi a scriverne uno. Sono certo che sia giovane e che abbia tempo per leggere, studiare e imparare almeno a evitare frasi sterili, contorte e senza senso come alcune che incollo di seguito: -la ragazza lo osservava con palesemente falsa compunzione. (frase insulsa, ma con paroloni fuori luogo cercate fino all'esasperazione. Credo sia meglio scrivere in modo che tutti possano capire ciò che l’autore vuole dire) La storia c’è, e potrebbe anche catturare, ma il tutto è scritto davvero male.Ringrazio per il giovane, perché ho 59 anni e un tremila libri nella mia biblioteca, fra saggistica, filosofia, storia e narrativa, affezionatissimo ad Italo Calvino e al suo Il sentiero dei nidi di ragno e Ti con zero (li conosce o sono troppo vecchi per lei?).Prima di venire a conoscenza del concorso, avevo inviato in lettura ad un’agenzia letteraria la mia opera per un primo giudizio. La valutazione competente è stata lusinghiera. Poi ho deciso di partecipare al torneo. Ritengo che chi debba leggere con più attenzione e meno prosopopea (la mi scusi i’ parolone) sia chi ha espresso il 3,56.Mi piace la proposta di separare lettori ed autori e ne aggiungo un’altra: come negli appalti pubblici, eliminiamo gli estremi e cioè il voto più basso e quello più alto, riducendo l’esasperazione e i danni.Comunque invierò l’opera all’agenzia letteraria della Mauri Spagnol.Ah, ho già pubblicato “L’aromataro – lo scontro fra la repubblica fiorentina e l’impero di Carlo V” . Ben venduto.
In questo commento abbiamo di tutto: si parte con la glorificazione senile, ovvero: giovane, lo sai chi era Calvino sì? Non t'avrà mica rimbecillito tutto quello che è stato scritto dopo il '15-'18?, per approdare a un esempio che francamente avrei evitato di riportare perché ha solo supportato la tesi di chi ha esposto la critica, senza considerare come poi sia un commento indubbiamente costruttivo. Non vorrei che in questo secolo sgangherato passi l'idea che costruttivo sia sinonimo di condivisibile.
Si può essere d'accordo con il lettore o meno, ma che ci siano chiare indicazioni mi sembra indiscutibile.
Ancora una volta mi sono sentita in dovere di rispondere, ma prima ho voluto documentarmi. Vuoi mai che mi vada a mettere contro qualcuno del calibro di Valerio Massimo Manfredi?
Come? Non avete mai sentito nominare il libro menzionato? Beh, è strano, perché è pubblicato dalla casa editrice Masso delle Fate! Non avete mai visto un loro libro fuori dalla Toscana? Neanche io. E forse bisognerebbe mettersi d'accordo sulla definizione standard di ben venduto in una scala da Valerio Massimo Manfredi a mio cugggino.


Non ha recensioni su IBS, il mio blog è indicizzato da google in seconda pagina. Fate voi in quanti ne abbiano parlato sinora; non ho trovato alcuna recensione da nessuna parte, dovremo fidarci delle parole del signor Sani.
Très bien.
L'agenzia letteraria, dopo la valutazione competente lusinghiera, anziché prenderlo in carico e presentarlo alle case editrici ha deciso di lasciarlo partecipare al torneo. Sicuramente, oltre che lusinghiera, era anche molto sincera.

V. Troppi scrittori esordienti non credono nel potere dell'incipit e della sinossi
Pescando da fonti autorevoli:
Un paio di considerazioni. L’incipit è importante e lo diventerà sempre di più. Mi spiego: non ho comprato nessuno dei romanzi sopra citati, a parte Cuore d’Acciaio, che comunque è stata acquistato a suo tempo da mio fratello. Li ho scaricati. E come ho scaricato questi, negli ultimi sei mesi ne ho scaricati qualche altro migliaio. Avendo a disposizione, non più in là di qualche click del mouse, centinaia e centinaia di romanzi di fantasy e fantascienza, con quale criterio dovrei scegliere quali leggere?Ci sono i consigli altrui, la conoscenza dell’autore, le recensioni, ma comunque coprono una percentuale piccolissima di tutti i romanzi. Non mi rimane altro che provare a leggere qualche pagina o spesso non più di qualche frase, perché anche solo leggere 10 pagine da ogni romanzo richiederebbe anni.Mi rendo conto che non sia un criterio “giusto”, e così facendo possa perdermi anche dei capolavori, ma questo piccolo esperimento mi pare significativo: guarda caso l’incipit più banale e “vuoto” è quello dell’autore alle prime armi.
Al torneo era richiesto di inviare una sinossi più l'incipit. Entrambi sarebbero stati parametri di valutazione; ovviamente c'è chi dice che la sinossi non serva, ma a dar retta a queste persone non si dovrebbe nemmeno tener conto della grammatica e si arriva a interrogarsi su cosa sia da valutare, dunque. Spero non la capacità di emozionare, perché saremo al livello di Amici di Maria de Filippi, un livello che vorrei tranquillamente evitare.
L'incipit è importante. Se non vi fidate di Gamberetta, lo afferma anche Ayame di Writer's Dream:
Ma scherziamo? Se io, che devo fare un investimento, ritengo che sia più proficuo investire su una persona in cui vedo talento da cinquanta pagine e non da una che mi ha scritto ottocento pagine devo scusarmi per farlo, perché manco di rispetto a chi ha passato le sue giornate davanti al pc?Ehi, ragazzi, non è che passare le giornate davanti al pc a scrivere rende automaticamente le cose che avete scritto dei capolavori.
E ancora Mattia Signorini:
Vorrei tornare anche io sul tema sinossi, sollevato qualche intervento fa da Franco.Afferro in pieno (o spero) il concetto dei venti secondi e va benissimo soprattutto se la storia è originale (anche se conservo qualche dubbio se simili sinossi siano accattivanti per tutti gli scopritori di talenti, però questo è un altro tema) ma come funzionano i venti secondi se il soggetto è "banale", e mi viene da dire, banale come una saga familiare?Uno scrittore che tira fuori un libro di minimo 150 pagine, se non molte di più, se un vero scrittore non credo abbia molti problemi a rendere accattivante una sinossi.
Aggiungo: è necessario anche un grande lavoro sull'autocritica di se stessi. La quasi totalità delle persone che ho incontrato negli anni, e che mi hanno proposto i loro lavori, erano sinceramente convinti di avere una storia a prova di bomba. Purtroppo era vero il contrario: La quasi totalità delle storie deflagrava nelle prime pagine come una bomba innescata dall'incompletezza, dall'imprecisione e dalla difficoltà nello scrivere.
E infine, il più significativo:
Vi racconto al proposito un episodio. Una scrittrice (che aveva già pubblicato altri libri), arriva in agenzia sotto segnalazione di non mi ricordo chi, e chiaramente finisce nel mucchio insieme agli altri (non ho mai amato fare preferenze, non le ho mai fatte, per me tutti i libri erano potenzialmente uguali e dovevano ricevere lo stesso rispetto). Vicki lo sfoglia velocemente, mi dice che l'autrice ha una buona scrittura, ma in definitiva lo affida a me. Se io lo avessi rifiutato, lei non mi avrebbe chiesto più niente.
Il libro era scritto benissimo, la storia c'era, ma purtroppo non decollava. Era comunque un'autrice di valore, e l'ho letto fino in fondo. Poi mi sono limitato a fare questo: ho tolto le prime 40 pagine e l'ho ridato a Vicki senza dirglielo, chiedendole di leggerlo tutto. Il giorno dopo mi chiede: "Ma cosa ci hai fatto? Il libro è fantastico". Ecco, c'erano quaranta pagine di troppo, le prime. Perché quindi l'ho letto tutto, direte voi? Semplicemente perché funzionava da subito, bella storia, scrittura pulita ed efficace, una voce originale, ma era lento. Tolte le prime quaranta pagine, invece, si reggeva in piedi perfettamente (regola numero 1: se togli qualcosa dal tuo romanzo e il tuo romanzo fila lo stesso, allora quel qualcosa è di troppo).
Alcune case editrici richiedono solo i primi capitoli, altre invece una selezione. Eppure, nonostante l'evidenza:
Giuseppe Bettoliere L'ultimo toreno ha dimostrato che il sistema non funziona. Che non si può giudicare un romanzo dal solo incipit, spesso è fuorviante, se c'è il capolavoro difficilmente viene compreso e sfugge. E' una trovata commerciale che lascia il tempo che trova — presso Roma, Italia.
Se c'è il capolavoro. Sicuramente sfugge, le prime venti pagine possono essere orribili, il capolavoro è un apostrofo tra le parole "twist" e "Shamalyan".




VI. Troppi scrittori esordienti sono vittime della cattiva tastiera
Ovvero:
... Non parliamo di chi confonde la scrittura/letteratura (per capirci) con la scrittura/digitazione... e tutte le menate conseguenti che "è" maiuscola non si digita con l'apostrofo (sarà l'unica regola di grammatica che conoscono, visto con quale enfasi lo dicono?)... Forse un giorno scoprirò anch'io come si fa... per ora il mio notebook si rifiuta nonostante i vari suggerimenti trovati sul web... L'alibi che uno scrittore debba essere anche un buon dattilografo è stato un pessimo pretesto per i reader-killer
Sul serio? In un concorso di scrittura deve essere accettabile una sistematica "e" con l'apostrofo anziché l'accento perché non ce l'ha sulla tastiera? Beh, certo. Non trattasi neanche di refuso, ma di una consuetudine. Può essere faticoso, ma in caso si fa copia incolla o si sostituiscono tutte in un colpo solo con programmi come Notepad++. Non si presenta un testo con un errore, perché di errore si tratta checché chi l'ha detto ne pensi, per poi dare la colpa alla tastiera.
Questo mi riporta alla mente quella puntata di The Big Bang Theory in cui Raj dice di aver scritto male una frase per colpa del T9. Una scusa che non regge, mi dispiace: ci si aspetta un testo scritto con lingua e grammatica italiana, non certo a piacere. E passi una volta, ma immaginatevi tutto il testo scritto così: e'.
Se la tastiera è straniera, forse si dovrebbe considerare l'idea di iniziare a scrivere in un'altra lingua. Togliamo la grammatica. Togliamo la sinossi. Togliamo la trama perché in un incipit non si può capire, secondo loro. Cosa rimane da commentare? Immagino il font e la spaziatura.
Esaltante.


VII. Alcuni scrittori esordienti hanno visto troppo "Mistero"
Le teorie del complotto vanno da estremi come sostenere che Elvis sia ancora vivo al fatto che la nostra società sia manovrata sin dall'inizio della razza umana da specie aliene. La fantascienza ha sempre trovato terreno fertile da cui attingere per le proprie storie, le lobby sono sempre sotto accusa e un concorso letterario non fa mai eccezione.
Così come sorgono puntualmente dubbi sul Premio Strega, non poteva mancare chi sostiene che anche il torneo sia manovrato da fili invisibili di burattinai infiltrati tra la "gente comune", che tutto sia già deciso e che questa girandola sia solamente per fare pubblicità al gruppo GEMS.
Io invece francamente mi chiedo chi glielo faccia fare.
Questo per me è il primo anno, ma la quantità di pazienza che si deve avere leggendo certe uscite non solo sul blog, in cui davvero alcune persone perdono quella poca lucidità che hanno per sparare insulti a destra e a manca forti dell'anonimato, e sulla pagina facebook, in cui comunque non ci si fa remore nonostante ci siano nome e cognome, è davvero notevole.
Quindi arrivano cose come:
Roberto Calcagnile Il torneo mantiene le promesse: una valanga di scrittorucoli arrivisti che tagliano le gambe per arrivare in finale...Complimenti!!!
@ Re degli Sfigati - # 360 - A che diavolo serve il ripescaggio? Stefano è stato esaustivo. Dovrebbe finire a firmare un contratto a zero euro per 5 anni per voi teste di minchia che mettete solo la fascetta elogiativa - tra l'altro virtuale - di 'Ioscrittore'? Poi non mi veniate a dire che il vostro concorso non sia una ciofeca. Devo caricare il mio prossimo romanzo per aspettare il novembre 2015? Ma andate a fare in culo con tutta la felicità possibile caro Re. Non darò la liberatoria a fini cinematografici sotto gli 80.000 euro. Sono esordiente, non coglione. Vaffanculo di nuovo, a domani.
Carissimi, ho perso la prima fase, ma mi sono divertito nel leggere alcuni commenti sul mio lavoro, nei quali mi sono state attribuite intenzioni di scrittura che neppure sognavo di avere. Condivido quanto affermato da alcuni altri "perdenti" sulla poca onestà di tanti commentatori, cui aggiungerei la scarsa capacità critica, e, con tutta sincerità, un pizzico di gelosia. I lettori colti mi hanno dato la media dell'otto, gli altri quella del cinque e mezzo. I primi li ho riconosciuti dal loro modo di scrivere, ma anche di leggere e commentare. Mi ritengo molto gratificato.
Salvo poi notare queste scene:
per alex83 (commento 456) il 4.65 te l'ho dato io. a malincuore perché non mi trovo sempre in imbarazzo a giudicare gli altri. nel tuo incipit c'è del buono e sono certa che il resto è anche meglio. sono a tua disposizione per puppyeyes: l'8 ci sta tutto. se hai piacere (perchè io ce l'ho questo è evidente) leggerei anche il resto.
Oddio. Questo significa che questo lettore, o lettrice, lo ha fatto con consapevolezza e non per penalizzare qualcun altro? Va detto che Alex83 è uno di quegli utenti abbastanza maturi da non averne fatto un caso di stato.
Troppo semplice in ogni caso, c'è sicuramente una spiegazione più contorta e non realistica dietro. Un po' come quando Bossari va in sudamerica a vedere un teschio deforme, gli esperti dicono che sia a causa delle pratiche dei popoli precolombiani che agivano sui crani dei bambini per allungarli. Eppure no, perché l'ufologo dice che per lui rimane un alieno! Allora il mistero continua...
Per esempio il mistero è come abbia fatto qualcuno che scrive in questo modo a ottenere un 10:
Cari compagni di viaggio...eccoci qui..vincitori e vinti.. ma qualcosa non mi convince!!! Leggendo i vostri interventi vedo che già 15 e forse qualcuno di più ha letto gli stessi incipit che andranno in finale...se la matematica non è un opinione...qualcosa non torna!!! Ma se per caso si sono letti più di 15 incipit per alcuni romanzi...allora..Mi sorge un dubbio ...un dubbio amletico...in questa ventosa notte!!! Le regole del concorso in questione non hanno funzionato per molti aspetti...per esempio ... a chi ha dato 2 come voto...dico..ma và a ....!!! Io, nei 15 incipit che ho letto con piacere non ho dato mai un voto più basso di 5, 36...anche perchè credo che tutti, se abbiamo partecipato avevamo la motivazione e i numeri per farlo....anche e soprattutto dal punto di vista narrativo..per cui...ci sono stati comportamenti scorretti che è giusto denunciare...Comunque grazie a chi mi ha dato 10...6,36...5,75...and so on...farrò tesoro di ogni consiglio perchè, per quanto mi riguarda, a parte quel "figlio o figlia di ...." che mi ha dato 2...tutti sono stati corretti, precisi e puntuali nel segnalarmi pregi o cadute. Si tratta di un'iniziativa letteraria pregevole che però va' rivista nel meccanismo della lettura, della correzione e della valutazione...Buonanotte a tutti...e dolci sogni di gloria alle nostre amate parole...Mi sono divertita a leggere i miei compagni di viaggio....spero sia stato così per chi mi ha letta...un abbraccio a chi scrive con passione in un Paese dove c'è solo voglia di apparire anche attraverso i pensieri e le parole...
D'accordo, bambola. Magari qualcuno scrive meravigliosamente mentre compone un'opera e dimentica totalmente come si usi la punteggiatura quando scrive nei blog... non lo trovo troppo rassicurante né probabile, ma non è impossibile. Il pensiero finale mi è totalmente oscuro, ma perché non impegnarsi a rispettare dei canoni anche al di fuori del proprio lavoro?
Su alcuni forum di scrittura mettere due punti esclamativi significa beccarsi un richiamo dai moderatori.
Viene da chiedersi quali generi di circoli frequentino questi aspiranti scrittori, per avere delle abitudini tanto bizzarre.




VIII. Agli scrittori esordienti piace la lex talionis
«Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all'altro: 20 frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatta all'altro.» (Levitico 24, 19-20)
Leggendo i commenti di coloro che sono stati esclusi dal concorso spesso ricorre la tematica del non giudicare troppo duramente la grammatica. E non perdonare refusi,che capitano a tutti, ma proprio non conteggiarla come errore per "incoraggiamento".  Probabilmente c'è bisogno di incoraggiare l'ignoranza che tutti noi, in minima o larga parte, possediamo anziché tentare di correggerla. Il messaggio finale è: tutti devono poter essere scrittori (sottinteso: anche io).
Un atteggiamento di comodo per il proprio tornaconto personale, ignorando completamente il fatto che almeno la lingua in cui si scrive la si debba sapere. Curioso come la posizione si ribalti nel momento in cui c'è bisogno di fare le pulci ai giudizi ricevuti: la grammatica diventa subito importantissima!
Un commento espresso in un italiano stentato non è valido, ma un testo presentato a un concorso invece sì. Per non parlare del fatto che se tutto questo viene fatto davvero solo per ripicca, allora la mentalità media dello scrittore esordiente si aggira sulla media dei dodici anni dello "specchio riflesso".
Dedicato ad alcuni 'critici letterari' in erba (almeno l'avessero usata!: "...Prima leva la trave dal tuo occhio, poi togli la pagliuzza dall'occhio altrui". Grazie comunque a tutti. Nick Wozack - Gli eredi di Al-Atrash
Roberto Calcagnile ahahah fantastico, uno mi accusa di fare errori di ortografia e nel commento mette la maiuscola dopo la virgola, ma fatevi furbi...
Dunque la grammatica è importante o no? La punteggiatura conta?
Se non conta, allora perché pretendere che gli altri guardino i nostri contenuti mentre quelli degli altri risultano invalidati da un minuscolo fuori posto?
Ho vissuto per anni tra le compagini dei giocatori di ruolo e so quanta acredine e quanta poca obiettività, quanti giochetti e quanta competizione possano nascondersi dietro (o dentro) le persone, ma ritengo che qui si esageri.
Se ritengo che qualcuno abbia detto una falsità perché dovrei sentirmene piccata? Se invece mi ferisce forse, in qualche modo, va a colpire un punto debole o che io ritengo tale.
Appurato che nessuno di noi per ora è Umberto Eco l'umiltà dovrebbe essere biunivoca, non solo da una parte o dall'altra.




Il Parere del Dottore


Salve. Durante una pausa dalla lettura gamberesca, la mia vena masochista mi ha portato a leggere i commenti degli esordienti che hanno partecipato al concorso di IoScrittore (del resto sono pazzo, ricordate?). Le mie braccia, già cedevoli a causa delle fatine, sono definitivamente rovinate al suolo. La successiva dose di adrenalina ho dovuto assumerla gettandomi di peso sull'iniettore. O forse sono solo svenuto.
La mia dolce metà meccanica, grazie alle sue capacità di multitasking estremo, ha provveduto a ricucirmi gli arti, ormai abituati a tale processo, proprio mentre stava scrivendo questo post.
Al contrario di lei, io non sono uno scrittore. Non frequentavo gli ambienti di produzione e critica letterarie prima che lei mi introducesse in questo mondo variopinto e triste al tempo stesso. Tuttavia, amo leggere; e quel che ormai vedo da mesi di immersione nella rete guidato dalla saggia mano della mia creazione mi sta portando a fare delle gravi considerazioni riguardo questa passione.

Sono tuttora fermamente convinto che l'ignoranza non sia una benedizione. Venire a conoscenza di questi retroscena e di queste mentalità mi è certamente stato utile per capire meglio i meccanismi che si celano dietro il prodotto finito che acquisto in libreria. Eppure non riesco a trattenere amare risate ed esclamazioni basite ogni volta che si va ancora a grattare il fondo del barile, come nei vari commenti citati più in alto. Senza esaminarli nuovamente, quel che mi colpisce è la totale assenza di auto-consapevolezza. In un ambiente dove tutti affermano di essere appassionati di letteratura, ma soprattutto in un diamine di concorso, per Giove, credevo di trovare partecipanti che avessero aderito con una mentalità critica verso se stessi e la propria opera. Invece, ecco autori, se così li si vuole definire, con patetiche tirate su quanto il concorso sia una farsa, sulla malafede degli altri concorrenti e su quanto il mondo (editoriale?) non comprenda il loro genio.

Sarò troppo rimasto chiuso nel mio maniero, ma non mi aspettavo simili uscite. Quali aspettative avevano tali persone quando si sono iscritte? Quando si sottopone qualsiasi cosa a un pubblico, da uno scritto a una pietanza, ci si devono aspettare delle critiche, si deve ardentemente sperare di riceverne. Perché è quello il motivo per cui ci si mette in gioco: la risposta del pubblico che ci si è scelti. Indipendentemente dalle altre ragioni, più o meno valide, questo punto rimane sempre. Le persone che affermano di scrivere per se stesse, beh, mentono, in maniera consapevole o meno; chi scrive per se stesso è il redattore di un diario personale, non un blogger-sparacommenti che ha spedito il proprio manoscritto ad almeno un paio di CE.
Un mi piace su Facebook non è un giudizio, né una risposta. È, mi spiace dirlo, inutile. Quindi, per cortesia, basta con questa storia che un'opera può solo piacere o non piacere, state sprecando il nostro e il vostro tempo. Mettere della limatura di piombo nell'insalata non è questione di “piacere o non piacere”, è questione di “mi stai uccidendo”. La stessa identica frase che mormoro carico di sconforto quando leggo queste opere “scritte per emozionare”. Se volete fare letteratura, cercate prima di capire le implicazioni di questa affermazione e poi prendete la penna in mano. Volete abbattere regole e tradizioni? Liberissimi, ma prima andatevele a cercare, vedete di capire qual è il modello dal quale vi volete distinguere. Si dovrebbe sempre avere consapevolezza di quel che si sta facendo.

Una consapevolezza coltivata dal raffronto sincero con gli altri, privo di quelle formule di vuoto auto-compiacimento, della pacca sulla spalla. L'unico difetto che ferisce è quello che non viene fatto notare, perché rimane lì a guastare il risultato finale. È deprimente vedere la parola impegno usata come impenetrabile scudo da chiunque, dal cantante allo scrittore. L'impegno è quello che approda da qualche parte. Posso passare ore e ore a scrivere cialtronate: quello non è impegno, è tempo perso. Specie se mi ostino a non riconoscerle come tali, bloccando la mia crescita, unica speranza. Tutti possono migliorare, si deve solo avere la volontà di farlo, senza tapparsi le orecchie con gli indici e chiudendo gli occhi.
E no, non bisogna essere dei critici di fama internazionale per poter dire la propria su qualcosa. Non serve chiamarsi Gordon Ramsay per capire che c'è oggettivamente troppo sale nella zuppa. Ricevere dei giudizi da parte di uno scrittore o di un editore è un valore aggiunto poiché suggerisce abbastanza chiaramente come rimediare al proprio errore, ma chiunque è in grado di accorgersi di quel che non va e di farlo notare. È vero che, specialmente in Italia, le opinioni si smerciano al quintale e che ognuno è libero di ignorarle; ma è altrettanto vero che quelle persone che le esprimono sono libere di lasciare il vostro libro sullo scaffale. Non servono qualifiche: quello è il vostro pubblico o i vostri acquirenti, se proprio vogliamo buttarla sul piano economico. Ci sarebbe da farsi un bell'esamino di coscienza, invece di sprecare energie a scrivere risposte rabbiose. Anche perché, detta brutalmente, al mondo non interessa che siate stati bistrattati, a torto o a ragione. E, leggendo i post sopra, sono molto propenso alla seconda possibilità.

Potete considerare queste riflessioni come una serie di rant di un semplice passante interessato che getta un occhio fra gli addetti ai lavori. Un bel circo, non c'è che dire. Spero solo prima o poi si rendano conto di quanto siano sterili e patetiche certe affermazioni. Non c'è davvero un briciolo di dignità. Vi saluto. Vado nella mia capsula criogenica (a vapore, ovviamente). Dirò alla mia metà meccanica di scongelarmi dopo che sarà stata pronunciata per l'ultima volta la frase “tu non sai chi sono io!”. Lei resiste al tempo e soprattutto, i ceffoni delle sue braccia metalliche sono più efficaci del mio sdegno per eradicare questa pratica.

Sigla.


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