Black or White

I Am Tired Of This Devil, I Am Tired Of This Stuff, I Am Tired Of This Business

Via Crucis in Arret - Parte I

Negli ultimi giorni mi sono ritrovata, come mio solito, a girovagare sulla rete nel mondo degli autopubblicati. Non che io punti a quel preciso traguardo, ma frequentando forum di scrittura è impossibile non incapparci. E così, partendo dal blogtour de Il Giardino degli Aranci, ho notato che una delle prime tappe era ospitata da una vecchia conoscenza.
Iniziamo con spiegare che cosa sia un blogtour: all'uscita, o a ridosso dell'uscita, di un libro che non abbia una capillare distribuzione sul territorio e quindi pubblicato con una casa editrice medio-piccola, uno dei modi ritenuti più efficaci da autori ed editori è quello di contattare una decina di blog che ospitino in un post dedicato citazioni, anteprime, approfondimento dei personaggi. E promozione, ovviamente, promozione a spron battuto.
Come funziona questo mondo?

Personalmente ritengo sia il più classico di do ut des: se oggi io lo faccio, qualcuno un giorno lo farà per me. Per ora ho visto in particolare questa tendenza diffusa soprattutto nell'ambito dei libri di genere paranormal romance e similari, i siti e le commentatrici sempre le stesse. Del resto, inutile girarci intorno, il genere romance finisce spesso per essere lo stesso carburante di fantasie personali che già sono le fan-fiction.
Le lettrici sono sempre le stesse, che poi diventano scrittrici e il giro ricomincia, allargandosi. Questo è il motivo, ritengo, per cui ormai l'80% del catalogo della Mondadori sia occupato da romance in tutte le declinazioni, senza bisogno di citare la sempiterna collana Harmony.

Il genere è più che sdoganato: non è una questione di Twilight. Angeli, demoni, streghe e inquisitori, vampiri, licantropi, tutto fa brodo. Non sono una bacchettona: a chi interessa questo genere di cose se le legga. Io leggo, da parte mia, quasi tutto quello che esce di genere high fantasy e prendo la mia valanga di orrori a mia volta.
Tornando all'origine, la prima tappa del blogtour de "Il giardino degli aranci", romanzo distopico di Ilaria Pasqua, è ospitato dal blog di Terre di Arret. Un nome che mi ha accesso una lampadina. Come si potrebbe mai dimenticare l'espediente ridicolo di invertire la parola "terra"?
Ma, soprattutto, perché razzolare nello scomodo mondo del paranormal romance se a me non piace? Perché c'è la fregatura.
Le CRONACHE DALLE TERRE DI ARRET è una Saga Fantasy nata il 15 febbraio 2015. Il genere è Epic Fantasy ma un terzo del primo libro è anche Romance. Anche se sarebbe meglio definirlo Dark Romance.
I fatti narrati si svolgono nelle Terre di Arret. Un mondo di fantasia in un tempo cronologico diverso da quello a cui siamo abituati.
Al di là del fatto che sia il primo romanzo che viene dal futuro, come vedete solo un terzo del primo libro, a detta dell'autrice, è di genere romance. Anzi, dark romance.
I generi citati sono: Epic Fantasy, Sword & Sorcery, Dark Romance. Epic Fantasy? Citando il vate Farenz, sì cazzo!
Tuttavia, come in un tremendo gioco di specchi anticipato da quel nome rovesciato come nella peggior, superficiale tradizione satanista, anche questa è solo una rete lanciata per pescarmi e costringermi all'asfissia. E ora, nell'abisso con me ci guardate anche voi.

D'accordo, qualche sirena qui avrebbe dovuto suonare.
Iniziamo dal primo libro della saga "componibile": Bianco e Nero Parte I – Il potere dei draghi.
Il motivo per cui ne avevo sentito parlare è che la blogger Topolina Marta, per me di manica ultra-larga e forse del tutto lacera, l'aveva recensito qui.
Ho scritto “in apparenza”, però, perché a dispetto delle premesse questo libro sarà in grado di riservarci davvero molte sorprese.Prendiamo, ad esempio, i due reami protagonisti: il bianco e il nero, rispettivamente della principessa Serenia e del principe Gilbert.Be’, facile, starete pensando. Quello bianco è il regno dei buoni, mentre il nero è quello dei kattivi… Ed è qui che casca l’asino, perché in realtà non è affatto così.È dunque una cosa tipo yin e yang, in cui ciascuna delle due parti è un po’ bianca e un po’ nera? Fuochino, stavolta, ma anche qui non è tutto oro ciò che luccica: nulla va dato per scontato, in sostanza.
Oh...! Wow!
Nulla è come sembra: gli angeli buono cattivi, i demoni buoni, il bianco non è bene e il nero non è male. Certo, decisamente uno sviluppo originalissimo, no? Non si è mai sentito niente del genere prima.
Questo è uno dei motivi per cui ho smesso di seguire il blog citato, dato che non capisco se a volte la redattrice mi stia prendendo in giro o creda veramente a quello che dice. In entrambi i casi, la mia stima personale verso di lei non ne poteva uscire molto bene.
Abbandoniamo quindi la recensione e torniamo invece sul sito.
E se il principe non fosse azzurro? Ma nero come la notte? 
A questa domanda si troverà a dover rispondere Serenia, giovane principessa delle Terre di Arret. 
In un mondo che è fuori dal tempo conosciuto … In un mondo che è fuori dallo spazio conosciuto … 
Arret è una terra dove la magia è scomparsa da venti lunghi anni, e con essa anche i draghi. Nessuno lo ricorda, ad eccezione di poche persone particolarmente dotate, che hanno tentato di celare tutti gli indizi e tutti i riferimenti.La principessa Serenia vive una vita abbastanza tranquilla, finché sarà costretta a fare i conti con il ruolo che ricopre. Gilbert il principe nero, bello e tenebroso, sceglierà proprio lei come sua sposa, nonostante lei tenti di evitare il matrimonio a tutti i costi. 
Ma la loro unione non sarà certo di miele. E’ chiaro alla ragazza che suo marito nasconde un terribile segreto, ma impiegherà diverso tempo per scoprire di cosa si tratta.Fin quando, ad un certo punto, si libereranno i poteri dei draghi rimasti assopiti…Da quel momento la scena cambia completamente. Serenia sarà costretta a vagare per le Terre di Arret per trovare il suo vero io.La magia si insinuerà nel mondo pian piano, fino a dirompere con grande forza.Le Terre di Arret si apriranno davanti agli occhi dei lettori, che lo vedranno attraverso gli occhi della protagonista, tra duelli di spada e magia, folli cavalcate e anche un pizzico di ironia.Note di colore vengono pennellate qua e là per le pagine, e la musica è la vera protagonista di alcune scene significative. 
Una curiosità: pur essendo un racconto ambientato in un mondo fantastico, vengono nominati elementi reali e personaggi realmente esistiti, come Beethoven, i fratelli Grimm, il Bernini e altri.
Non è esattamente l'emblema dell'originalità, ma who cares? Neanche le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco brillano per originalità, eppure... quindi, diamo per buono che la trama sia scontata ma che sia scritto molto bene e possa risultare coinvolgente anche per chi non legge abitualmente romance.
Ma l'ultima postilla? Topolina Marta ne parla così:
Non nascondo di avere molta curiosità riguardo a un altro aspetto: nel libro compaiono non solo diversi riferimenti al mondo reale, ma anche una serie di nomi di personaggi appartenuti alla storia del nostro mondo. I valzer di Strauss, le storie dei fratelli Grimm e le sculture del Bernini, solo per citare alcuni esempi. 
Se l’autrice non ne avesse parlato nell’introduzione e successivamente nell’appendice, di sicuro avrei storto il naso, quando li avessi incontrati: trattandosi di un mondo immaginario, dovrebbe avere una storia a sé che scorre parallela alla nostra senza incontrarla mai… ma, a lettura ultimata, siamo veramente sicuri che il mondo di Arret non abbia niente a che fare col nostro? Basta leggere “Arret” al contrario per capire che, con ogni probabilità, non è così, però dovremo aspettare la seconda parte della saga per scoprire di cosa si tratta, ovvero quali possono essere gli elementi comuni.
Davvero? Dobbiamo aspettare la seconda parte (ormai uscita) per capire che probabilmente siamo in un'epoca futura (che twist deliziosamente originale) o in qualche mondo riflesso del nostro? Andiamo avanti, però. Basta questo per rendere un libro illeggibile? No, non basta.
Dobbiamo scavare più a fondo, dobbiamo soffrire.
Ed ecco quindi un'anteprima del duello tra i due protagonisti, Serenia e Gilbert, perché dovete sapere che quasi tutte le donne di questo libro sanno tirar di spada.
Dolorosa immagine introduttiva. Qui.
[...] Si fermarono infine di fronte ad un portone a due ante. 
<<Credo che tu non conosca la nostra sala d’armi>> ipotizzò Gilbert aprendolo. Serenia scosse il capo e trasse un nuovo profondo respiro.
Il salone che si presentò davanti a loro era immenso, secondo solo alla sala da ballo. Ovunque armature, armi e vetrine piene di oggetti facevano bella mostra come in un museo.
Serenia esterrefatta, si dimenticò dei suoi tormenti interiori e si mise a girare incuriosita tra l’esposizione.
Fu attratta da una serie di sciabole con l’elsa d’argento, esposte al muro come quadri, poi osservò rapita uno scudo con impresso un serpente rosso e un’armatura dorata con un rinforzo sferico sui genitali. A fianco ve n’era un’altra dotata di un copricapo rotondo e di stivali lucenti, poco distante uno spadone con incisi degli interessanti simboli sulla lama aveva una vetrina dedicata solo a lui.
Serenia si girò verso Gilbert per chiedere spiegazioni su quei simboli e …
si ritrovò una lama puntata al collo.
Indietreggiò incerta di qualche passò fino ad appoggiarsi ad un muro. Gilbert spinse di più la lama contro lei costringendola ad alzare il mento. Ancora pochi millimetri e sarebbe fuoriuscito del sangue.
<<Hai paura?>> domandò lui tagliente.
Lei si concentrò sulla distanza che intercorreva tra lei e Gilbert, sulla posizione dei loro corpi, sulla fila di sciabole argentate che aveva visto poco prima, disposte sul muro alla sua sinistra.
Inspirò aria dal naso lentamente e percepì ancor più la punta della lama, poi liberò l’aria e assestò un calcio basso a Gilbert. Colpì troppo in alto ma fu sufficiente, lui si posò una mano sull’inguine, separando quanto bastava la lama da lei.
Serenia pregò che le sciabole non fossero bloccate mentre ne estraeva con rapidità una dalla sua collocazione. La lama rispose e contrastò quella di Gilbert occupando una posizione di primo piano.
<<No, stavolta non ho paura>> esclamò la fanciulla.
Gilbert si fece più attento aprendo di più gli occhi, fece compiere alla sua spada una rotazione, per invertire il ruolo di comando. Serenia fece immediatamente lo stesso movimento, ma non lo completò. Riuscì a liberare la lama prima di lui e saltò su una teca bassa.
Posizionò il piede destro su una linea retta immaginaria e il piede sinistro indietro leggermente spostato, piegò le gambe e pose il braccio con la lama dritto davanti  a lei.
<<In guardia>> ordinò.
Gilbert sorrise, e i suoi occhi si illuminarono e insieme a loro anche il cuore di Serenia.
Il principe salì su una teca di fronte a quella di sua moglie, i tacchetti dei suoi stivali fecero vibrare il vetro. Si posizionò anche lui in guardia, le punte delle due armi quasi si toccavano, gli sguardi dei due amanti erano uno puntato negli occhi dell’altra.
Passò un lungo istante.
Gilbert fece un passo in avanti e fece sfregare la sua lama contro quella di Serenia. Il rumore stridente che produssero i metalli percorse l’intera spina dorsale della principessa.
I due si studiarono ancora un po’, come cani da punta che aspettano di far alzare la preda, poi all'improvviso attaccarono, all'unisono. Le loro lame si incrociarono e produssero scintille.
Il metallo iniziò a tintinnare senza tregua. Serenia saltò giù dalla teca, roteò e Gilbert schivò, poi lui menando un fendente saltò dalla teca, Serenia si inginocchiò e parò, i polsi e i muscoli delle sue braccia vibrarono tendendosi.
<<Lasciami indovinare>> chiese Gilbert mentre parava un colpo destro, altre scintille volarono via <<tu non sai ricamare>>. Sferrò a sua volta un attacco laterale, Serenia parò e riuscì ad allontanarsi.
La ragazza approfittò dell’attimo di tregua per riposizionarsi in guardia. La spada tenuta con due mani, dietro la spalla, guardando Gilbert dalla finestra formata dal suo braccio.
<<Hai ragione, non lo so fare>> rispose.
Gilbert cercò di colpirla in basso, Serenia saltò ma il suo vestito non la seguì e si lacerò.
<<Le spade non sono adatte alle principessa>> le disse Gilbert colpendo ancora.
<<Io non sono una principessa come le altre>> rispose lei parando. Liberò la sua spada e si lanciò all'attacco contro Gilbert con una serie di colpi, ginocchia piegate, presa salda <<questi vestiti non sono adatti a me, non la spada>>, si alzò la gonna strappata e lanciò un affondo verso Gilbert che lui parò per un pelo.
Le due lame si incrociarono di nuovo e stavolta i visi dei due duellanti si trovarono vicini, uno di fronte l’altro.
<<Perché ti stupisci tanto?>> gli chiese Serenia <<anche Sydia è un’ottima schermitrice>>.
Gilbert, con gran forza, allontanò Serenia liberando la sua spada. Lei barcollò, allargò le gambe e ristabilì l’equilibrio.
<<Ma questa non è scherma tesoro>> rispose tendendo la lama di fronte a sé <<tu duelli come un guerriero>>.
<<E infatti un guerriero è stato il mio maestro>> rispose Serenia riprendendo la posizione di guardia.
Ma Gilbert si spostò veloce e rovesciò tra di loro un’armatura che produsse un gran fracasso. Serenia perse l’equilibrio e cadde tra due teche basse, provando una fitta di dolore al braccio destro.
Gilbert approfittò del momento, saltò l’armatura in terra e le puntò la lama al collo.
<<Touché!>> esclamò soddisfatto. Poi  gettò a terra la spada. Anche Serenia  lasciò andare la sua sciabola, provò ad alzarsi ma rimase a terra perché il corpo di Gilbert la sovrastò.
Lui si adagiò su di lei, avvicinò il viso al suo sussurrandole <<devo ammetterlo. Sei riuscita a stupirmi>>.
Serenia avrebbe voluto ribattere qualcosa di ironico, ma non riuscì a dir nulla, troppo concentrata a percepire il caldo respiro di Gilbert confondersi con il suo.
<<Scatenata cavallerizza ed esperta spadaccina. Hai qualche altra specialità nascosta?>> le domandò il principe.
<<Si … ma …>> rispose lei in apnea, il cuore sembrava volere uscire dal petto.
<<Non serve che me lo dici …>> continuò lui avvicinandosi ancora di più, Serenia rabbrividì di piacere nel sentire il suo labbro superiore sfiorato appena da quello di Gilbert.
<<… lo scoprirò da solo>>.
E la baciò.

Serenia la spadaccina come la vede l'autrice
In quale modo assestando "un calcio basso a Gilbert" con una lama poggiata contro il collo non si è sgozzata da sola? È una spada di cartone quella di Gilbert? Non mi risulta essere un'arma da allenamento, se è così, non è scritto. E non vedo perché una dovrebbe aver paura di una spada di legno, quindi possiamo presumere che fosse un'arma vera e propria. Magari smussata, altra cosa non scritta in ogni caso, ma pur sempre un'arma.
Serenia prega che le sciabole non siano bloccate mentre ne estrae una? Perché diavolo si fa una domanda del genere se la sta già estraendo? Ha la velocità mentale di Psyduck?

Serenia la spadaccina come la vediamo noi
La scena in cui i due si fronteggiano in piedi su teche di vetro credo sia meglio non commentarla. Dovete sapere che l'autrice (quando mai non succede?) è appassionata di manga. Pertanto, il combattimento ha la stessa verosimiglianza bellica che potrebbe averne uno di Lady Oscar.
I commenti potrebbero sprecarsi sul resto, le sottolineature non sono abbastanza ma ho dovuto tenere a freno le dita. Vorrei solo far notare la terminologia tecnica della "protezione sferica sui genitali" e del "copricapo rotondo" (che spero siano conchiglia ed elmo, rispettivamente).
Infine, mi rifiuto di pensare che qualcuno possa davvero farsi piacere un libro in cui le lame emettono scintille.
Tutto questo dimostra che non basta mostrare, bisogna anche essere in grado di non mostrare stronzate.

D'accordo. P. Marina Pieroni non è un genio come scrittrice e si affida alla visione dei manga dell'infanzia per descrivere i combattimenti. Tuttavia, è in possesso di notevoli capacità di marketing:


Eh?
Facoltativo, per aumentare le proprie possibilità di vittoria, c'è anche la possibilità di indicare il dreamcast. Che emozione vedere i possibili volti dei propri personaggi. Già vi dico che due di loro sono proprio azzeccatissimi!!!!
Vediamolo questo dreamcast. Ha quel piacevole retrogusto di Kill Me Softly che mi induce ricordi gioiosi di un passato non troppo remoto, Giulio Berruti come sempre fa la parte del leone.
Gli intrecci nuziali tra i personaggi, tra l'altro, sono notevoli.
Per chi non ne avesse avuto abbastanza, tra il primo e il secondo c'è lo spin-off Gilbert, dedicato al nostro amato principe nero. Una riscrittura de "I draghi del potere" da suo punto di vista. Dove ho già sentito questa storia? Ah sì. Qui.
Doveva essere pubblicato un libro complementare a Twilight, Midnight Sun, in cui sarebbe stata raccontata la storia dal punto di vista di Edward; tuttavia, il libro, ancora in fase di scrittura, è stato pubblicato sulla rete senza il consenso dell'autrice, per cui Stephenie Meyer ha temporaneamente deciso di non continuarne la scrittura e di pubblicare sul proprio sito solo il lavoro fino ad allora eseguito.
L'8 giugno 2010 la Meyer ha pubblicato un breve romanzo su di un personaggio minore di Eclipse, la vampira neonata Bree. Il volume è intitolato La breve seconda vita di Bree Tanner.

A difesa dell'autrice, è una pratica che si è ormai diffusa a macchia d'olio in tutto il genere romance, perciò non mi sorprende. Anche perché lei ci tiene a far sapere che non c'è la benché minima ispirazione a Twilight, in un articolo dedicato, gemma imperdibile della miniera di Arret.
In molti hanno tentanto di trovare nessi e scopiazzature in Bianco e Nero... dall'ispirazione al Trono di Spade, per via dei draghi... ehi, ma quanti libri ci sono a riguardo?A 50 sfumature di grigio per via del carattere violento di Gilbert. Ma, a parte il fatto che lui è un demone e non il Principe di Biancaneve, soprattutto per chi ha letto Gilbert saprà che le sue motivazioni sono di tutt'altra natura.
Hanno anche associato Bianco e Nero a Twilight perché... udite udite... lui suona il pianoforte. Ebbene, caro Beethoven, visto che Edward è stato il primo a suonare quello strumento fattene una ragione: il tuo era un clavicembralo! (Caro Paganini, se un giorno un vampiro luccicante suonerà il violino sarai spacciato anche tu!!)
In effetti, il fatto che la magia sia ritenuta inesistente e che l'arrivo dei draghi la risvegli non ricorda affatto Martin. Così come il resto non ricorda assolutamente Twilight. Non perché suoni il piano (il paragone con Beethoven non c'entra ovviamente niente di niente), ma del resto lui non è un vampiro.
Il lui 'cattivone' e i toni dark e adulti della storia sono nati, ovviamente, più tardi. Ma non dai vampiri moderni, ma dal vampiro classico. Dracula in persona, il libro e il film. 
Ma c'era qualcosa nel Gilbert vampiro che non mi piaceva. Non doveva essere morto, né freddo. Ma un uomo caldo, e vivo e vegeto. Ecco che è nata la figura del demone bevitore di sangue (i vampiri non sono né le prime né le uniche figure con quella particolare alimentazione) e le sue ali, inizialmente da pipistrello, sono state tramutate in quelle di un drago. 
Ecco qui... scioccati?

Scioccata non è il termine preciso che userei, ma comunque sì.
A parte che mi chiedo quanta differenza ci sia tra le ali di un pipistrello e quelle di un drago, a parte il fatto che ha senso che abbia ali da drago visto che...



... la domanda sorge spontanea. Dov'è l'epic fantasy? Si è nascosto bene?
Vi lascio con la peggiore citazione che io abbia mai letto:
Estratto: “Cosa c’è?” le chiese dolcemente.
Lei lo guardò con i suoi gustosi occhi di cioccolato. Le labbra inarcate tra il sorriso e l’incertezza.
“Principe, mi hai rubato l’anima con il cielo tempestoso dei tuoi occhi” rispose lei in un morbido sussurro.
Lui osservò il dito di lei avvicinarsi al suo viso, lo sentì scorrere leggero sulla propria guancia e raggiungere le proprie labbra “sei affascinante e pericoloso come un temporale estivo” continuò lei.
“Dici che sono pericoloso principessa?” disse lui afferrandole i polsi con fermezza “non puoi immaginarti quanto”.
Lo avete amato. Lo avete odiato. E se non lo conoscete non vi potrà lasciare indifferenti.
Il cilicio non basta.
Il flagello non è sufficiente.
Arret, invece, è troppo.

Sigla.



3 commenti:

  1. L'ultimo pezzo te lo sei inventato, dai!
    Mi rifiuto di credere che qualcuno concepisca una simile lordura.

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    1. Lys, mi piacerebbe tantissimo avere una simile fantasia e creatività artistica, unita alla leggiadria metaforica della signora Pieroni. E invece... forse è solo un incubo di lovecraftiana memoria. Non ci si smette mai di sperarci.

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  2. o.O Ora, a me i romance non piacciono. Ma non per partito preso, eh, me ne hanno pure rifilati un tot da leggere. Solo che sono tutti così assolutamente uguali, scontati, prevedibili, melensi, burrosi... Possibile che lei sia ribelle solo fintantoché non incontra lui? Possibile che si innamorano sempre senza motivo? Possibile che lei fa sempre la figura della cretina senza personalità? E, dannazione, possibile che ogni sacrosanta volta, le autrici spacciano per cose romantiche e coinvolgenti questi dialoghi diabetici e patetici (più patetici, che diabetici), che se un qualunque nostro fidanzato si azzardasse a intavolare, lo manderemmo al diavolo immediatamente?
    Mi rifiuto di credere che a qualsivoglia femmina di questa Terra... pardon, Arret, possa non venire la nausea a leggere dialoghi smielosi simili.
    V

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