It is well done

Sebbene sembra che io sia stata inghiottita da un buco nero, non è così.
Mi sono ributtata a capofitto su diversi progetti, in vari fronti, questo assorbe il mio tempo. Non so dire se il resto dei progetti sia più proficuo di uno dei tanti blog nel mare della rete, semplicemente richiedono molto più impegno di scrivere cose già dette meglio da altri.

Previously on this side of the Moon
Quest'anno sono successe molte cose, molte davvero spiacevoli, come la morte di Armenia. Una casa editrice storica che pubblicava il fantastico ci ha lasciato in cordoglio, non tanto perché mi interessassero Dragonlance e il fantasy tedesco (portato quest'anno al Lucca Comics dalla Nord nell'esimia figura di Markus Heitz), ma perché era una delle case editrici nate per sostenere il fantastico.
Solo chi non ama il genere avrebbe potuto gioire di un evento simile.
Quando un anno fa iniziai a valutare le case editrici a cui avrei potuto inviare il mio manoscritto ne selezionai tredici. Non perché volessi di proposito averne un numero esiguo, ma perché scelsi quelle che avessero un minimo di distribuzione nazionale, cercassero quantomeno di dare una copertina decente ai loro testi, facessero editing.

Quella lista si è ulteriormente assottigliata: Armenia è morta, Asengard sembra sulla buona via per seguirla. Sono sorti altri editori, come Gainsworth publishing, ma non sembrano godere di salute migliore. La casa editrice Nord, dopo il fallimento e l'acquisizione da parte del Gruppo Mauri Spagnol, ha avuto l'ovvia e tragica trasformazione che tutti ci aspettavamo: pubblica, accanto ai suoi cavalli di battaglia come Sapkwoski e appunto Heitz, roba come questa.


O questa.



Mi servirebbero due ovaie meccaniche immagino per apprezzare questo genere di letture, ma non ho intenzione di recarmi in un centro specializzato. Sto bene come sto.
Ho sempre ritenuto che lamentarsi dello stato in cui versano le case editrici sia come piangere sull'estinzione delle tartarughe delle Galapagos. Molti lo fanno, certo, molti vanno in giro abbigliati da uomo-sandwich con cartelli che recitano "The End is Near" davanti e dietro, ma anche questo non fa per me.
Che il fantasy non venda più in Italia come dieci anni fa è un dato di fatto.
Fu accolto da Licia Troisi con il suo Mondo Emerso, viene salutato da Licia Troisi con un ritorno al Mondo Emerso. Perché persino lei, colei che detiene la corona e il trono, persino la Regina del fantasy italiano ha dovuto chinare il capo.
Tutti nel 2014 sembrano essere costretti a farlo.

Ma per loro volontà, sia chiaro.
Nessuno li ha costretti.
Così come si verificano cambi editoriali piuttosto chiari, come la scelta dark degli angeli (sigh) di Licia Troisi o il già citato Gray di Francesco Falconi, arrivano anche delle epifanie inaspettate.
Dieci anni fa il fantasy non andava forte solo in libreria ma era anche uno dei pilastri della blogosfera. Blog come Gambery Fantasy vantava decine di commenti, visite, la (so called) Dea Gamberetta aveva stuoli di fans pronti a immolarsi. Poi, qualcosa, si è incrinato.
Un dio, senza i suoi fedeli, muore.
Il blog giace in stato di abbandono, ma non ci siamo persi la virata che tutta la sua scuola ha fatto; ricordo benissimo come anni fa denunciassero dall'Altare dei Giusti e dei Liberi il fatto che gli editori pubblicassero solo i loro amichetti, che l'unica via per essere pubblicati fosse avere la lingua lunga e pronta all'uso, che i veri scrittori, quelli bravi, non li pubblicano.

Poi arrivò il responso della rete ai suoi testi.
Nonostante i fedeli li idolatrarono esattamente come ci si aspetta, il riscontro non fu temo quello auspicato. Molti rimasero indifferenti, altri li criticarono. Io non riuscii a finire il suo fairypunk neanche forzandomi.
Gli interventi già sporadici cessarono quasi di colpo.
Il primo pilastro stava tremando.

The End of a Dinasty
E poi giunse quel momento, quel momento in cui arrivò il rantolo.
Gli amici, quelli meritevoli, meritano una sponsorizzazione dopotutto. Le questioni di principio caddero, la rivoluzione era finita, le ossa stanche, i tempi bui. Ma lei non fu l'unica: anche il suo più fedele seguace, il più agguerrito, contravvenne a uno dei comandamenti.
Dopo aver spalato fango per anni sulle case editrici che pubblicavano i loro amichetti, successe lo stesso. Ma un amico meritevole eh!
Nacque l'agenzia letteraria del Duca, nacque Vapoteppa. E venni il momento "di essere italiani". Qualcosa gorgogliò nel mio stomaco meccanico, ma non era fame. Era una lieve nausea.
Ho sempre odiato l'ipocrisia, quella che ti rende così cieco e orgoglioso da non ammettere che forse sbagliavi, che forse nella tua giovinezza preso dal furore riformatore non ti sei reso conto che stavi andando troppo oltre.
Io l'ho fatto.

Io mi rendo conto di essere andata spesso troppo oltre con gli autori in passato, ma non do la colpa a chi mi avrebbe "fomentata". Solo che sono cresciuta.
I discepoli crescono, gli dei avvizziscono e muoiono in un'era illuminata.
Iniziano a camminare con le loro gambe, non strisciano più adoranti.
E poi, un bel giorno...
Chiude una fase e ne inizia una nuova.
L’ottavo anno inizia nel pieno del primo anno di attività di Vaporteppa, nella nuova fase propositiva e positiva senza strascichi del passato di chi critica “perché tanto mica ci lavora lì”. Diciamoci bentrovati di nuovo, anche se la pausa tra le fasi è stata breve. Se Baionette Librarie fosse stato un partito avrei cambiato il logo e basta, come faceva la sinistra ai bei tempi: simbolo nuovo, stesse persone, stesse idee, rinnovamento compiuto, hip hip ayatollah. ^_^
La nuova fase è simile alla vecchia, ma proseguirà la transizione già iniziata da articoli negativi ad articoli positivi. Certe volte è divertente prendere in giro un testo per qualche motivo, perché è francamente troppo stupido o perché è scritto in un modo che fa piangere di dolore Hemingway abbracciato a Booth, ma è un divertimento che lascia il tempo che trova: me ne dedicavo pochissimo prima e, esclusi casi rari, intendo continuare a non occuparmene.
Anche i toni cambieranno. Prendere in giro i fessacchiotti dell’editoria (editori, autori e il mix di entrambi che sono gli autoeditori/selfpublisher) è divertente e tutto, ma se questo non porta a risultati concreti, non è utile. Visto che, in anni, nessuno ha imparato qualcosa, ridurrò un altro po’ questi attacchi e cercherò di concentrarmi sugli aspetti positivi o su ciò che di problematico li porta ad agire come sciocchi. Voglio aumentare l’importanza dei toni positivi, del dire cosa funziona, cosa va fatto, non solo cosa non funziona.
I miei post hanno sempre avuto, in generale, forti elementi positivi, alternati al divertimento degli sfottò su quelli negativi, ma il problema è che troppi toni negativi, se presentati in modo lamentoso, “spengono” l’ippocampo (che pare sia utile nel problem solving) di chi legge/ascolta: le lamentele rendono stupidi chi le fa e chi le ascolta, e il cervello così disattivato potrà farsi sfuggire gli elementi positivi e di riflessione posti subito dopo!
Non vi suona famigliare il concetto di “cretino lamentoso”? Intuitivamente sapevamo già che dietro un lamentoso è più facile vi sia un cretino e che passare ore e ore per anni davanti al dibattiti politici in televisione non ha migliorato il cervello degli italiani, ma da un paio di anni abbiamo un motivo in più per crederlo.
Baionette Librarie

Chi di voi, mano sul cuore, oserebbe mai dire che il Duca non fosse estremamente positivo quando parlava di coprofagia e minus habens?
Il fatto che avesse ragione o torto è altro discorso.
Quello che mi colpisce, invece, è presentare una spiegazione scientifica per un fenomeno che, malignamente, potrei spiegare con "un'agenzia e una casa editrice non vengono prese d'assalto quando hai insultato tutto l'insultabile".
Io non credo che il Duca sia l'Anticristo e quando stroncò il mio racconto per il suo concorso comunque ebbe delle parole positive per me, questo non lo nego. Non lo conosco come persona e non mi permetto di dire cosa sia o non so sia, ma so bene quali siano i toni e le teorie che i suoi sostenitori hanno sempre portato nel web.
Ma la ribellione non può essere eterna.

L'impegno che sta mettendo nella sua opera è evidente e un cambio di direzione, dalla dissacrazione alla ricostruzione non può che essere un'ottima idea.

Sì. Quello è un Big Daddy.

Così cade anche l'ultima carta di un castello che è durato un decennio.

Il genere fantasy esiste da due secoli almeno, se non di più, il fantastico da quando l'umanità ha saputo scrivere. La chiusura delle case editrici più spaventarci, la lista assottigliarsi, ma non dobbiamo perdere le nostre speranze.
Come dice Leonard di The Big Bang Theory, giochiamo a fare gli eroi ma quando si presentano le vere imprese ci tiriamo indietro. E non è il caso di farlo, neanche oggi.
Forse è l'alba di un'era in cui il fronte si unirà, anziché darsi battaglia tra i generi. Heroic fantasy, High Fantasy, Low Fantasy, Bizzarro Fiction, New Weird... siamo tutti parte della stessa passione.
E nonostante mi disperi leggendo ciò che le case editrici a volte pubblicano (non parlo solo delle famigerate Big) in materia di fantasy, non smetto di sostenerlo né di credere che l'impegno andrebbe ripagato.
A volte tornando anche sui propri passi.
A volte anche ammettendo che la guerra è finita.

Dopo queste inutili riflessioni voglio lasciarvi una delle mie consuete perle pescate a strascico dalla rete. Ultimamente mi sto interessando della realtà editoriale della Plesio Editore, una casa editrice nata per il fantastico e destinata a raccogliere l'eredità in frantumi che la caduta dei giganti sta disseminando.
Ma per quanto possa sforzarmi, non riesco proprio a trattenermi dal donarvi uno scorcio di un'autrice che esula da quanto detto finora.
Non credo che esista colpa al mondo che meriti un simile contrappasso.

With love,
you friendly neighborhood Steamdoll

Chorus.


5 commenti:

  1. Weeee! Sei tornata! Spero che i tuoi progetti proseguano nel modo migliore. ;)
    Riguardo alle cadute di stile nelle scelte della Nord, se davvero ha deciso di pubblicare Heitz... brrr! Tempo fa, un amico mi presto il primo libro della saga dei nani: illeggibile! E non credo sia possibile dare ogni colpa al traduttore...
    Non sono riuscito ad andare oltre ilnprimo capitolo: passino stile e tecnica scarsi, era privo di logica!!!1!! :P
    Ne esiste una recensione sui Gamberi, per esperienza personale, non mente ;)

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  2. Ops, non mi sono firmato...
    Daniele

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    1. Ciao Daniele!
      I progetti vanno a gonfie vele devo dire, se riuscissi a seguire un pochino anche il blog sarebbe meglio. Monitorare il polso del povero fantasy italiano è un lavoro sporco che qualcuno deve pur fare, anche se altri lo fanno già meglio di me non posso abbandonare la barricata.
      Non ho mai avuto il coraggio di leggere Heitz, l'esempio dell'assedio di Gamberetta mi era bastato e avanzato in effetti, ma chissà: ultimamente mi sento un'intrepida.

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  3. Commenti vari.
    1) quanto a dei e dee, non ho mai capito il fanatismo. Sarà che parto avvantaggiata per il mio QI, ma non ho mai avuto bisogno di qualche esaltato che si sentisse una divinità in terra e mi dicesse cosa dovevo pensare, né sono mai riuscita a capire quelli che li prendevano per oro colato. Quindi ben venga che il loro "mito" si stia ridimensionando.
    2) a maggior ragione vista l'opinione che ho del loro modo di scrivere!
    3) Ma spiegami il brano che hai linkato. Stavi trollando, vero? ^^' (ti prego, di' di sì)
    V

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    1. Diciamo Platinum che a volte si considera saggio affidarsi a qualcuno che mostra più competenza o sicurezza.
      Il brano che ho linkato viene spiegato da qualcuno di affidabile come un tentativo della casa editrice di avvicinarsi ai lettori (che apprezzano) di literary fiction.
      Come detto a questa persona io lo trovo illeggibile e ridicolo e basta, non intendo discutere sui gusti ma qualcosa del genere trovato in libreria mi convincerebbe della morte dell'editoria a tutti gli effetti. Meglio rimandare quel giorno ancora un po'.

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