The Grand Illusion

Come on in and see whats happening, pay the price, get your tickets for the show
«Ogni numero di magia è composto da tre parti o atti. La prima parte è chiamata "La Promessa". L'illusionista vi mostra qualcosa di ordinario: un mazzo di carte, un uccellino o un uomo. Vi mostra questo oggetto. Magari vi chiede di ispezionarlo, di controllare se sia davvero reale, sia inalterato, normale. Ma ovviamente... è probabile che non lo sia. Il secondo atto è chiamato "La Svolta". L'illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario. Ma ancora non applaudite. Perché far sparire qualcosa non è sufficiente; bisogna anche farla riapparire. Ora voi state cercando il segreto... ma non lo troverete, perché in realtà non state davvero guardando. Voi non volete saperlo. Voi volete essere ingannati. Per questo ogni numero di magia ha un terzo atto, la parte più ardua, la parte che chiamiamo "Il Prestigio".»
Nel mio percorso di documentazione ho avuto il piacere di guardare una seconda volta il film The Prestige di Christopher Nolan, magistrale adattamento dell'omonimo racconto di Christopher Priest che vinse diversi premi.
È stata un'esperienza straniante: com'è ovvio, dopo diversi anni non ricordavo nulla della trama se non le implicazioni finali. Non ricordavo David Bowie nei panni di Tesla, non ricordavo precisamente la trama. Tutto ciò che invece ricordavo nettamente era che mi fosse piaciuto davvero molto.

Credo anche di aver capito il motivo.
Non dirò l'ovvio: The Prestige è un film bellissimo, che chiunque abbia un cervello, meccanico o biologico che sia, è tenuto ad apprezzare. Non sono in grado di giudicare la regia, la recitazione degli attori coinvolti, ma quello che posso giudicare è l'impianto narrativo perfetto orchestrato da Nolan, sovrapponendo i piani temporali come solo lui sa fare.
Sin dai tempi di Memento, Nolan ha dimostrato di amare un impianto narrativo discontinuo, che va avanti e indietro nel narrare la storia, arrivando a far coincidere lentamente tutti i pezzi partendo da un epicentro e poi chiudendo tutto ciò che è rimasto in sospeso.
Una caratteristica pressoché unica, come la celeberrima capacità di Michael Bay di saper dirigere un film d'azione con una trama inesistente quando non del tutto dannosa e farcelo piacere lo stesso.

Ma questo frettoloso articolo non è una recensione.
Non sono uno di quei blog che fa recensioni di film.
Ciò che questo film mi ha fatto capire è che tutti gli scrittori sono illusionisti, anche se non sanno di esserlo. Sono veri illusionisti, che non cercano di creare la magia, ma che sono molto abili quando si tratta di scoprire i trucchi utilizzati dai loro colleghi.
Riescono a vedere la botola, il filo nascosto.
Lo vedono luccicare lì, tra le parole, mascherano l'artificio narrativo e a quel punto il libro perde quell'inganno che riesce a lasciare a bocca aperta i lettori che non scrivono.


«Osserva attentamente.» 
Questo è quello che ci dice Alfred Borden.
Perché a nessun occhio in The Prestige può sfuggire quel particolare. A nessun occhio può sfuggire quel dettaglio, e allora crediamo di aver capito tutto. Crediamo di aver capito il twist del film e a che serve guardarlo fino in fondo? Ecco lì il trucco, mal camuffato!
Perché è così che ormai ragioniamo. Scovare la chiave di volta, perché c'è sempre e comunque il trucco e una volta capito quello ci sentiamo più intelligenti. Siamo quelli che hanno capito alla prima visione tutti i segreti di Donnie Darko, siamo quelli che potrebbero ricostruire a occhi chiusi e con una mano dietro la schiena i cervellotici schemi narrativi di Cloud Atlas. C'è sempre il trucco, basta trovarlo.
E invece, alla fine di The Prestige sappiamo di aver visto tutto, ma di non aver capito niente.
Perché non era ciò su cui ci concentravamo l'importante.
Nolan non ha mai voluto scioccarci con una rivelazione di vaderiana memoria.
Abbiamo tutti gli elementi per arrivare alle conclusioni, ma la nostra mente è impegnata a cercare qualcosa che è lì. La botola, che vediamo sin dall'inizio.
Perché questo è l'importante per il lettore e lo spettatore moderno, questo è ciò che credono di doverci dare: lo shock, farci restare a bocca aperta.
«Tu non hai mai capito... perché lo facevamo. Il pubblico conosce la verità. Il mondo è semplice, miserabile, solido o del tutto reale. Ma se riuscivi a ingannarli anche per un secondo, allora potevi sorprenderli. Allora riuscivi a vedere qualcosa di molto speciale. Davvero non lo sai? Era quello sguardo sui loro volti.»
E così nascono i finali come quello di The Mist.
Non importa il costo, deve lasciare a bocca aperta. Non conta se sia cattiveria gratuita o insensata, you didn't see it coming.
Una pericolosa assuefazione alla catarsi, che ha decretato il crollo di artisti come M. Night Shyamalan, che se con Il Sesto Senso ci aveva donato in scala minore proprio lo stesso miracolo di Nolan mettendo sotto i nostri occhi qualcosa che non vedevamo perché non stavamo osservando attentamente, poi cade preda della smania del pubblico che chiede ancora e ancora twist, sempre più roboanti, sempre più scioccanti, diventando la parodia di se stesso.
Ed è qui che si svela la differenza.

Se il finale di un libro vi lascia a bocca aperta, siete stati ingannati da un grande illusionista.
Se il finale di un libro lascia la vostra mascella al suo posto ma qualcosa dentro di voi è cambiato, allora siete stati preda di un vero mago.


Ma noi, che guardiamo attentamente, chi siamo?
Secondo molti, siamo gli stronzi senza più sospensione d'incredulità "rovinati dagli Honest Trailers e da Hishe". Quelli che cercano il pelo nell'uovo.
Perché John Cutter ce lo ripete:
«Ora voi state cercando il segreto... ma non lo troverete, perché in realtà non state davvero guardando. Voi non volete saperlo. Voi volete essere ingannati.»
Ed è così.
Quante antipatie potrebbe attirarsi qualcuno che andasse in giro a rivelare i trucchi di un illusionista agli altri quando li vede?
Dissipare l'illusione di una "magia", per quanto scadente, è un delitto. Non avete l'obbligo di stare zitti quando vedete il filo teso tra due periodi, pronto a scattare per attivare l'illusione tra poche pagine. Avete tutto il diritto di farlo presente, di lamentarvi, in fondo spesso il parere ve lo chiede qualcun altro.
Ma forse, per rispetto dei propri colleghi, i trucchi non andrebbero svelati.
Ma c'è enorme differenza tra lo svelare i trucchi del grande Houdini e sbeffeggiare il Mago Casanova.
Lasciate che i lettori continuino a completare il cerchio tratteggiato, così come vogliono le regole della percezione, lasciate che rimangano a bocca aperta quando l'inganno funziona.
Voi non siete solo lettori, siete oltre.
Allenatevi a un trucco migliore, senza barare.

Il giorno in cui vedrete la botola saprete di essere potenziali scrittori.
E il giorno in cui del trucco non avrete più bisogno, lo sarete diventati davvero.

Il prestigio.



Rape Me

Hate me, do it and do it again, waste me

No, non prendetelo come un invito.
I miei ingranaggi interni funzionano come una tagliola, non sono una sexbot e di questo dovete maledire il mio creatore. In ogni caso, se generalmente sono d'accordo con Platinum, ammetto che questo consiglio mi ha destabilizzato.
Nell'articolo che precede le vacanze della nostra V consiglia di leggere quest'altro articolo della blogger Maria G. Di Rienzo per parlarne al suo ritorno.
Non so che cosa Platinum voglia dire in merito e non mi permetto di fare delle deduzioni non avendone le basi, nel blog indicato non è possibile lasciare commenti, perciò lo farò qui.
No, non sono d'accordo con la signorina Sophia McDougall (Maria G. Di Rienzo opera una traduzione del suo saggio "The rape of James Bond"), non sono d'accordo neanche con le virgole (con cui ultimamente ho un rapporto conflittuale e mi servirà un meccanico bravo per superare lo shock indotto dalla prosa di Alessia Coppola).
L’anno scorso, quando ero circa a metà del secondo libro della serie, ho rinunciato a leggere “Cronache del ghiaccio e del fuoco” (“A Song of Ice and Fire”). Avevo apprezzato molto il primo romanzo: mi piaceva la sensazione che elementi fantastici stessero fornendo lenti diverse sul Medioevo. Ho goduto delle risonanze con episodi storici specifici: la Guerra delle Rose, le ribellioni giacobite. Il senso della storia sembrava vacillare un po’ nel secondo libro, ma alla fine non fu questo ad allontanarmi.

Invece, furono tutti quegli stupri.
L'ultimo dei miei problemi con Martin è quello degli stupri, sicuramente sono altri i motivi che non mi fanno apprezzare le Cronache. Devo dire che non ho mai riletto dopo la prima esperienza Il trono di spade, ma immagino che se ci fosse stata una quantità abnorme di questo tipo me li sarei ricordati.
In fondo, non stiamo parlando de La spada della Verità no?
Perché non è solo George R. R. Martin, naturalmente. Sono i fumetti, e i film, e i video game, e la televisione. Buffy non ha potuto attraversare la sua serie senza un tentativo di stupro e la rivelazione che la violenza sessuale era la sorgente primaria di tutti i suoi poteri. In questo la serie si inserisce in un trend di lunga data. Quando nella fiction lo stupro non è lo scenario, come lo è così di frequente in “A Song of Ice and Fire”, è spesso una chiamata all’avventura. La tua ragazza è stata stuprata (e probabilmente uccisa)? Sei stata stuprata tu stessa, ma almeno sei viva e sei la protagonista? Forza, andate avanti e prendete a calci in culo qualcuno! Di recente, è stato deciso che Lara Croft non poteva più continuare senza un qualche stupro nella storia delle sue origini, perché la sua nuova incarnazione doveva essere ruvida, dura e oscura. E “realistica”.
Certo, è sempre colpa dei videogame, lo sanno tutti.
È colpa di GTA se esiste la prostituzione, dopotutto. Uso il sarcasmo perché non apprezzo la strumentalizzazione dei vari mezzi di diffusione ludica o letteraria o televisiva solamente per legittimare un punto. Non credo, ma chiunque è libero di smentirmi, che da quando è nata la televisione siano aumentati, anzi, credo che dai tempi antichi siano persino diminuiti.
La tematica dello stupro non è una delle mie preferite, non mi guasta la visione o la lettura di un libro, ma se non c'è non ne sento assolutamente la mancanza e ritengo che un libro sia realistico anche senza stupri, masturbazione e orge.
Non accetto, in primo luogo, che sia sciocco usare la parola “realismo” in relazione alla SF, alla Fantasy o altre forme di fiction. Che il testo si discosti dalla realtà in qualche modo – introducendo magia, tecnologie impossibili o solo una premessa assai improbabile – non significa che i personaggi umani debbano smettere di comportarsi da esseri umani. Se così fosse questa letteratura sarebbe solo fuga e non potrebbe in alcun modo dire qualcosa di significativo su qualsiasi argomento. Secondariamente, dire che essa è irrealistica comunque e perciò perché non estendere questo irrealismo alla descrizione dello stupro, significa accettare che ciò che abbiamo attualmente sia realistico, e che non possa essere cambiato senza sacrificare quello stesso realismo.
Cosa sarebbe uno stupro irrealistico?
L'unico stupro irrealistico che mi viene in mente è quello consensuale che, guarda un po', non rientrerebbe più nel caso di stupro. Quindi di cosa stiamo parlando precisamente? Un combattimento irrealistico è un combattimento descritto male o usando i martelloni dei manga da picchiare in testa alla gente. Uno stupro irrealistico sarebbe fatto... con le orecchie?


Pun intended
Sono d'accordo invece sul fatto che si giochi eccessivamente sulla tematica, ma così come penso che lo si faccia sul sesso in generale, specie se ricadiamo nelle serie tv della HBO e della Showtime. Non è lo stupro il problema, è che in ogni puntata ci sono almeno tre cosi che si infilano da qualche parte, non importa dove generalmente.
Qui si entra nella tematica della mercificazione del sesso, che non riguarda strettamente lo stupro ma lo sfruttamento indiscriminato di ciò che suscita la morbosità di gran parte dei lettori e spettatori. Per dire, l'incesto dei Lannister è il vero marchio di fabbrica di Martin. E che dire: son cose di cui andare fieri!
No, salvare i lupi non redime la fama, zio.
Ma la maggior vulnerabilità alla violenza sessuale si applica anche agli uomini. Quindi: dove sono tutti i personaggi maschili stuprati? La gente dice: “Sarebbe irrealistico se in questa situazione lei non fosse stuprata”, ma dà per garantito che lui, invece, non lo sarà. Perché? Circa un uomo su 33 subisce uno stupro. E’ una percentuale molto più bassa di quella che tocca alle donne (mi riferisco alle statistiche statunitensi) ma è pur sempre un numero significativo.
Non ho capito, stiamo cercando di applicare la lex talionis?
Ma se la tesi è che ci siano troppi stupri, non è che equilibrare i sessi sistemi la situazione. Anzi, significa il doppio degli stupri. Solo io ho l'impressione che stiamo mancando, e di parecchio anche, il punto della questione?
Da qui in poi l'articolo inizia a degenerare con degli esempi che scivolano sempre più nell'assurdo:
Prendete James Bond. E’ realistico che James Bond non sia mai stato stuprato? Quante volte si è trovato alla mercé di uomini che volevano ferirlo, degradarlo ed umiliarlo prima di ucciderlo? Posso accettare che, in tutte queste occasioni, la fortuna sia dalla sua parte. Suppongo sia plausibile che molti dei suoi nemici – persino la maggioranza di essi – non pensi di stuprarlo o di farlo stuprare da altri, nonostante lo abbiano catturato, legato e magari gli abbiano anche tolto parte dei vestiti. Ma tutti? Abbiamo dozzine e dozzine di persone orribili, distruttive e malvagie e nessuna di loro è malvagia in quel modo? Va bene, è improbabile comunque che ci mostrino una scena di stupro, anche se Bond fosse femmina, per via del sistema di rating dei film. Ma lo stupro è suggerito continuamente nei film “per tutti” o per “maggiori di 12 anni”, e in termini pratici significa minacciare un bel po’ con esso i personaggi femminili.
Io tutti questi suggerimenti di stupro nei film per famiglie non li ho mai visti. Che genere di traduzione applicano in Italia su film come questi? Se invece ci stiamo riferendo ai film storici in cui ci sono anche mutilazioni e uccisioni, non li chiamerei facilmente "per tutti".
E non capisco il senso della domanda. Certo che può essere realistico!
Tutto dipende da quanto gli stupri siano diffusi nel mondo di James Bond. Non sono un'esperta delle opere di Ian Fleming, ma quanti stupri femminili ci sono? Stando alla Wikipedia inglese, effettivamente, tanti:
Most Bond girls are apparently (and sometimes expressly) sexually experienced by the time they meet Bond (although there is evidence that Solitaire is a virgin). Quite often those previous experiences have not been positive, and many Bond girls have had sexual violence inflicted on them in the past which has caused them to feel alienated from all men—until Bond comes along. (This dark theme is notably absent from the early films.) Tiffany Case was gang-raped as a teenager; Honey Ryder, too, was beaten and raped as a teenager by a drunken acquaintance. Pussy Galore was sexually abused at age 12 by her uncle. While there is no such clear-cut trauma in Solitaire's early life, there are suggestions that she, too, avoids men because of their unwanted sexual advances in her past. Kissy Suzuki reports to Bond that during her brief career in Hollywood, when she was 17, "They thought that because I am Japanese I am some sort of an animal and that my body is for everyone." The implication is often that these violent episodes have turned the Bond girls in question against men, though upon encountering Bond they overcome their earlier antipathy and sleep with him not only willingly but eagerly. The cliché reaches its most extreme (perhaps absurd) level in Goldfinger. In this novel Pussy Galore is portrayed as a practising lesbian when she first meets Bond, but at the end of the novel she sleeps with him. When, in bed, he says to her, "They told me you only liked women," she replies, "I never met a man before."
Bond girls
Fleming, quindi, ne ha fatto un vero e proprio cardine narrativo: una ragazza viene stuprata, diventa una combattente che odia gli uomini, incontra Bond e si scioglie come un cioccolatino. Non che voglia giustificare qualcuno, ma Fleming scriveva negli anni '40.
Dire oggi che James Bond avrebbe dovuto soffrire delle stesse categorizzazioni delle donne è abbastanza anacronistico, anche se a onor del vero l'autrice dell'articolo originale si riferisce ai film di James Bond, quindi anche a quelli attuali.



E infatti, in proposito aggiunge:
Così, senza neanche pensarci, mi vengono in mente Marion in “Robin Hood, Principe dei Ladri”; Elizabeth in almeno due film dei Pirati dei Caraibi, la Biancaneve di Kristen Stewart e persino Jasmine in “Aladino” (o vogliamo dimenticare cosa matrimonio forzato/“stregarla affinché si innamori di me” significa?). Per cui, non dovremmo aspettarci una Bond femmina come minimo legata ad una sedia, con una pistola puntata addosso e il cattivo che sbottona la sua camicia e le tocca la coscia in modo insinuante? Poi è uscito “Skyfall”. E il cattivo ha legato James Bond alla sedia sotto minaccia di pistola, gli ha sbottonato la camicia e gli ha toccato la coscia in modo insinuante..
Notato? C'è un vizio di fondo in questo ragionamento.
Quindi la signorina McDougall paragona tre donne in un'epoca e una cultura diversa... ai tempi nostri. Marion vive nel medioevo, Biancaneve in un mondo fantastico che riproduce il medioevo, Jasmine vive in medioriente nel passato, ma la Bond femmina del 2014 dovrebbe essere equiparata a loro.
Ehm, di preciso perché?
Sarebbe come dire che si scandalizza perché Lady Mary Wortley Montagu non poteva votare. Insomma, se Lady Montagu non poteva votare non potrà farlo neanche una Bond femminile di oggi, no? Vi sembra pertinente?
Bene, a me no.
Non dico che sia normale dare per scontato che in passato una donna venisse stuprata e non intendo sostenere che il medioevo fosse la fiera dello stupro, ma non si può prescindere dal contesto storico e fare un'assunzione del genere se si vuole essere presi sul serio.
Senza per altro tener conto che la sodomia, maschile o femminile che fosse, veniva considerata un gravissimo reato, tanto da comportare la condanna a morte.

Bond, tra l’altro, è lungi dall'essere l’unico personaggio maschile che realisticamente, seguendo la particolare e brutale definizione di realismo che stiamo usando in questo articolo, ormai avrebbe dovuto essere stato stuprato. Nel mondo reale, il rischio di diventare una vittima maschile di stupro si alza drammaticamente se finisci in prigione. Di nuovo, io ho solo i dati statunitensi, e spero che altrove il quadro non sia così fosco, anche se temo di essere troppo ottimista. Comunque, la percentuale negli Usa è circa 1 su 6. La vita di un supereroe può davvero essere meno pericolosa di una galera? Ecco, immaginate un supereroe in prigione, e in una prigione terribile e violenta… Oh, e qui abbiamo Batman, in uno stato fisico che lo rende incapace di difendersi, ad un momento della storia che dovrebbe rappresentare il punto più basso da lui toccato per poi risalire: e nessuno, in quello che si suppone essere il più orribile buco dell’inferno dimenticato da dio sulla faccia della Terra, pensa di abusare del vulnerabile nuovo arrivato? Si pensa di farci credere che tutti questi uomini, che a volte lacerano volti altrui per divertimento, che non usciranno mai di prigione, sono perfettamente casti? O che tutto il sesso che presumibilmente fanno gli uni con gli altri sia sempre consensuale? Scusate, ma non stavamo parlando di realismo?
Qui sprofondiamo davvero nel punto più basso.
Quindi fatemi capire... stuprato vuol dire criminale e viceversa? Chiunque sia un galeotto è per forza di cose uno stupratore, anche un uomo che invece gode nello sfregiare e mutilare una vittima?
Quindi tutta Arkham Asylum, o almeno uno dei suoi detenuti, per la signorina McDougall è per forza uno stupratore? Non è questo un modo di ragionare che finisce per far passare dalla parte del torto?
Infatti, benché l'intento sia quello di dimostrare per detrazione che se i maschi non vengono stuprati allora non dovrebbero esserlo neanche le femmine, l'argomentazione portata finisce per suggerire che visto che le femmine vengono stuprate, allora dovrebbero esserlo anche i maschi.
Mi sembra una presa posizione delirante.
Batman is not amused
Sarei curiosa di sapere chi dovrebbe abusare fisicamente di Batman.
Joker? Riddler? Killer Croc? O vogliamo buttarci su Bane, che visto che ha i muscoli, vuoi che non sia un po' omo?
Ma giusto per scendere nella follia:
Tornando brevemente alle “Cronache del ghiaccio e del fuoco”: i Guardiani della Notte (“Black Watch”), un’organizzazione totalmente maschile che assomiglia un po’ alla chiesa cattolica e un po’ all'esercito, ha dei problemi di bullismo. Alcuni di questi soldati sono esplicitamente “stupratori”. Ma non un atto del bullismo diventa sessuale, nemmeno da parte di quei personaggi formati come perpetratori di violenza sessuale. Nessuno dei ragazzi soffre uno stupro. Ne’ questo accade a nessuno dei poveracci maschi che sono presi prigionieri in svariati momenti da diverse fazioni. Nonostante sia più piccolo e più debole della maggioranza dei suoi pari di sesso maschile Tyrion non viene stuprato, ne’ lo si fa temere la violenza sessuale, neppure quando è catturato da nobili nemici o circondato da centinaia di violenti fuorilegge. Lo minacciano di morte, e persino di mutilarlo, ma non di stuprarlo. Perché no? Non è questo un mondo duro, spietato e realistico?
I Guardiani della Notte assomigliano alla chiesa cattolica...?
Qualcuno avverta il Papa.
Al di là dell'inizio, davvero qualcuno vorrebbe scopare con Tyrion se non pagato, maschio o femmina che sia? Tyrion fa ribrezzo a tutti, tutti quelli che lo incontrano e Martin non si è mai risparmiato dal farlo capire chiaramente. Lo minacciano di morte e di mutilazione, ma non stupro. In quale scala di valori una minaccia di stupro è peggio di una di morte?
Non credo che la mente di uno stupratore funzioni così. Non posso metterci una mano in una fornace, ma non penso che qualsiasi buco vada bene, di qualsiasi sesso, età, caratteristiche fisiche... perché ridurre questa grave tematica a una farsa?


Eh...
E ho apprezzato che una donna dovesse irrompere là per salvarlo, come il Robin di Kevin Costner fa per Marion, perché lo aspettavo da quando avevo 12 anni.
Io no. Non l'ho apprezzato e non ho bisogno del contentino, non ho bisogno dell'eroina femmina che salva il maschio perché dodici anni non li ho. Non ho bisogno che qualcuno mi dimostri che anche le donne possono salvare un uomo, ho bisogno che lo facciano solo se la trama lo richiede.
Trovo assolutamente fuori luogo gioire di un episodio solo perché inusuale o per rivalsa. Lo trovo immensamente infantile e sintomo di qualche insoddisfazione non troppo latente. E attenzione: non sto parlando di insoddisfazione sessuale, vista la tematica, ma solamente del fatto che ci sia chi ha bisogno di sentirsi dire, magari con una pacca sulla spalla: eh, anche voi femmine siete brave eh e siete utili.
Grazie al cazzo.
Ma andiamo al punto. Il punto non è che io argomenti per tutti questi stupri: il punto è che, se vi sembra a posto il livello attuale di stupri di donne e ragazze nella fiction, dovreste farlo voi. Voi, se vi interessa così tanto il realismo, dovete chiedere lo stupro di Batman e James Bond. In effetti, visto che non solo così tanti personaggi maschili si trovano in ambienti ad alto rischio, ma che essi superano per presenza i personaggi femminili in un rapporto di circa 2 contro 1, noi dovremmo vedere nella fiction un numero praticamente eguale di uomini stuprati e donne stuprate.
Questo è il delirio.
A parte che questo non è coerente con le statistiche riportate dal punto di vista matematico, in ogni caso cosa significa? Allora, se vogliamo il realismo vogliamo vedere più bambini stuprati perché esistono i pedofili? Ma che razza di ragionamento è? Spero che questa donna fosse volutamente provocatoria o che la traduzione non renda giustizia (ma dubito si possano essere fraintesi interi passaggi) perché trovo queste argomentazioni agghiaccianti.
E infine, l'incoerenza contraddittoria già all'interno dell'articolo. Conclude con:
Però c’è un altro modo. Anche se il “realismo” richiede che lo scenario includa un gran numero di stupri, c’è più di una maniera in cui si può comunicare ciò al lettore. Si possono avere vittime o vittime potenziali che ne parlano. Non necessariamente a lungo o nei dettagli: se è una presenza così grande nelle loro vite, un rischio quotidiano, non ce n’è necessità. I personaggi sanno che sta succedendo. Si possono avere i personaggi a minor rischio che si preoccupano per quelli più vulnerabili. Non c’è bisogno che noi lettori si veda ogni singolo stupro che accade o è accaduto nel corso della storia.
che entra in contrasto con ciò che aveva aperto l'articolo, ovvero:
Occasionalmente sono davvero dettagliati. Ma il fatto che la maggioranza non lo sia ha reso le cose peggiori, per me. Lo stupro come retroscena, come punto della trama, come motivazione, per quanto maneggiato male di solito lo reggo facilmente. Ho scoperto che non reggo lo stupro come sfondo. Quando ci sono stati due stupri di bambini (uno dei quali viene anche ucciso) nello spazio di venti pagine fra l’uno e l’altro, quando ho capito che entravo in tensione ogni volta in cui un maschio e una femmina erano nella stessa scena – perché qualcosa sarebbe comunque accaduto, anche se si trattava “solo” di abuso verbale sessualizzato – mi sono accorta che non provavo più alcun piacere a leggere il libro. Qui è dove i fans, sia di George R. R. Martin sia della cultura pop dello stupro in generale, dicono: “Ma è questo il punto! L’orribile sensazione che la violenza sessuale permei ogni cosa. E’ realistico.”
Qual è delle due? La prima o la seconda?
Io non l'ho capito. So solo che nei libri che ho letto non ce ne sono mai stati così tanti quanti lei vorrebbe far intendere, ma forse la letteratura americana è molto diversa dalla nostra. Questo non giustifica comunque questo modo di ragionare.
Ho la vaga sensazione che questo discorso sia quello per cui alle donne dev'essere consentito avere degli spogliarellisti uomini perché gli uomini hanno le spogliarelliste, una pretesa di parità che ho sempre trovato grottesca.
Non è una questione di diritti civili o personali, ma di compensazione.
Se ci si fosse fermati al "ci sono troppi stupri inutili alla storia in A Song of Ice and Fire" avrei potuto essere d'accordo, ma si è fatto il passo più lungo della gamba dicendo che avrebbero dovuto stuprare anche gli uomini, passo che ha fallato il ragionamento.
Si rischia di implicare che le vite delle donne sono definite dalla presenza dello stupro: al punto che una donna non stuprata, o non minacciata di stupro, è una donna noiosa. Queste cose non sono innocue.
Quindi devo dedurre che se in un giallo muore un uomo se ne deduce che gli uomini che non uomini sono noiosi? O peggio, dobbiamo abolire la categoria dei maggiordomi perché OMG sono sempre loro?
Quando si carica la narrativa di problemi sociali che non ha mi lascia sempre perplessa, così come dare la colpa a Peter Pan perché i bambini si buttano dalle finestre è abbastanza paradossale.
Non forniamo giustificazioni alle persone che non aspettano altro di poter dire che mettono pezzi di liceale in frigo perché hanno avuto un'infanzia difficile.
Non ci siamo.



La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto: Tarantino

P.S.: questo invece è un argomento che ritengo degno di discussione.
Una casa editrice ha deciso di legittimare una storia di abusi, perché lo stalking iniziato con la Twilight Saga non bastava. Ecco, questi sono i grossi problemi dell'editoria, non lo stupro nei libri di Martin (sempre ammesso che tutto ciò sia vero. Io non ho letto i libri, ma qualsiasi recensione su internet della trilogia conferma).
Passiamo all’intreccio, vera nota dolente di una trilogia che, ahimè, già a questo punto ha parecchie ossa rotte e il resto a scricchiolare. Dunque, Jayden e Selvaggia si amano tanto, lui è un disgraziato che si redimerà per amore di lei (ovvero, smetterà di tradirla, non aspettatevi chissà che cambiamento), lei è l’angelo che lo salverà, e come finirà lo sappiamo tutti.
Questo non è un punto debole in linea generale. Si tratta di un romance, e in fondo quello che ci aspettiamo è proprio che l’amore vinca ogni ostacolo e si imponga sulle brutture che vorrebbero estinguerlo. Va bene.
Quello che non va bene, per niente, è volere far passare il messaggio che una persona che subisce abusi gravissimi debba tornare con il suo carnefice. Questo, mi spiace, non è ammissibile. Non è ammissibile che passi il messaggio che tante rose e tante promesse possano aggiustare cose inaccettabili come il tradimento, la violenza, l’aborto. Se il messaggio era ‘l’amore vince tutto’, mi spiace signora Gentile, quello che ha trasmesso è invece ‘non importa se lui è un delinquente, tu devi rimanere con lui e redimerlo’.
Ma anche no, ma anche no, ma anche no assolutamente.
Non si pretendono chissà che analisi sociologiche da un romance d’evasione, e tuttavia questa è una mancanza di rispetto imperdonabile, nei confronti di tutte le donne che si trovano davvero intrappolate in simili relazioni, che vivono nella paura del loro compagno, e che magari gli abusi spaventosi subiti da Selvaggia li hanno vissuti sul serio.
Questo non è un amore tormentato, è una storia di violenza che doveva concludersi con una denuncia.

The End.



Crawling

Crawling in my skin these wounds they will not heal

Lo so, dovrei smetterla di indugiare nelle cazzate.
L'articolo di Amnell, come le ho scritto, mi ha riportato alla mente la tematica di Legge e Caos nella saga del Campione Eterno di Michael Moorcock, avrei qualche cartuccia da sparare anche sul tema del destino, ma la verità è che questo universo raccapricciante congiura contro la congiunzione favorevole dei miei neuroni a pistoni facendomi vagabondare alla deriva nel web.
Così perdo la voglia di documentarmi e ritrovo quella dell'autolesionismo.
Per esempio, quell'insano desiderio di rigarmi il fianco da sola con una chiave.

Vorrei avere la voglia di infierire come ai vecchi tempi, ma la bambola sta diventando vecchia e i pezzi di ricambio sono rari più che mai.
Quindi sarò sintetica, che ognuno è libero di trarre le sue conclusioni da solo senza bisogno della mia molesta, e anche un po' arrugginita, ironia.

Come non scrivere una scena romance
«Di chi? Di chi ti sei innamorato, Ayku?»
«Dirtelo non cambierebbe le cose».
«Ayku, dimmelo. Dannazione!»
Lui si voltò verso di me e vidi stringhe di rugiada colargli giù dagli occhi. Piangeva. Lui, lo Jupfer. Lo spirito immortale, piangeva.
«Di te. Di te, Grace!» 
Urlò e il mare ci inondò con una terza onda. Fu l’acqua a unirci in un abbraccio di sale.
E poi furono le braccia a legarsi, come nastri di raso.
Svanimmo.
Ci toccammo con un’ansia furiosa. Le nostre mani sembravano farfalle inquiete che non sapevano dove posarsi.
Ayku mi afferrò il viso fra le mani e fece scivolare sulla mia guancia, una lenta carezza. 
Gemetti, per il piacere di quel tocco, per la felicità senza misura che mi pervase. Avrei potuto morire per la gioia. Non sentivo più il cuore, tanto frenetici erano i battiti. Nel petto avevo il ronzio di un calabrone.
Anch'io lo sfiorai. Gli posai un dito sulle labbra carnose.Non dicemmo nulla. Non era necessario.
La sua mano scivolò lungo il dorso della mia schiena e io mi inarcai come una gatta che fa le fusa.
Mi attirò a sé, mentre bagliori azzurri si riflettevano nei suoi occhi. 
Avevo desiderato di baciarlo fin da quando lo avevo visto emergere dalla pietra. 
Con le dita percorse il profilo della mia mascella fino al collo e l’attesa di quel bacio mi sembrò quasi dolorosa. 
Perché indugiava? Me lo chiedevo mentre la mia mano affondava nei suoi ricci neri, scolpendo forme di un piacere tattile che non avevo mai provato prima.
Mi fissò negli occhi e naufragai nelle acque glauche dei suoi.
«Non posso…» sospirò. E mi tirò via.
Annaspai e ingoiai lacrime troppo amare.

Come non scrivere e basta
Un’assassina. Era un’assassina. 
Teneva stretto tra le dita, il pugnale forgiato dalla fiamma di Efeso. Salì i gradini di pietra bianca che sotto la lattea iridescenza della luna, sembravano tasti di un pianoforte nero.
Ogni gradino l’avvicinava alla sua vittima. Ne sentiva il respiro fin sotto le tende, scivolare come una musica, come una carezza. Sì, aveva un suono quel respiro. Palpitava tra le tende del gazebo, come una farfalla d'aria. Si fermò un istante. Aveva forse scelta? Quel mortale aveva prelevato la pietra di Pnévma. L’unico scopo della sua secolare e immortale esistenza, era assicurarne la protezione. Doveva riportala agli abissi e con essa, la morte del violatore.
Giunse in cima. L’ampio terrazzino che dava sull'oceano, si apriva ai suoi occhi come lo scenario di un sogno. Una piccola oasi di verde, le sbocciò davanti. Le foglie smaglianti delle piante, si lasciavano leccare dalla luce lunare. E i fiori dei più disparati, inneggiavano la loro bellezza, in forma di calici e baci.
Si trovava sul terrazzo di un Resort. Lì a pochi centimetri, svolazzavano le tende del gazebo, in cui era sopito il corpo della vittima.
Tremava, Koral.
La lama oscillava fendendo il silenzio. Non aveva mai ucciso a sangue freddo. Era stata dispensatrice di morte per i marinai e aizzatrice di tempeste. Col suo canto irretiva la ragione dei pescatori, per poi annegarli brutalmente. Era spietata. Spietata e bellissima. Come la mezzanotte, gli uragani, il vento che erode le rocce, come il tuono che ruggisce nell'aria cupa.
I suoi capelli erano fiammeggianti coralli e negli occhi, aveva il mare e i suoi misteri.
Si avvicinò e scostò con la mano, un lembo della tenda, che come un sospiro si sollevò, mostrandole il volto del profanatore.
Brandì l’argentea lama, su cui si riflessero i bagliori lunari e, indugiò. Si fermò. Sospirò.
La gola che si accingeva a serrare, era quella di un giovane dall'incantevole bellezza. Il mare stesso non avrebbe saputo cantarne la meraviglia. Era disteso su una stuoia di paglia. Quel corpo vi si adagiava con tale grazia e naturalezza, pari a quella di certi ghepardi sui rami.
I capelli neri finemente intrecciati all'indietro con filigrane di cuoio colorate, incorniciavano un volto perfetto. Profumava di sabbia e di esotici frutti di isole lontane. Le palpebre erano scrigni di gemme di chissà quale colore, da cui sporgevano folte ciglia, come frange. Il torace che si intravedeva da una camicia bianca in lino, le fece pensare a dune desertiche, modellate dal vento.
Il ragazzo mugolò qualcosa nel sonno e si voltò su un fianco.
Koral impallidì.
Esitò e, si allontanò. Lo avrebbe ucciso l'indomani. Non era solita uccidere nel sonno e, voleva sapere il colore dei suoi occhi…
Si diresse verso la scalinata, quando qualcosa le si parò davanti, trattenendola per i polsi. Alzò gli occhi e lo vide.
Il ragazzo era davanti a lei.
Sveglio.

Lo so.
Avrei dovuto segnarle tutte le virgole.
Ma ve l'ho detto... sono stanca.
Altro, che, depressione, degli, artisti, Aislinn.
Sono gli altri artisti che la fanno venire a me.

Per chi non ne ne ha avuto abbastanza: prego, insistete pure.

Summer Nights

Summer sun, something's begun, but, oh, oh, the summer nights

L'estate ormai è al suo culmine.
Quando ero una giovane bambola le estati erano scandite dai centri estivi (per bambole meccaniche) e dal Festivalbar, che adesso, se Dio vuole, riposa in pace sostituito dai vari Marca Famosa Festival. Ma estate, evidentemente, significa anche ispirazione.
Nasce così il concorso Storie d'Estate indetto da Nativi Digitali Edizioni in collaborazione con la piattaforma THeiNCIPIT. Per partecipare ormai è già troppo tardi, possiamo solo raccoglierne i frutti interessandoci ai racconti in gara.
Voglio fare una promessa: io non ce l'ho con Nativi Digitali Edizioni.
Nonostante sia ancora perplessa dalla loro politica, non ho alcun motivo di dubitare delle loro sincere intenzioni. La piattaforma scelta, però, e sopratutto il suo funzionamento mi suscitano più di qualche sospetto.
Legittimo o meno, lo vedremo.



I concorsi letterari ormai sono decine, tutti diversi, con diverse modalità di partecipazione, gratuito o meno, con fini di pubblicazione o premi monetari. Si va da chi chiede cento euro a chi invece non fa pagare nulla. Storie d'Estate è un concorso gratuito.
Come una buona parte dei concorsi che stanno sorgendo ultimamente, a decidere però non è una giuria di esperti più o meno qualificati, bensì il pubblico stesso.
Questo sembra essere coerente con le discutibili scelte editoriali di alcune case editrici:
Per una vera e propria editoria libera,  
ogni autore non si dovrà più sottoporre alla farsa delle commissioni di lettura o, pseudo tali, le cui scelte più delle volte sono dettate da interessi personali e editoriali che altro, ma riteniamo che debbano essere giudicati solo ed esclusivamente dai lettori e dal mercato. 
Per questo motivo si è deciso che  tutte le opere che ci invierete potranno essere da noi pubblicate, senza alcun contributo da parte dell’autore, rispettando un ordine cronologico. 
Per ottenere questo sarà sufficiente scaricare il contratto in duplice copia e inviarlo a 
ARDUINO SACCO EDITORE – VIA L. BARZINI, 24 – 00157  ROMA oppure, inviare email a: arduinosacco@virgilio.it con la seguente dicitura: accetto condizioni contrattuale del contratto pubblicato sul sito, comunicare anche il numero telefonico e successivamente chiamare allo 064510237  per fissare l’appuntamento per l’impaginazione del libro e la realizzazione della copertina. 
Il giorno stesso come specificato nel contratto andrete via con le due copie in omaggio e la programmazione dell’uscita e del lancio del libro.
Arduino Sacco Editore
Quindi sembra che il futuro della letteratura, di genere e non, sia in mano al pubblico giusto?
Ma pubblico fatto di... lettori o aspiranti scrittori?
Il torneo letterario IoScrittore è chiaramente frequentato solo da aspiranti scrittori che leggono i colleghi e danno dei giudizi ragionati, anche se ovviamente soggettivi. Storie d'Estate, teoricamente, non è molto diverso. Il funzionamento di THeiNCIPIT, infatti, è questo:
Benvenuto nella prima piattaforma italiana di racconti interattivi online, dove a tenere le redini della trama sono i lettori, a metà tra gioco e narrativa. Leggi gli episodi, vota, commenta e cambia la storia insieme agli autori! THe iNCIPIT è l’inizio di un nuovo finale. E sei tu a decidere quale.
Entra nella storia
LEGGI Le storie di THe iNCIPIT sono divise in 10 episodi. Ogni episodio viene scritto dall’autore in base alle preferenze dei lettori, costruendo così una storia originale dal finale inaspettato. Tuffati nell’avventura, comincia a leggere dal primo capitolo.
Di’ la tua
E per intervenire fino in fondo nella storia lascia i tuoi commenti ad ogni episodio. Puoi scambiare le tue opinioni, idee e suggerimenti con gli altri lettori, con l’autore e con i tuoi amici condividendo l’avventura interattiva sui social network. 
Scegli una delle tre possibilità al termine di ogni capitolo, il tuo voto si unirà a quello degli altri lettori per cambiare la trama del racconto.
Naviga facilmente tra gli episodi della storia. Così puoi riprendere da dove eri rimasto o recuperare gli episodi persi se scegli di giocare con una storia già iniziata.
Segui le tue storie e i tuoi autori preferiti! Sarà più facile rimanere aggiornati sullo sviluppo del racconto e sulle nuove storie senza perdere neanche un episodio.
 
Più punti, più gloria
Il numero di lettori, voti e commenti di una storia determina il suo punteggio in iNCIPOINTs e la sua posizione nella classifica di THe iNCIPIT. Quale sarà il racconto più apprezzato dai lettori? Ogni storia ha un indicatore che mostra il suo punteggio in iNCIPOINTs. Maggiore è il numero, maggiore è la visibilità e la promozione che THe iNCIPIT garantirà alla storia e al suo autore.
Voglio essere chiara: Nativi Digitali fin dall'inizio ha presentato il concorso come un gioco divertente, poco di più. Non avrebbero potuto essere più onesti di così e di questi tempi l'onestà è merce rara.
Non ce l'ho con Nativi Digitali così come non ce l'ho con THeiNCIPIT, ha un suo funzionamento, che a me non piace, quindi non ne prendo parte ma non lo vedo nemmeno dannoso. Francamente, però, non credo sia uno strumento adatto per un concorso. Non c'è alcuna prospettiva di crescita personale come autore, non c'è alcuna reale prospettiva di essere notati.
Se capisco bene perché affrettare a partecipare a concorsi indetti da case editrici del calibro di Mondadori, con la speranza di essere notati nel mucchio, invece qui quella possibilità non esiste.

Quindi: concorso chiaro, amicizia lunga.
Non ho partecipato, non mi interessava partecipare, ma ho letto i racconti in gara e i vari commenti. La mia impressione purtroppo è stata altalenante, com'è ovvio aspettarsi comunque da un sito del genere.
Perché ho avuto la sgradevole sensazione che da alcuni questa piattaforma sia trattata come una sorta di EFP però con pretese autoriali: non stiamo facendo fan-fiction, questa è reale narrativa.
Siccome mi piace farmi nemici a gratis e non ne ho già abbastanza per tutto il web, ma siccome so anche che per fortuna non attirerò le frange estremiste come avvenuto di recente, riporto le trame di alcuni dei racconti postati. Non analizzerò i racconti, rimetterò solamente le trame al giudizio vostro e mi occuperò dei commenti invece pervenuti alle varie storie.

Innanzitutto partiamo da qualche statistica: i racconti in gara in tutto sono ottantuno.
In questi, sono così ripartiti per genere:
• 17 racconti di genere rosa;
• 15 racconti di genere avventura;
• 15 racconti di genere humor;
• 10 racconti di genere fantasy;
• 9 racconti di genere giallo;
• 6 racconti di genere fantascienza;
• 4 racconti di genere horror;
• 2 racconti di genere fiabe;
• 2 racconti di genere storico;
• 1 racconto di genere eros.

Non essendo ferrata su tutti i generi letterari presentati, mi concentrerò solamente su fantasy, fantascienza, horror e storico, lasciando decidere ai posteri se la mia impressione di sito di fan-fiction sia superficiale o meno.
Per chi vive su un asteroide, chiarisco:
Una fanfiction o fan fiction (abbreviato comunemente in fanfic, FF o fic) è un'opera scritta dai fan (da qui il nome) prendendo come spunto le storie o i personaggi di un'opera originale, sia essa letteraria, cinematografica, televisiva o appartenente a un altro medium.
La diffusione delle fan fiction è tuttavia esplosa con l'arrivo di internet grazie al basso (o nullo) costo di pubblicazione e diffusione. La Rete abbonda di opere di fan fiction, costruite soprattutto intorno a personaggi particolarmente amati, tratti da film, fumetti, manga, anime, videogiochi o romanzi. Tali opere vengono spesso ideate dai fan per fornire una propria visione della storia, creando situazioni che si inseriscono nella continuità in un momento precedente o successivo alla trama dell'opera originale, oppure inserite nel corso della trama stessa, con l'intento di "completare" parti che non erano state approfondite dagli autori originali. In altri casi i fan si divertono anche a creare situazioni alternative alla storia, in modo da utilizzarle anche come spunti per criticare e parodiare il racconto.
Attenzione: le citazioni saranno prese da vari capitoli delle storie, quindi contengono ovviamente spoiler.

Iniziamo dal genere meno rappresentato: lo storico.
Jeanne: la santa che amava il diavolo ~
Trama: Giovanna d’Arco (Jeanne) cavalca a fianco di Gilles de Rais: due valorosi soldati pronti a liberare la Francia dall’invasione inglese.  Una profonda amicizia li lega, ma Jeanne non sa o, forse, finge di non sapere quello che Gilles nasconde nelle segrete del suo castello. 
A oggi: 9/10 episodi, 111 commenti
Citazioni:
• Dopo cena, Gilles la strinse a sé e le promise che, nei giorni seguenti, avrebbero discusso della loro situazione e avrebbero trovato una soluzione. Jeanne sentì la tenerezza che quell'abbraccio le trasmetteva e si commosse, sentendosi amata e protetta, per la prima volta nella sua vita.
• In quel momento, Gilles sembrò tornare in sé, rendendosi conto di tutto quello che Jeanne aveva appena scoperto. Si alzò in piedi e il bambino che teneva in grembo cadde senza vita sul pavimento. “Jeanne, posso spiegarti ogni cosa. Non te ne andare”, ma era troppo tardi. La ragazza era già uscita da quella stanza mortifera e correva senza fiato verso la sua camera, per recuperare la spada.
• “Avrei voluto regalarti una vita migliore di quella che hai dovuto vivere fin’ora” continuò Gilles che ormai era dietro alla porta, “perdonami”. Jeanne si spostò dalla porta e, inesorabilmente, attese che venisse aperta. Passarono i minuti, ma non accadde nulla. Tutto era di nuovo immerso nel silenzio e Jeanne iniziava a pensare che Gilles si fosse appostato lì fuori, pronto ad ucciderla appena lei sarebbe uscita dalla stanza. Con rassegnazione, Jeanne raccolse le sue cose e decise di andare incontro al suo destino. Forse sarebbe morta quella notte, ma non sarebbe successo senza provare a lottare. Sapeva quanto fosse forte Gilles; molte volte l’aveva difesa e le sue tecniche di combattimento erano inarrivabili. 
Protagonisti della storia:
~ Giovanna d'Arco
~ Gilles de Rais

Commenti degni di nota:
locullo, autore della storia in concorso Tropico Balcanico
19/06/2014 at 14:15
Scelgo la fornicazione, che ha più probabilità di realizzarsi nel bosco che non nella locanda, dove potrebbero essere assegnati loro due separati alloggi.
(Ma prima un bel coniglio, che peraltro della fornicazione è quasi la prosopopea…)
A, Autore della storia in concorso Il lago
19/06/2014 at 14:43
Scelgo la possibilità di proseguire il cammino fino all’alba. L’attesa accende il desiderio.
Cassandra
Autore della storia in concorso Un viaggio fin troppo tranquillo
23/06/2014 at 12:15
Mi fa piacere che ci sia qualche racconto storico da queste parti! Utilizzare Giovanna d’Arco e Gilles de Rais come protagonisti è una scelta senza dubbio audace, ancor di più lo è creare quest’aura di desiderio insoddisfatto fra i due. Ma le scelte audaci sono sempre premiate!
Per la mia visione romanzata della purezza totale della Pulzella d’Orleans, ho scelto l’opzione per cui Gilles starà fuori ad attendere l’alba.
Michele D'AngeloAutore della storia in concorso L’Ultima Estate
24/06/2014 at 17:37
Per me proverà a prendere il discorso durante il viaggio, ma per una cosa o per l’altra non riuscirà a dirle tutto. O non vorrà, in preda ai dubbi su quale possa essere la sua reazione. ^^ Scrivi davvero bene e hai un ottimo ritmo narrativo, bravissima! E poi sono molto affezionato ai personaggi di Jeanne e Gilles, perciò ti seguo volentieri!^^
monica71, 11/07/2014 at 09:32
Caspita… non avrei mai immaginato cosa nascondesse quell’ urlo….
Credo che fuggira’ dal castello (ho votato cosi…) che paura….!!!mi sto appassionando sempre piu’!!bello bello!!
Michele D'Angelo, Autore della storia in concorso L’Ultima Estate
11/07/2014 at 09:50
Jeanne è una combattente e di orrori ne ha visti tanti. Questo forse è il peggiore, ma secondo me non si limiterà a fuggire. Non è da lei. Dopo essersi armata tornerà ad affrontare Gilles, chiedendogli una spiegazione. Dubito che qualunque cosa lui dica possa calmarla, ma in fondo è pur sempre l’uomo di cui è innamorata! ^^ Bellissimo capitolo, hai costruito perfettamente l’atmosfera, la tensione e l’orrore di Jeanne. Peccato per la tragicità di questo amore, ma sono l’ultimo a poter parlare! :p

Maiden of Steel for the faith to the King

~ Un viaggio fin troppo tranquillo ~
Trama: Thomas Rowe, un mercante inglese di epoca elisabettiana, deve raggiungere Firenze per questioni di affari e per tornare dalla moglie. Un uomo gli proporrà un interessante affare: trasportare e consegnare un oggetto poco ingombrante al prezzo di una lauta ricompensa.
A oggi: 8/10 episodi, 78 commenti
Citazioni:
• Al suo interno, poggiato su un cuscino di velluto color porpora, era poggiato un cranio di dimensioni ridotte. Non si poteva definire esattamente come un cranio umano, poiché sembrava essersi rimpicciolito e data la strana disposizione degli zigomi e il leggero allungamento della scatola cranica; certamente non era un cranio di un animale. Un’altra particolarità era la fitta rete di strane incisioni che marcavano tutta la reliquia. Sembrava un alfabeto o un insieme di simboli alchemici, ma per Thomas, per quel poco che sapeva, sarebbero potuti anche essere scarabocchi.
“Vediamo se ho compreso bene: io adesso devo dire ai miei esperti marinai che possiamo portare questa nave fuori dal porto ed intraprendere un lungo viaggio verso dei cieli ancora più scuri. Mi state dicendo che nessuna disgrazia accadrà a me, ai miei uomini o al mio carico per il semplice fatto che quel vostro dannatissimo teschio dipinto mi proteggerà da ogni sventura?”

“Se proprio vogliamo ridurre a così banali parole la potenza di una reliquia angelica coniugata ai sacri simboli, allora sì: il vostro viaggio sarà protetto dalla reliquia.”
• Quella reliquia puzzava davvero di diabolico? Magari Abraham Mullens non era stato totalmente sincero con lui e gli aveva rifilato un oggetto proveniente dagli inferi. Era stato davvero troppo ingenuo ad accettare quell'incarico?
 Protagonisti della storia:

~ Thomas Rowe, mercante
~ John Rowe, mercante

Commenti degni di nota:
AAutore della storia in concorso Il lago19/06/2014 at 20:13Mi piace il tuo stile, descrivi bene. Ovviamente io accetterei l’incarico e me ne fregherei dei dubbi.
Michele D'AngeloAutore della storia in concorso L’Ultima Estate19/06/2014 at 20:47Per me gli proporrà di discuterne alla locanda. Se io fossi il capitano e un tizio sconosciuto mi si presentasse con uno scrigno di lingotti come minimo vorrei assicurarmi che 1) conosca davvero mio fratello come sostiene, e 2) avere qualche dettaglio in più sul carico. All’epoca ti facevano la pelle, se ti beccavano a contrabbandare. Questo un mercante esperto come lui di sicuro deve saperlo. ^^ Bell’inizio, il romanzo storico è un genere difficile da scrivere ma quando è ben fatto è un piacere da leggere! ^^
Siccome potrebbe sembrare che io estrapoli commenti dal contesto per portare avanti una tesi, siete liberi di confrontare voi stessi i commenti alle due storie per altro esposti dagli stessi commentatori.
Non voglio sminuire per forza le storie d'amore (anche se per questo esiste il genere rosa, piuttosto che lo storico, dato che il fulcro del primo racconto è quello), ma trovo che solo il secondo sia veramente un racconto storico.
Non entro nel merito se siano ben scritti o meno, non è questo il punto.
Il punto è che la differenza tra i due a livello contenutistico è abissale: mentre il secondo cerca di far comprendere come sia quell'epoca diversa sia a livello di usi e costumi, sia di credenze e comportamenti, il primo non fa altro che girare intorno alla tragica storia d'amore tra i due protagonisti, probabilmente anche snaturati dal loro contesto.
Eppure, il primo racconto ha più punti del secondo. Come mai?
Perché il funzionamento di THeiNCIPIT è questo.
Più commenti, più punti, più visibilità. Il gioco è tutto racchiuso in questo concetto.

Dato che ora il funzionamento è chiaro, non copierò altri commenti ma solo le trame del genere horror.


L'estate della coscienza ~
Trama: Manchester in una tranquilla serata di luglio del 2006 viene scossa da un cruento fatto di cronaca: il diciottenne Edward McLuster viene arrestato con l’accusa di aver ucciso brutalmente il coetaneo Sheldon Murphy. È veramente così oppure la verità è un’altra, qualcosa che forse è meglio non sapere?
A oggi: 4/10 episodi, 17 commenti
Note
~ Wall of text. Non c'è formattazione, nessun paragrafo
~ Le domande non fanno pensare a un horror, purtroppo


Groove Demoniaco ~
Trama: Roberta, studentessa, trascorre alcuni giorni a Bratislava per la sua tesi su un gruppo rock di cui negli anni si sono perse le tracce. Scavando nel loro passato, si avvicinerà a un male che è radicato nel profondo e ne contamina il lascito musicale.
A oggi: 5/10 episodi, 42 commenti
Dormiunt ~
Trama: Una bambina viene affidata a una coppia di coniugi gentile e premurosa. Ciononostante, la piccola Sara ha uno strano presentimento: in quella famiglia si cela il Male. Ma in quali forme esso si manifesterà, nemmeno la sua fantasia può immaginarlo. L’orrore stavolta non avrà limiti.
A oggi: 4/10 episodi, 13 commenti
Il veliero in secco ~
Trama: Un veliero arenato su una spiaggia, un tesoro tutto da esplorare apparso all'improvviso, due adolescenti alle prese con una piccola avventura che può tramutarsi in un incubo. Questa volta l’estate durerà più a lungo del previsto e il caldo sarà molto più torrido.
A oggi: 10/10 episodi, 114 commenti
Genere fantascientifico.

L'ultima estate di Blacksound Hill ~
Trama: La guerra coloniale si trascina da decenni. I ricordi tormentano uno dei prigionieri di Ganimede, la più grande delle lune lager di Giove. Negli ultimi sussulti di una guerra mostruosa, il miraggio delle estati passate a Blacksound Hill è tutto ciò che gli resta.
A oggi: 5/10 episodi, 40 commenti
Anime di latta alla fermata del treno ~
Trama: Una via di mezzo tra uno sguardo proiettato verso un futuro immaginario e temi attualissimi anche al giorno d’oggi: invezioni fantascientifiche e megalopoli, ma senza dimenticare rivalità, tradizioni, amore, lavoro e anche violenza; così come gli uomini di tutti i giorni li interpretano e li vivono.
A oggi: 8/10 episodi, 137 commenti
 Mondiali 2154 ~
Trama: Mondiali del 2154. Come sempre le squadre si affronteranno per ottenere la Coppa del Mondo, ma per la prima volta una nuova squadra si aggiunge alla competizione. Nonostante le proteste, la sua partecipazione è stata ammessa. Viene dalla Cina, ed è la prima squadra ad ospitare dei Cloni.
A oggi: 9/10 episodi, 236 commenti
 Terza Opzione ~
Trama: “Vivo o morto, vero o falso, buono o cattivo, reale o immaginario. Ci hanno insegnato che spesso la realtà non può essere altro che dicotomica. O sei vivo o sei morto. Non c’è una terza opzione. Falso. C’è sempre una terza opzione. O meglio, non esiste fino a prova contraria.”
A oggi: 8/10 episodi, 178 commenti
 L'Ultima Estate ~
Trama: Dopo l’Incidente che ha quasi spazzato via il genere umano e ha reso inabitabile la Terra, i superstiti ora affollano le uniche zone sicure: le spiagge. L’umanità, incalzata da fame e miseria, sembra attendere la fine. Che potrebbe essere più vicina del previsto, tra l’altro…
A oggi: 8/10 episodi, 231 commenti
 Agua ~
Trama: Futuro prossimo, le risorse idriche sono terminate, quella poca acqua ancora rimasta viene utilizzata come moneta di scambio. In questo scenario si muove una donna alle prese con una missione che potrebbe cambiare le sorti del mondo.
A oggi: 8/10 episodi, 178 commenti
Tiriamo le somme: per il momento solo uno dei racconti postati sembra fuori genere. Probabilmente sono stata ingenerosa, dopotutto. Che siano belli o brutti, gli spunti sono variegati e c'è davvero l'imbarazzo della scelta per chi voglia partecipare al gioco, come lettore e come scrittore.
Infine, quindi, fantasy.

 Il cielo di sopra ~
Trama: Nell'estate di Liberty, la più grande città del magico continente di Celentir, un ragazzino fuggito di casa incontra un prestigiatore da due soldi. È l’inizio di un viaggio che durerà ben poco, ma che cambierà notevolmente entrambi.
A oggi: 8/10 episodi, 63 commenti
 Ambra, sai nuotare? ~
Trama: Ambra affronta tristemente  l’estate poiché le sue amiche l’hanno lasciata sola; una mattina come tante trascorsa al mare, la spinge a desiderare il profumo notturno della baia e tutto ciò che ne consegue…in preda alle palpitazioni di un amore fantastico.
A oggi: 8/10 episodi, 183 commenti
  Il Destino chiama solo d'Estate ~
Trama: Troppo stupido per il fantasy e troppo epico per lo humor. Scoprite la storia del Ragazzo, stereotipo di un eroe, in attesa della sua grande avventura. Scoprite Talesya, un mondo sottomesso alle leggi del fantasy.
A oggi: 7/10 episodi, 81 commenti
UNuovo Mondo ~
Trama: Un giovane desideroso di vacanze e di mare si ritrova in una caverna sottomarina e davanti a qualcosa di inaspettato che lo porterà a qualcosa di fantastico.
A oggi: 8/10 episodi, 94 commenti
IDono di Tsukuyomi ~
Trama: Jorge è un mercenario portoghese che vive a Nagasaki. Viene assoldato da un francescano per andare dallo Shogun, a Edo. Viaggiano con un daimyo locale, la cui carovana trasporta un dono per lo Shogun di cui nessuno conosce la natura, protetto da incantesimi. E un gatto bianco lo segue ovunque.
A oggi: 6/10 episodi, 66 commenti
Cronache del mese di metagitnione ~
Trama: Una battaglia quattro contro uno non è pari, ovviamente. Ma se quell’uno fosse un titano? Un titano, contro tre divinità e una ragazza il cui peccato fatale potrebbe essere quello di non aver mai amato.
A oggi: 4/10 episodi, 25 commenti
Amara speranza ~
Trama: Lei sarebbe la tipica teenager, ribelle e fissata con la musica. Ma l’intero mondo dal quale proviene è ben diverso da quello che conosciamo. Il suo destino è già stato scritto. La sua morte fa parte di una tradizione che non può essere spezzata. La sua sentenza sarà emessa l’ultimo giorno d’estate.
A oggi: 2/10 episodi, 10 commenti
~ Lo specchio del tempo ~
Trama: “Emma svegliati”. Ancora intorpidita mi sforzai di separare le ciglia l’una dall'altra. Una voce non nuova continuava a chiamarmi. Vidi quelle simpatiche orecchie appuntite brillare sotto il raggio del sole che filtrava attraverso le veneziane, ma prima ancora vidi quegli occhi color dell’oro.
A oggi: 2/10 episodi, 13 commenti
Il lago ~
Trama: Un uomo cammina nel bosco alla ricerca di qualcosa che lo tranquillizzi dopo l’ennesima notte di incubi. È attratto dal lago poco distante e dall’atmosfera di nebbia e mistero che si respira nelle sue vicinanze. Non può immaginare che proprio nelle sue acque si celi un terribile segreto.
A oggi: 1/10 episodi, 13 commenti
 Lo specchio del tempo ~
(ce ne sono due, N.d.S.)
Trama: Anna e il marito vanno in vacanza a Cattolica, sulla riviera adriatica. La visita al castello di Gradara, teatro della tragica storia tra Paolo e Francesca, provoca l’apertura di una finestra temporale attraverso la quale assisteranno agli eventi del passato che non possono modificare.
A oggi: 10/10 episodi, 112 commenti
Questo è quanto.
Conclusioni: THeiNCIPIT può essere davvero un giochino interessante, ma il massimo delle critiche che ho trovato è stato quello di formattare perché con il testo tutto attaccato non si capisce nulla. Qualche sporadico, quasi fortuita, correzione di refusi quando se ne accorgono, poi il nulla.
Commenti sulle varie scelte, "cosa farei io al posto del personaggio" e così via.
Quindi, in definitiva, iscrivetevi e partecipate alla piattaforma solo se cercate un giochino di scrittura. Non fatevi illusioni sul poter migliorare o aspirare a qualche pubblicazione (insomma, non scambiatelo per 20lines e già lì...), usate i generi giusti per cortesia anziché tentare di spacciare romance e paranormal romance per quello che non sono, perché chi inizia a leggere il sito dal racconto di Giovanna d'Arco potrebbe fraintendere tutta la funzione dello stesso.

Sigla.