The Dark Side of the Moon

Run, rabbit run. Dig that hole, forget the sun.

Negli ultimi tempi mi è balzata in testa l'infausta idea di voler partecipare al Premio Urania.
Perché? È un'ottima domanda.
Probabilmente la senilità meccanica che avanza, forse il fatto di aver letto/visto più fantascienza del solito, forse la necessità di nuovi stimoli. Quest'idea assurda mi ha spinta in un mare in tempesta, fatto dell'elenco di tutti gli Urania usciti fino a oggi, la dolorosa lettura di 2038: la rivolta, disponibile gratuitamente per chiunque abbia queste tendenze autolesioniste, la ricerca critica e interessata di cosa il panorama della fantascienza italiana abbia da offrire.

I risultati sono, come al solito, un calcio nelle gengive.
Fortunatamente le mie sono d'acciaio, non ne ho risentito molto.
Innanzitutto il ragionamento è partito da: cosa cerca chi seleziona il premio Urania, anno dopo anno, in un paese in cui la science-fiction è trattata principalmente come fermaporta?
Mi aspettavo di trovare qualcosa del genere. E in effetti...
Dimentichiamoci dei triffidi e dei tripodi. La fantascienza che piace agli italiani non è fatta di viaggi spaziali, nella maggior parte dei casi, non se è scritta da un italiano. Dev'essere ambientata in un contesto urbano nostrano futuribile, ma non troppo avanzato, qualcosa che sia infarcito di termini strani e che contengano il prefisso olo-.

Quindi avremo Milano trasformate in una capitale cyberpunk, Napoli degradata più che mai ma con le katane e i grattacieli. Non voglio lanciarmi in una recensione di 2038: la rivolta, o più precisamente Masaniello è tornato, titolo originale dato dall'autore all'opera, che ha avuto l'indubbio merito di farmi scoprire proprio tutto ciò che riguarda Masaniello stesso e di cui ero allo scuro.
Non nego anche che il tema e l'idea fossero interessanti: in una Napoli del futuro posta sotto il controllo di un'Europa unificata, una creatura mutante va in giro ad ammazzare spacciatori facendosi chiamare Masaniello.
Già solo questo ha il respiro dei film trash fantascientifici anni '80, come Il vendicatore tossico e avrebbe potuto rivelarsi una curiosa novità se ambientato proprio nel nostro paese.

E allora, cosa è andato storto, visto che di solito mi lamento dei cloni dei cloni?
Immaginate una bandiera tricolore.
È andato storto il fatto che, nonostante la trovata di un paio di artifici narrativi molto interessanti ma decisamente tirati troppo per le lunghe nella seconda parte del romanzo, a un certo punto ci si dimentichi completamente di essere a Napoli se non fosse per il dialetto usato da alcuni personaggi e sembri di piombare in qualsiasi ambientazione americana.
I giornalisti sembrano quelli di una qualsiasi puntata di Lois e Clark, il protagonista smette di essere Guy Fawkes per diventare una versione degenerata e ben più patetica di Riddick. Il messaggio di fondo, per non sbagliarsi, è lo stesso identico di V for Vendetta (non fate i furbi, che la graphic novel è del 1982 e non potete venire a dirmi che è nata prima la frittata dell'uovo).

Questo era il miglior romanzo di fantascienza dell'anno del Signore 2000 secondo quanto stabilito dalla giuria del premio. Forse, un giorno, farò davvero una recensione, ma richiederebbe tempo ed energie che fatico a trovare.
Potete prendermi sulla parola o leggerlo, visto che sia editore che autore l'hanno reso disponibile gratuitamente, in un gesto di insperata coscienza. È il peggio che abbia letto in merito? Neanche per sogno.
È a livello degli autori stranieri? La risposta è la stessa.

Il premio Urania si trascina da anni le consuete polemiche e non sono la prima a notarlo. Dal rispetto del genere al fatto che si tratti praticamente nel 99% dei casi di un detective alle prese con un caso, quindi di un giallo travestito da fantascienza, il che ha un senso considerando che esiste anche la collana Giallo Mondadori di cui la casa editrice è anche parecchio fiera, probabilmente, vista la sua longevità.
Possiamo con buona probabilità affermare che siamo distanti da premi stranieri come il Nebula o lo Hugo. Quindi, ha senso partecipare al premio? Non ne ho idea.
E la fantascienza in Italia, com'è messa?
In questi giorni stavo seguendo la pubblicazione di un libro fantasy per la casa editrice Runa Editrice e, visto che non ho nulla di meglio da fare che farmi un nemico in più, ho deciso di osservare con attenzione gli unici due testi fantascientifici del catalogo.
Da una parte abbiamo Archon di Marco Alfaroli.
Agli inizi degli anni 2000 le economie mondiali collassarono. Il sistema capitalista aveva dominato la società per un certo periodo, creando diseguaglianze, ma anche benessere, soprattutto per i paesi industrializzati.Quando ci si rese conto che la moneta non era più un valore e le nazioni in via di sviluppo avrebbero preso il sopravvento, si ricorse alla guerra.Una nuova arma rese inutilizzabili gli ordigni atomici, ma chi la usò non poté avvantaggiarsene: venne derubato e così anche i suoi arsenali furono neutralizzati. La Terra quindi non si autodistrusse, ma piombò in una guerra tradizionale totale e sanguinosa che durò per molti anni.Una fazione alla fine unificò il mondo sotto la dittatura del “Tiranno”.Il nuovo ordine fu accettato dai popoli perché riportò la pace, anche se tolse molte libertà. Come è successo in tutte le guerre i progressi tecnologici furono notevoli e già nel 2400 la prima Flotta Terrestre riuscì ad aggredire il sistema Sirio: il governo “nazionalista” della Terra non era interessato all'amicizia con “E.T.”, voleva solo sottometterlo.In 100 anni fu creato l'Impero dei tre sistemi: Sole, Sirio e Luyten.Un gruppo di dissidenti in fuga, in un giorno in cui la libertà vinse il duello con l'oppressione, riuscì a raggiungere il secondo pianeta della stella Proxima Centauri. Non valeva la pena di inseguirli: quel mondo era stato classificato dall'Impero come “privo di risorse”.Ma oggi, a trecento anni da quell'evento, l'attuale Imperatore ormai vecchio e malato scopre che quei fuggitivi vivono ancora di una vita incredibilmente allungata: forse sono immortali.Il pianeta, che lui stesso aveva battezzato col nome di Archon diventa la sua prossima preda.
Praticamente la stessa idea di Prometheus, ma dato che non si può fare di peggio non possiamo che augurarci che sia migliore. L'anteprima non supporta tale tesi (se qualcuno non mi avesse spiattellato una simile presentazione, dalle prime pagine avrei creduto che si trattasse di un libro per bambini).
Passiamo all'altro, Terraluna di Daniele Picciuti.

Come al solito, le presentazioni alzano le aspettative:
Ora, se non lo avete già fatto, trovatevi una comoda poltrona, possibilmente al buio,e voltate pagina sotto una luce soffusa, ma che abbia contorni netti.Il romanzo che avete in mano è un romanzo di fantascienza,e il suo scopo è quello di divertirvi. Seriamente. 
dalla prefazione di Francesco Troccoli
Altrove leggo anche che:
"Ancora una volta Daniele Picciuti si conferma un ottimo narratore mettendo in fila dei piccoli gioielli narrativi."
Ritorno alla Mary Celeste, Dunwich Edizioni
Questo è quello che esce su Google Immagini cercando Terraluna.
Di che cosa parla il romanzo di Picciuti?
Intanto, cito: Il libro è un thriller techno-fantasy a metà fra il noir e l’hard boiled, sviluppato secondo una struttura a mosaico. Ogni capitolo, infatti, è un pezzo della storia visto con gli occhi di un personaggio diverso, che si alterna ciclicamente, formando un puzzle i cui tasselli vanno man mano a posto.
È un techno-thriller fantasy o un libro di fantascienza?
Non so se le cose possano essere considerate dei sinonimi.

Purtroppo per noi, l'anteprima inizia dal pov di una donna, la tipica donna filtrata dalla mente di un uomo. E il cui nome, Valery, mi conduce anche a tristissimi deja-vu.
Nomen omen, le due si somigliano anche. Valery ha appena rubato un chip da rivendere all'ovvio russo ciccione ricettatore; ovviamente un porco che non vede l'ora di metterla in posizione orizzontale, perché i ciccioni ragionano così. Lei ne è ovviamente indignata, si fa pagare quanto vuole perché è una badass da antologia, poi esce e si ritrova in una scena del crimine splatter.
Abbastanza canonico, dov'è il problema?
Gradirei se mi faceste la domanda contraria.

Il viaggio non è lungo ma implica sofferenza.
Iniziamo. Indossate i guanti.
Oleg annuisce ma leggo nel suo sguardo da merluzzo appena pescato, una diffidenza che mi dà sui nervi.
Una meravigliosa metafora seguita da una virgola posta tra predicato e complemento oggetto. Siamo ancora alla prima pagina e ho trovato qualcosa che dà sui nervi a me.
Poi abbiamo questa frase:
Lo vedo frugare nelle tasche senza nemmeno rivolgermi uno sguardo, poi tira fuori un palmare che potrebbe fare da sottobicchiere al boccale che ho davanti, e lo accende.
Quindi l'autore qui dà per scontato che un letto normodotato sappia cosa vuol dire che un palmare si accende, senza bisogno di specificare. La pagina dopo, però...
Oleg bofonchia qualche alta cosa, poi infila una mano nei calzoni e ne estrae una carta a impronte, un dischetto quadrato e trasparente nel quale è ben sigillato uno schermo azzurro, vi preme sopra il pollice della mano destra e il disco si accende come una lampadina.
Quanto è naturale per qualcuno che viva su una colonia lunare fare un paragone con una lampadina? Siamo nella testa del personaggio, dato che è scritto in prima persona e non in terza, eppure lei pensa al fatto che "si accenda come una lampadina" invece che a un semplice, naturale e ovvio "si illumina".
Quindi abbiamo l'inutile ripetizione di accendere, che avrebbe in ogni caso potuto essere accostato con un "si accende e illumina", senza scomodare anacronistici paragoni in un mondo in cui, vedremo, anche i mezzi di trasporto non funzionano più in modo canonico (ma a discolpa dell'autore, l'illuminazione non viene mai menzionata, perciò per quanto ne so potrebbero davvero avere ancora la catenella delle lampadine degli scantinati americani).

Stessa pagina, vecchio caro specchio:
D'istinto lancio uno sguardo alla mia immagine riflessa sui vetri al di là dei quali c'è solo la strada buia. Capelli corti, la frangia più lunga su un lato che scende fino alle labbra, occhi brillanti, di un azzurro ghiaccio ereditato dall'incontro intimo con un dokiano, il fisico sportivo ma non certo prosperoso. Forse al borioso ciccione piacciono i modelli schermo piatto?
Così, senza ritegno.
O vogliamo parlare del fisico sportivo ma non prosperoso? Tutte le sportive, del resto, si allenano abbastanza da far spuntare due bocce tali da necessitare addirittura di un'avversativa che ci faccia capire che, nonostante una cosa ci sia, l'altra manchi! [sarcasm alert]
Una spiegazione sommaria di come funzioni la colonia lunare, ovvero una barriera che sembra contenere proprio Terraluna e, sorprendentemente, un accenno al problema dei raggi ultravioletti che, non essendoci atmosfera, non vengono filtrati se non da un'esosfera artificiale.
Ma...
I corpi celesti molto caldi emettono principalmente luce ultravioletta (vedi legge di Wien). È difficile osservare questa luce da terra, perché lo strato di ozono che ci protegge ne blocca la maggior parte. Quindi, quasi tutte le osservazioni UV sono condotte nello spazio, usando satelliti con a bordo telescopi e rilevatori operanti nell'ultravioletto.
Radiazione Ultravioletta, Wikipedia 
Quindi è l'ozonosfera a bloccare le radiazioni ultraviolette, avendo ricreato solo un'esosfera è normale che gli ultravioletti arrivano a bruciare le retine degli abitanti di Terraluna, che devono dotarsi di retine artificiali "in grado di resistere ai raggi ultravioletti che rimbalzano dall'esosfera artificiale fin quaggiù". E il resto degli effetti?
Gli UV possono anche indurre eccitazione della molecola di DNA, uno stato di eccitazione che può durare un tempo più o meno lungo, e normalmente il ritorno allo stato fondamentale avviene senza che vengano indotte alterazioni; episodicamente, comunque possono prodursi legami chimici impropri tra timine non adiacenti, danni non sempre riparati efficacemente dai meccanismi biomolecolari. Gli UV-A sono considerati meno dannosi di altre bande, ma possono sempre causare ustioni ad alte dosi e una sindrome denominata acne di Maiorca. Sono comunque considerati responsabili di cancro della pelle come il melanoma, in maniera analoga ai più energetici e dannosi UV-B.Sono i principali responsabili dell'invecchiamento della pelle; anche gli UV-B fanno la loro parte. Alte intensità di UV-B sono dannose per gli occhi, e un'esposizione prolungata può causare il flash di welder (fotocheratiti), e fotodermatiti. Sia gli UV-B che gli UV-C danneggiano le fibre di collagene, e quindi accelerano l'invecchiamento della pelle. Gli UV-A penetrano più in profondità nella pelle, rispetto agli UV-B che gli UV-C, e alterano (danneggiano) le cellule che producono le fibre di collagene o fibroblasti. Alcuni filtri solari (cosmetici) proteggono bene contro i raggi UV-B ma, spesso, poco contro i raggi UV-A, i maggiori responsabili dell'invecchiamento solare. L’80 per cento delle rughe è provocato dal sole.
Quindi è ottimo preoccuparsi dei problemi alla vista, ma come sono stati tutelati gli altri aspetti? Se mi infodumpi questo ora, perché non mi spieghi almeno tutto quanto?
E a proposito di infodump, tutto questo arriva dopo che, per nessun motivo plausibile, la protagonista riassume nella sua testa che cosa ne è stato della Terra. Perché del resto, quando siamo a fare la spesa noi non pensiamo alla Seconda Guerra Mondiale? Alla Rivoluzione d'Ottobre?
La scelta della prima persona singolare si ritorce contro l'autore altre volte, come ad esempio:
Rallento, mentre un treno articolato mi taglia la strada. È un serpentone lungo una ventina di metri e ha impresso su ogni vagone il simbolo della Brown Neo Pharma. Probabilmente trasporta merce di contrabbando, forse droghe o medicinali vietati dal Parlamento.
Anche in questo caso, sembra di essere sbalzati fuori dalla testa di Valery per vedere il treno dall'esterno. Che è un po' l'effetto che farebbe qualcuno che descrivesse in questo modo una stoviglia: abbasso lo sguardo sulla forchetta a lato del piatto. Ha tre rebbi e un colore metallico che brilla alla luce della lampadina.
Dato che conosci perfettamente di cosa si tratti, arrivando a ipotizzare il contrabbando, che bisogno hai di pensare a come sia fatto il treno che vedi?
A meno che i tuoi lettori non siano delle sirene, non descrivere l'Arricciaspiccia.
Di problemi ce ne sono altri? Nonostante l'estratto sia tragicamente breve, sì.
Come il fatto di riconoscere la vittima perché è una donna per i tacchi a spillo (su Terraluna non esistono i transessuali, prendetene nota, ma gli stupri sono all'ordine del giorno ed esistono dei sobborghi), la poveraccia "è un guazzabuglio di carne dilaniata e sangue" che la identifica come uno degli orrori lovecraftiani (non ci si sorprende delle fanfiction in tema allora, giusto per inimicarmi ulteriormente anche la Dunwich Edizioni) senza descrizioni possibili, il fatto che nel bel mezzo dell'intenzione di fuggire il più lontano possibile Valery si metta a immaginarsi la scena di come sarebbe l'arresto e così via.
Non so che pensare, forse che io non ho un fiuto per i piccoli gioielli narrativi e dovrò aspettare che un Orson Scott Card o un Paolo Bacigalupi si reincarnino per avere qualcosa di anche solo vagamente simile alla loro opera nel nostro paese.